Il nuovo volto dell’antica cantina Pacherhof, moderno e minimale

Il nuovo volto dell’antica cantina Pacherhof, moderno e minimale

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Bergmeisterwolf Architekten ha progettato nella Valle Isarco, nel nord Italia, l’ampliamento della cantina Pacherhof. È considerata la più antica cantina del luogo. La forma geometrica dell’edificio, due trapezi uno sopra l’altro, sembra sorgere dal terreno: l’esterno color ardesia e la forma astratta ne fanno un’interpretazione stilizzata, quasi geologica dei dintorni.

La zona in cui è stata costruita ospita l’abbazia di Novacella del XII secolo, uno dei più importanti monasteri del Tirolo e il luogo in cui ha avuto inizio la tradizione vitivinicola della regione. Questa iniziò con i monaci che cominciarono a produrre nei campi vicini, ma dei documenti testimoniano che la cantina Pacherhof iniziò la sua attività prima dell’apertura del suddetto monastero.

La struttura originale è stata mantenuta così com’era, tradizionale e caratteristica per fornire un contrasto estetico. Un tunnel collega il sottosuolo con la nuova cantina, c’è anche una tromba delle scale che porta in superficie e nella torre piramidale. Rivestita in pannelli di bronzo, parte visibile della cantina è stata progettata per fondersi con il paesaggio. All’interno si trovano anche un ufficio e una sala degustazione.

Testo di Elisa Scotti

Il nuovo volto dell’antica cantina Pacherhof, moderno e minimale
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Il workshop di architettura in uno splendido ex monastero toscano

Il workshop di architettura in uno splendido ex monastero toscano

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Siamo a Prato, nel complesso di San Niccolò, un tempo monastero e oggi centro educativo e sede di una fondazione culturale. Qui Lemonot ed ECÒL con il supporto di KooZArch, in collaborazione con la Fondazione San Niccolò, sta organizzando un workshop per gli studenti delle diverse discipline figurative per raccogliere idee per la pianificazione strategica di alcuni interventi architettonici all’interno di questo favoloso contesto.

San Niccolo Workshop Series | Collater.al

Gli organizzatori lavoreranno insieme agli studenti per preservare il monastero, ma allo stesso tempo aumentarne il valore attraverso nuovi interventi. Tre workshop diversi, distribuiti tra il 2019 e il 2020: il primo incentrato sull’Orto di Fabbrica (con focus specifico sul tema del gioco), il secondo sull’Orto di Vigna (con la finalità di studiare la relazione tra paesaggio naturale e quello culturale), il terzo in cui saranno esplorate le potenzialità di strutture effimere come dispositivi di socializzazione all’interno dell’Orto di Gosto. “Play” è il primo episodio di quest’anno, dal 15 al 21 settembre 2019, seguiranno “Landscape & Heritage” e “Ephimeral Structures” che si terranno nella primavera-estate 2020.

Studenti di architettura, di arte, di design lavoreranno fianco a fianco a tutor e professori come un grande collettivo unito verso l’obbiettivo di produrre progetti di qualità per il riuso del monastero. Alla fine dei tre workshop i risultati verranno presentati al pubblico, ovvero alla cittadinanza, evidenziando i benefici collettivi degli interventi progettati. Intanto KooZA/rch, la “Visionary Platform for Architectural Research”, durante il periodo pre-workshop ha lanciato alcune competition on-line (in forma di open call) per raccogliere idee per riflettere sulla tipologia del monastero in relazione al contesto della città contemporanea: così il team di “San Niccolò Workshop Series” ha iniziato a ragionare sulle problematiche legate al riuso architettonico, sulll’inclusione sociale e sulla pedagogia sperimentale.

L’obiettivo della serie di seminari è quello di valorizzare, attraverso la ricerca e la creazione di prototipi, i cortili di San Niccolò. Ogni progetto verrà documentato “in progress” dagli studenti che, all’inizio del workshop, decideranno con quali mezzi rappresentare il progetto: disegno, video, 3D, modelli… “San Niccolò Workshop Series” è una splendida occasione per imparare una disciplina al di fuori dei canonici spazi per la didattica e recuperare il rapporto diretto con la materia, con il progetto, con il contesto in cui si va ad intervenire. Buon lavoro ragazzi!

San Niccolo Workshop Series | Collater.al
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San Niccolo Workshop Series | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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Glade, la serie di mobili per la casa di Rick Owens

Glade, la serie di mobili per la casa di Rick Owens

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Rick Owens torna a far parlare di sé e della sua prossima e attesa mostra, che sarà ospitata dalla Carpenters Workshop Gallery di Londra. L’esposizione prenderà il nome della serie, “Glade” e vedrà degli oggetti in set per la casa. Le dieci unità che la compongono, più due in compensato Batipan, saranno rivestite da coperte militari in lana francese, entrambi materiali firmati in esclusiva da Owens e un letto a immagine o somiglianza del suo personale.

Gli oggetti sono presentati come un pezzo unico, ma ogni elemento della serie ha una sua stabilità e sta in piedi anche se separato dagli altri. È completo di illuminazione individuale, internet e caricabatterie per il telefono.

La mostra presenta, in aggiunta, una collezione di sgabelli Prong in alluminio, una nuova edizione dell’originale sedia curiale e otto nuove corone azteche, cromate argento e nero con un metodo unico, che danno una piccola anticipazione della prossima sfilata di Rick Owens che calcherà le passerelle a Parigi alla fine di settembre.

La produzione è stata curata anche da Michele Lamy, – sua consorte e compagna – la forza creativa dietro questo progetto. Aprirà le porte al pubblico dal 16 settembre al 25 ottobre.

Rick Owens presenterà Glade una serie di mobili per la casa | Collater.al

Testo di Elisa Scotti

Glade, la serie di mobili per la casa di Rick Owens
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Skyscape, la casa costruita in cima a un grattacielo

Skyscape, la casa costruita in cima a un grattacielo

Giulia Guido · 5 mesi fa · Design

Il proprietario di un complesso di appartamenti a Bangkok si è rivolto allo studio WARchitect per trasformare il tetto di uno dei suoi palazzi in casa sua. Il team di architetti non si è fatto sopraffare dalla sfida e, alla fine, ha realizzato Skyscape

Il progetto prevedeva la vera e propria costruzione di una casa, con tanto di cortile esterno, sfruttando l’intera superficie del tetto di un grattacielo. Oltre a ciò, la particolarità della Skyscape risiede nel fatto che da un punto di vista stilistico, ma anche di scelta di materiali, la casa si discosta drasticamente dallo stile del palazzo su cui poggia le sue fondamenta. 

Skyscape Wrchitect | Collater.al

Sviluppata su un solo piano, Skyscape è chiusa su tre lati e completamente aperta sul quarto, che si apre attraverso gradi vetrate sul cortile di ghiaia. Al suo interno lo spazio si divide inuna sala da pranzo, un soggiorno, una camera da letto, un bagno, una cucina e un piccolo cortile centrale, che permette a tutte le stanze di avere un’apertura. 

Lo stile è minimale e lineare e vincente si è rivelata la scelta di ricoprire tutte le superfici, pavimenti, pareti e soffitti, con lunghe e sottili travi di legno Balau, che riscalda otticamente l’ambiente. 

Se sognate un rifugio che vi permette di essere invisibile a tutti e al contempo di godere di un panorama mozzafiato, una casa come Skyscape fa per voi. 

Skyscape Wrchitect | Collater.al
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Skyscape, la casa costruita in cima a un grattacielo
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Light Project, i giochi di luce di Nanda Vigo a Milano

Light Project, i giochi di luce di Nanda Vigo a Milano

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

“Luce, trasparenza, immaterialità”: questo è “Light Project” di Nanda Vigo, la mostra che racconta  l’eccezionale opera dell’artista e designer che ha fatto la storia della scena culturale milanese degli anni Sessanta. 

Nanda nasce a Milano nel 1936 da una famiglia che la educa alla cultura architettonica e artistica. Si dà il caso che da piccola infatti conosca l’artista Filippo De Pisis e si appassioni all’architettura di Giuseppe Terragni. 

Vicinissima all’artista Lucio Fontana, la Vigo lavora tutta la vita intorno al tema del conflitto/armonia luce e spazio, realizzando oggetti di design incredibili che Palazzo Reale ha deciso di raccontare in questa mostra, inaugurata il 23 luglio e che terminerà il 29 settembre 2019. La mostra si inserisce nel percorso di approfondimento e valorizzazione avviato da Palazzo Reale nei confronti dei maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi.

Qui nel palazzo nel cuore di Milano potrete contemplare circa 80 opere – tra progetti, sculture e installazioni – dell’artista, tutte incentrate sul tema della luce materia non-materia, sul colore, sulla generazione dello spazio attraverso la sua immaterialità. È un viaggio nel tempo dagli anni Sessanta al Duemila nella vita di Nanda Vigo, una donna che ha dovuto affrontare un percorso femminile nel mondo dell’arte, dell’architettura e del design in anni in cui la presenza delle donne era molto limitata. Nanda Vigo a Palazzo reale porta i suoi studi cromatici, i giochi con le luci naturali e artificiali, l’amplio uso degli specchi: sembra proprio di immergersi in un sogno psichedelico.

Non perdetevela, manca poco alla fine!

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Testo di Bianca Felicori

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