Come fa Ariana Grande ad essere la regina delle classifiche

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28 Febbraio 2019

Le ragioni del successo da record di una star del pop.

Nel 2018, sull’onda dell’incredibile successo ottenuto con l’album Sweetener,  Billboard ha incoronato Ariana Grande donna dell’anno, motivando così la decisione di dare alla superstar un titolo che prima di lei hanno avuto donne come Taylor Swift, Lady Gaga, Madonna e Selena Gomez: 
Ariana Grande is a star on her own terms, never bending to any particular musical trend or path in the industry. Certain in her convictions, she consistently stands up for herself and her decisions in a world that often isn’t hospitable to that sort of strength in young women. She’s got guts, she’s making some of the best music of her career, and she’s absolutely deserving of Woman of the Year.”  

Lo scorso anno è stato di certo importante per Ariana Grande che ha fatto l’impresa da primato di portare simultaneamente ben dieci brani dal suo album Sweetener in classifica Billboard Hot 100, qualificandosi tra le uniche quattro donne nella storia della musica (Cardi B, Taylor Swift, Beyoncé) che hanno avuto contemporaneamente 10 brani tra i Top 100.
Il fatto è che il suo ciclone scala classifiche non sembra intenzionato a fermarsi, così, sebbene il 2019 sia iniziato da soli due mesi, lei ha già battuto un altro record. Il suo ultimo album Thank U, Next è uscito l’8 febbraio e, qualche giorno fa, ai primi tre posti in classifica Billboard 100 c’erano tre dei suoi brani: 7 Rings, Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored e Thank U, Next.

Non so se avete capito bene la portata della cosa, ma gli ultimi a fare una roba del genere erano stati i Beatles nel 1964 con Can’t Buy Me Love, Twist And Shout e Do You Want To Know A Secret?. E diciamo pure che i Beatles erano una band, lei è una sola e quindi questo le fa fare proprio la storia.
Ci sembra, quindi, che quello di Ariana Grande sia l’unico caso possibile e giustificabile per cui un artista pop possa essere paragonato ai Fab Four.

Sono cinque settimane, ad oggi, che 7 Rings è la numero 1 di Billboard Hot 100 e due settimane che il suo album Thank U, Next domina la classifica dei Top 200.

La domanda è: come fa?
E anche se mi viene di rispondere “PALESTRA“, proverò ad organizzare una logica argomentazione al perché di tutti questi record, analizzando il singolo fenomeno e, soprattutto, una tendenza più generale degli ultimi anni.

Le cifre da capogiro che accompagnano le ultime uscite di Ariana Grande ci danno testimonianza che non abbiamo più a che fare con la teen idol dalla coda lunghissima e le orecchie da coniglietta di My Everything ma con una vera star del pop che riesce ad eguagliare i Beatles pur restando se stessa.

Non dimentichiamoci che Thank U, Next arriva dopo un periodo non facilissimo: l’attentato a Manchester durante un suo concerto, la morte del rapper Mac Miller, la fine della relazione con Pete Davidson. Ognuno di questi macigni diventa per Ariana occasione di incanalare il dolore nella produzione di musica nuova e rispondere a una precisa urgenza espressiva.
Questo fa dei suoi album in generale e dell’ultimo in particolare, qualcosa di credibile, sentito e condivisibile. Nonostante si sia presa il rischio di pubblicarne due a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, nonostante le numerose critiche piombatele addosso dopo la scomparsa dell’ex Mac Miller e nonostante l’accusa di plagio su 7 Rings da parte di Princess Nokia e Soulja Boy.

L’intoccabile Ariana Grande risorge dalle sue ceneri per diventare finalmente un’artista matura, un’artista che vince il primo Grammy della sua vita (per l’album Sweetener) e che però si rifiuta di prenderne parte.

Oggi canta in 7 RingsBeing through some bad shit / I should be a sad bitch / Who woulda thought it’d turn me to a savage” e mentre il suo mondo continua ad essere tutto rosa, quella coniglietta è diventata una pantera.

Lo ha detto benissimo Pitchfork nella recensione a Thank U, Next:
With Rihanna focused on makeup and lingerie, Beyoncé preoccupied as the better half of the Carters, and Taylor unwilling to share anything beyond an entry-level grasp of politics, Grande ascended“.

Così la cantante di Boca Raton sta diventando la regina delle classifiche, la regina dei Millennials, la regina del pop che però si appropria anche del linguaggio rap e delle soluzioni R&B.

A questo punto del discorso è però d’obbligo una contestualizzazione.

Se negli ultimi anni il fenomeno Ariana Grande è riuscito a imporsi nelle classifiche, macinando record di streaming e dischi di platino, non è soltanto merito del suo innegabile talento, unito alla spontaneità di linguaggio, all’estetica appetibile e ai rimandi alla cultura black. E la risposta ci viene proprio dai Beatles.

Quando 55 anni fa è successo che i tre singoli dei Fab Four fossero simultaneamente in classifica Hot 100, i parametri di valutazione non erano certamente gli stessi di oggi: se negli anni ’60, per entrare in top 100, un brano doveva essere pubblicato su supporto fisico come singolo, oggi, nell’era del mercato post-fisico, sono molti di più i canali di fruizione musicale di cui una classifica tiene conto (Spotify, YouTube, SoundCloud) e questo rende il sogno dei grandi numeri accessibile anche a chi produce singoli e basta, anche senza etichetta.

Il modo di misurare il successo di un successo nel 2019 è il risultato di una miriade di cambiamenti nelle metriche di Billboard che si sono dovute adattare all’avvento del digitale e che, in qualche modo, hanno dato una spinta (breve o duratura che sia) all’impennata dei singoli.

Se si analizzano i grafici delle classifiche Billboard dal 1958 a oggi si vede come gli ultimi anni siano stati caratterizzati da un minor numero di brani in prima posizione che però ci restano per un numero maggiore di settimane. Il 70% degli slot, dunque, è attualmente occupato da artisti che hanno più di un brano in classifica (vedi Ariana Grande, ma anche Halsey e Cardi B).

Per di più, c’è anche un’altra tendenza (seguita dalla stessa Ariana Grande) ed è quella di pubblicare singoli a manetta e, meglio, un singolo e l’album insieme (come è successo per Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored e Thank U, Next) rendendo ancor più facile la probabilità che un album intero possa inondare la classifica Billboard.

Quest’analisi non ci fa detrattori del merito di un’artista come Ariana Grande che, anzi, dimostra sempre di stare al passo con le richieste del mercato e le sue evoluzioni: piuttosto ci fa riflettere su quanto l’era dello streaming (e chiaramente anche dei social network) abbia inciso nel disegnare la traiettoria del pop.

Detto questo, la natura vincente del suo millennial-pop, i numeri da record e l’impressionante fanbase (con i suoi 146milioni di follower su Instagram è la donna più seguita sul social, spodestando Selena Gomez) ci portano a dire che Ariana Grande è già donna dell’anno 2019.

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