Beastie Boys Story, il docu sulla storia del gruppo

Beastie Boys Story, il docu sulla storia del gruppo

Giulia Guido · 3 settimane fa · Music

Ispirato al libro Beastie Boys Book, il regista Spike Jonze ha realizzato Beastie Boys Story, un documentario che racconta la storia del gruppo americano e che sarà proiettato in anteprima il 3 aprile e per poi essere trasmesso su Apple TV+ a partire dal 24 aprile. 

Il documentario fortifica ancora di più il legame tra Adam “Ad-Rock” Horovitz e Michael “Mike D” Diamond e il regista, che già nel 1994 aveva diretto il videoclip dell’intramontabile  “Sabotage”.

Le prime recensioni su Beastie Boys Story lo descrivono un documentario brillante e originale che offre un punto di vista inedito sull’intera carriera del gruppo e dei suoi componenti e sia Spike Jonze sia Adam “Ad-Rock” Horovitz e Michael “Mike D” Diamond si sono detti entusiasti della collaborazione. 

Beastie Boys Story, il docu sulla storia del gruppo
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Cinque canzoni per un solo Oscar

Cinque canzoni per un solo Oscar

Giulia Guido · 3 settimane fa · Music

A dieci giorni dalla cerimonia degli Oscar 2020 è giunto il momento di riascoltare tutte le canzoni nominate, senza sbilanciarci o fare previsioni, anche perché mai come quest’anno esiste un equilibrio all’interno della categoria Miglior canzone

Sound on! 

I Can’t Let You Throw Yourself Away – Toy Story 4

Se esiste una persona abituata a essere nominata a un Oscar – no, non sto parlando di Meryl Streep – quella è Randy Newman, che dal 1982 a oggi ha ottenuto ben 17 nomination e due vittorie, ultima delle quali con We Belong Together di Toy Story 3. È proprio con Toy Story 4 e in particolare per I Can’t Let You Throw Yourself Away, un pezzo leggero e allegro ma con un forte messaggio, che arriva la 17ª nomination.  

(I’m Gonna) Love Me Again – Rocketman

Firmato da Elton John e il suo inseparabile Bernie Taupin, (I’m Gonna) Love Me Again, il brano sorprende sia perché racchiude tutto lo stile, il sound e il ritmo dell’inimitabile cantante britannico, perché inaspettatamente il giovane Taron Egerton si è rivelato all’altezza della sfida, sia perché il videoclip ufficiale alterna scene del film Rocketman con immagini d’archivio, rendendolo un vero e proprio omaggio alla decennale carriera di Elton John. 

Mettete il volume al massimo e siate pronti a ballare! 

I’m Standing With You – Atto di fede (Breakthrough)

A fare da sottofondo alla toccante storia raccontata da Breakthrough troviamo le note di I’m Standing With You scritta da Diane Warren, la strepitosa autrice di brani per il cinema come There You’ll Be di Pearl Harbour o l’indimenticabile I Don’t Wanna Miss a Thing di Armageddon

A interpretare il brano di Diane è Chrissiy Metz, protagonista del film e conosciuta a livello internazionale grazie al suo ruolo nella serie This Is Us, in cui abbiamo scoperto le sue impressionanti doti canore. 

“We all got time’s when we can’t be strong
When it feels like, like all hope is gone”

Into the Unknown – Frozen II – Il segreto di Arendelle 

Dopo il successo di Frozen I, per il quale ha vinto l’Oscar in questa categoria, Robert Lopez e la moglie Kristen Anderson-Lopez si riconfermano gli autori delle colonne sonore del sequel Frozen II – Il segreto di Arendelle

Anche se non avete visto il film o non avete mai ascoltato il brano dall’inizio alla fine, di sicuro conoscete il ritornello perché da quando il film è uscito nelle sale il popolo del web non si è sprecato nell’ideazione di meme e vignette divertenti accompagnati dalla scritta “Into the unknown”. 

Stand Up – Harriet

Oltre ad aver ottenuto una nomination all’Oscar per Migliore Attrice Protagonista per la sua interpretazione di Harriet Tubman nel film Harriet, Cynthia Erivo si è aggiudicata anche una nomination per Stand Up

La voce della giovane attrice e cantante inglese, capace di abbracciare sia le note alte e graffianti, sia quelle basse e profonde, è come se ci accompagnasse alla scoperta di questo pezzo, un inno alla libertà. 

Can you hear freedom calling?

Cinque canzoni per un solo Oscar
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CTM Festival 2020: music beyond borders


CTM Festival 2020: music beyond borders


Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Music

L’edizione 2020 del CTM Festival celebra ed evolve il concetto di liminalità, ibridizzazione e trasgressione considerando comprensivamente questi concetti né come autoesplicativi né esaustivi.
Il Festival –  fortemente improntato su musica e arte contemporanea –  offre innumerevoli spunti per espandere le considerazioni ben oltre queste discipline evolvendo il concetto stesso di confini – nella loro accezione legata a sfaccettate pratiche e rituali sociali, così come esperienze estetiche, psichedeliche e trasformative.

Gli spazi liminali sono per definizione zone (e idee astratte) i cui limiti e scopi restano incerti; cosa significa godere con consapevolezza di una performance musicale nei sui picchi e nei sui limiti? Cosa significa interpretare arbitrariamente l’arte? Cosa rappresenta vivere a 360° un’esperienza di clubbing? Può forse essere esaustivo nell’interpretazione esaminare chirurgicamente in anticipo line-up e performers o la chiave è immergersi genuinamente in un viaggio scevro da preconcetti?

Sulla base di queste riflessioni preliminari, è iniziata la mia esperienza al CTM 2020 di Berlino.

L’acclamata serie HBO Chernobyl è diventata celebre anche grazie alla sua impressionante colonna sonora – a cura dell’artista islandese Hildur Gudnadottir.
I suoni, catturati da una vera e propria centrale elettrica (Ignalina – Lituania), includono reattori, turbine, pompe e generano un costante senso di ansia e allucinazione.
Bethonalle – Silent Garden, un ex forno crematorio (che ha operato per soli 6 mesi prima di esser definitivamente chiuso) si conferma una venue austera e più che mai calzante per questo tipo di performance.
L’intera esperienza è stata impreziosita da strumentazioni acustiche, field recordings e da un sapiente light design combinato a effetti fumo stranianti.

È già stato scritto pressochè tutto sul Berghain: dalle fantomatiche teorie circa le strategie di selezione dei bouncers, alle descrizioni del club come un incantato universo black denso di scale, angoli bui e posti nascosti. Puoi fare tutto ciò che vuoi in questo club e comunque nessuno lo saprà – semmai fosse una fonte di preoccupazione.
Ad ogni modo, giovedì sera, la lineup proponeva una serata di clubbing dalle venature techno piuttosto soft.
Ho trovato interessante la percezione che ogni persona, trovandosi e perdendosi in questi enormi spazi ambigui, trovi sé stessa in maniera più chiara; mi è parso che un non-luogo altamente precario tra un passato non afferrabile e un futuro in costante divenire possa aiutare a stimolare immaginazione e libertà – anche questa è liminalità, forse.

Interstial Spaces

Le proposte artistiche presentate in questa mostra aprono a interpretazioni sottili e – per certi versi – contrastanti: i luoghi, anche più intimi – intesi come veri e concreti – possono produrre una coesistenza senza alcuna ambiguità? Che genere di esperienza sarà per due persone sconosciute ascoltare un vinile – su un divano di casa – con due cuffie distinte? Isolamento, condivisione, liminalità?
Questa mostra pone la questione del tema centrale di CTM Festival oltre i margini delle stessa musica attraverso un’accurata selezione di atmosfere distinte e stanze immersive.

Inferno

Tra le teorie catastrofiste sul ruolo nefasto della tecnologia e del controllo, gli artisti Louis-Philippe Demers e Bill Vorn immaginano e producono “Inferno,” una rappresentazione robotica partecipata che riproduce l’esperienza dell’inferno e della punizione. Solleticando tutte le ansie riguardanti la relazione tra uomo e tecnologia rinegoziandone i confini; “Inferno” immagina una punizione infinita imposta come costante automazione e subordinazione alle macchine, offrendo ai partecipanti la sperimentazione e l’eccitazione di questa sottomissione. I presenti, una volta indossato un esoscheletro di 20kg, restano in controllo parziale del proprio corpo. Potremmo definire quest’esperienza come un momento liminale assimilabile al Purgatorio; l’appannata prospettiva di salvezza  crea un seducente ed ambigua prospettiva al di sopra delle teste dei partecipanti, sottomessi volontariamente allo spettacolo della sofferenza. 

La seconda notte al Berghain è caratterizzata da una line-up fitta di nu-gabberismi, evoluzioni drum’n’bass, suoni a metà tra l’ansia e l’estasi, il panico e l’after arricchiti da esplosive connessioni multi-genere; decisamente suggestiva la commistione tra l’ugandese Nyege Nyege Festival e CTM: Gabber Modus Operandi assieme a Wahono (di Uwalmassa, un progetto con sede a Jakarta che esplora le connessioni tra elettronica contemporanea e suoni indonesiani tradizionali), e l’ugandese Nakibembe Xylophone Troupe, uno dei rari gruppi rimasti a performare ancora con l’embaire – rarissimo e gigante xilofono in legno suonato contemporaneamente da 8 musicisti.

You Will Go Away One Day But I Will Not

Attraverso questa  avvolgente installazione all’interno di un orto botanico tropicale, Alves e Dalt tentano di dar spazio alla moltitudine di voci della foresta, organiche e non organiche, umane e non umane, speculative e naturali – offrendo un’esperienza dall’impatto politico e culturale non banale: dar voce al ruolo delle comunità più silenziose e controverse.
L’interrogativo sotteso è la comprensione se sia sufficiente sperimentare questo genere di esperimenti politici in uno spazio liminale senza che confluiscano in (in)tangibili utopie? 

Transmediale – The Eternal Network

The Eternal Network è il gruppo di opere principali di Transmediale riguardo all’esistenza e persistenza del ruolo dei network, con un’angolatura sui potenziali limiti in risposta alle correnti sociali e ai cambiamenti tecnologici.
In tempi di turbolenza ambientale e politica, i network hanno perso il loro appeal a larga gittata diventano fulcro di reazioni contrastanti: blackout, propaganda, discorsi d’odio, dipendenza e il desiderio umano di svincolarsi dalle piattaforme attraverso cui il capitalismo sorveglia e ordina.
Ciò nonostante i network hanno una certa ubiquità al di là della tradizionale definizione: la mostra investiga su come effettivamente rispondere ai futuri modelli di socialità, tecnologia e politica; tra le varie opere viene tratteggiato un loop tra i momenti pre e post-internet attraverso una disamina sulla rilevanza emancipatoria del futuro ruolo dei network.

CTM 2020 – come dallo stesso Festival sottolineato – si getta a capofitto in un limbo di stimolanti (e speranzose?) discussioni critiche sul presente e sui possibili futuri.
Attraverso il concetto di liminalità si viene inevitabilmente catapultati in zone grigie a metà di una presunta chiara linea di demarcazione.

Al termine di questi intensi giorni a Berlino – mi sento come fossi esattamente in un terreno di mezzo. Tra l’ambivalenza di presente e futuro e la perpetua evoluzione, fluttuando senza alcuna assicurazione né certezza – un filo frastornato.
Come e in quale forma emergeremo da tutto questo? Cosa e chi incontreremo nel nostro percorso? Esiste altro oltre questa zona liminale?
Ci sentiamo al gate di Berlino-Tegel come forme volteggianti, menti e copri allo stesso rigenerati e deflagrati dal presente, dal futuro.

CTM Festival | Collater.al 3

Testo di Marco Gardenale
Pictures by CTM

CTM Festival 2020: music beyond borders

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CTM Festival 2020: music beyond borders

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Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica

Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica

Giulia Guido · 2 settimane fa · Music

Per tutto febbraio saranno aperte le candidature per partecipare a Re:Earth, un progetto che darà la possibilità a sei giovani creativi di alloggiare per quindici giorni, dal 15 al 30 aprile, a Cittadellarte presso la Fondazione Pistoletto di Biella, durante i quali potranno interfacciarsi con professionisti ed esperti del settore musicale e partecipare a conferenze e workshop. 

L’obiettivo finale di questa “residenza artistica” è quella di dare vita a una performance artistica seguendo il tema di quest’anno: il rapporto tra uomo e natura e le conseguenze di questo rapporto dal punto di vista del cambiamento climatico. In pratica, i sei partecipanti avranno la possibilità di usufruire di tutti gli spazi, delle attrezzature e dell’aiuto dei tutor per mettere in scena un’esibizione musicale, in cui i suoni della natura vengono trasformati ed esplorati attraverso la musica, all’interno di un contesto installativo, anch’esso progettato dai partecipanti durante i 15 giorni del Re:Earth. 

Re:Earth si propone di creare un luogo in cui viene offerto un percorso formativo di alta qualità durante il quale tutti insieme, partecipanti e professionisti del mondo musicale e artistico, cercheranno di dare voce alla Terra e ai cambiamenti climatici in atto. 

È possibile candidarsi entro il 29 febbraio accedendo al sito di Re:Earth.

RE EARTH | Collater.al
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Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica
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Una playlist per innamorarsi, forse

Una playlist per innamorarsi, forse

Emanuele D'Angelo · 5 giorni fa · Music, Music

Che vi piaccia o meno oggi è San Valentino, la festa degli innamorati celebrata in tutto il mondo il 14 febbraio.
Le strade caotiche di Milano oggi sembrano più tranquille e rilassate, come si respirasse un’aria diversa.
Chi in metro gira con un mazzo di rose, chi acquistando le sigarette al tabacchino ha preso anche dei baci perugina, perché in fin dei conti anche se non si vuole festeggiarlo, è sempre bello fare una sorpresa.

Un giorno particolare, un po’ sdolcinato e un po’ no, non adatto ai deboli di cuore.
Vi risparmieremo la solita storia che come ben saprete prende il nome dal santo Valentino da Terni.
Però ci teniamo solamente a ricordarvi, come sosteneva la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning: “L’amore è come la guerra: facile da iniziare, ma molto difficile da fermare“.

Oggi a noi di Collater.al che siate fidanzati, sposati o single non importa, vogliamo solo condividere un po’ di amore con voi, partendo dai grandi classici sino ad arrivare a qualcosa di contemporaneo.

Una playlist da 14 pezzi come il giorno in cui si celebra la festa, per farvi innamorare, forse.

Una playlist per innamorarsi, forse
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Una playlist per innamorarsi, forse
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