Style La femminilità controversa di Brigitte Bardot
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La femminilità controversa di Brigitte Bardot

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Anna Frattini

La scomparsa di Brigitte Bardot ci ricorda la vita e la carriera di una figura dal lascito stratificato e complesso. Attrice, icona popolare e figura pubblica profondamente divisiva, nacque a Parigi nel 1934 e arrivò al grande pubblico recitando in Et Dieu… créa la femme nel 1956.

brigitte bardot

Da quel momento in poi si impose con una nuova idea di femminilità, lontana dalla compostezza borghese del cinema europeo. «Non volevo essere un simbolo», dirà anni dopo, «lo sono diventata senza accorgermene».

Lo stile di Brigitte Bardot dal nude look fino alle magliette a righe

Anche sul piano estetico Bardot esercitò una rottura radicale. Il suo stile, apparentemente spontaneo e privo di costruzione, ridefinì il concetto stesso di glamour europeo: capelli biondi portati sciolti o raccolti in acconciature volutamente imperfette, eyeliner marcato, scolli profondi, gonne a ruota, ballerine al posto dei tacchi. Trasformò elementi quotidiani, come il gingham dei vestiti estivi, le magliette a righe, un’idea di nude look ancora non codificata, in un linguaggio visivo di libertà e sensualità che non poteva essere addomesticata.

Tutti elementi che hanno definito gli anni ’50 e gli anni ’60. Bardot vestiva così per sottrazione, rifiutando la rigidità dell’alta moda a favore di un’immagine istintiva, quasi selvaggia, che anticipava una femminilità autonoma e contraddittoria. Uno stile diventato archetipo, replicato e citato per decenni.

Le controversie e l’impegno per la causa animalista

Ma la forza del suo stile e della sua iconicità non mette in secondo piano le controversie che hanno segnato la vita di BB. Bardot abbandonò il cinema all’apice della carriera per dedicarsi completamente alla causa animalista, fondando nel 1986 la Fondation Brigitte Bardot. Per lei quella sarebbe stata «l’unica battaglia che valesse la pena combattere», l’unico ricordo che desiderava lasciare. Eppure, parallelamente, la sua voce pubblica ha preso una direzione sempre più controversa. Per oltre trent’anni ha sostenuto apertamente l’estrema destra francese, trasformando il proprio capitale simbolico in un megafono politico.

brigitte bardot

Fino agli ultimi anni Bardot non ha mai ritrattato. Anzi, aveva espresso soddisfazione per l’ascesa elettorale del Rassemblement National di Marine Le Pen, considerandola una risposta a quello che definiva il declino del paese. Le sue parole, spesso liquidate come provocazioni di un’icona invecchiata, assumono oggi un peso diverso: non più eccentricità, ma parte integrante di un’eredità politica e culturale difficile da isolare dal mito.

La storia e il lascito di Brigitte Bardot ci mettono davanti a riflessioni stratificate, che rifiutano una rilettura glorificata e banale. L’icona che ha trasformato il linguaggio del cinema, della moda e dell’immaginario collettivo convive con un personaggio pubblico segnato da posizioni divisive e responsabilità politiche. Due immagini che non si annullano a vicenda e che continuano a coesistere nella stessa figura, costringendoci a ricordare Brigitte Bardot senza separare il mito dalle sue ombre.

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Scritto da Anna Frattini

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