Art Calculating Empires prova a mappare il nostro presente
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Calculating Empires prova a mappare il nostro presente

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Anna Frattini

Calculating Empires: A Genealogy of Technology and Power, 1500-2025 di Kate Crawford e Vladan Joler è in mostra presso l’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano fino al 29 gennaio. Da un’idea di questi due ricercatori-artisti, questo percorso espositivo mappa il nostro presente tecnologico, mettendo in chiaro come il potere e la tecnologia siano intrecciati fin dal Cinquecento. Joler e Crawford coinvolgono ricerca e design si uniscono a scienza e arte sviluppando una nuova chiave di lettura per spiegare l’intelligenza artificiale. Loro stessi si chiedono, come siamo arrivati fin qui e quale direzione stiamo prendendo a fronte del panorama attuale.

Courtesy: Fondazione Prada

«Questo è l’anno in cui l’intelligenza artificiale generativa ha inondato la cultura globale e ha dominato l’attenzione pubblica. Milioni di persone hanno cambiato il loro modo di fare ricerche online, di scrivere e di sviluppare immagini. Tuttavia questi sistemi hanno già dimostrato la loro capacità di concentrare il potere, produrre ‘allucinazioni collettive’ e disinformazione su larga scala, mettendo in discussione la percezione di una realtà condivisa. L’IA generativa ha inoltre un impatto significativo sulle nostre ecologie, necessitando di immense quantità di energia, acqua e minerali» mette in chiaro Joler. A completare questo ragionamento, Crawford chiosa dicendo che «tutte queste forme di impatto globale, da quelle di ordine politico a quelle materiali, si sono sviluppate nel corso di alcuni secoli. Sono però nascosta dalla cultura del segreto industriale e delle infrastrutture tecniche, dalle questione complesse legate al colonialismo, dalle filiere globali di produzione e distribuzione, dalla scarsa trasparenza dei contratti di lavoro, dalla mancanza di regolamentazione della storia stessa. ‘Calculating Empires’ riflette su come osservare e analizzare questi sistemi nel corso del tempo».

Courtesy: Fondazione Prada

Al centro del percorso espositivo abbiamo trovato un ambiente buio e immersivo, la Calculating Empires Map Room; un dittico di mappe che da una parte tratta temi legati alla comunicazione e alla computazione mentre dall’altra esplora elementi di controllo e classificazione. Si tratta di un’intensa esperienza fisica, un incontro vertiginoso con cinquecento anni di storia, progettata per misurare gli imperi e per esplorare come questi stessi imperi abbiamo misurato la storia. L’ispirazione per il concept di questa mostra si ispira a progetti come Atlas di Aby Warburg, risalente agli anni Venti, o a Mathematica degli Eames all’inizio degli anni Sessanta. Si tratta quindi di una questione ben precisa: quella dello sviluppo dei linguaggi di rappresentazione visiva su larga scala in grado di trasmettere idee complesse e narrazione storiche.

Courtesy: Fondazione Prada

Si passa poi per l’Anatomy Room, dedicata alla manodopera umana dove troviamo anche un’Echo dissezionato e una collezione di tutti i singoli minerali che vengono estratti per produrlo insieme a una serie di brevetti che illustrano la visione aziendale di Amazon sull’AI. Arriviamo quindi alla fine dove la mostra termina con una vera e propria stanza delle meraviglie dove libri, dispositivi e altri oggetti datati dal 1500 al 2023 sembrano essere lì per lasciar spazio alla riflessione.

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Scritto da Anna Frattini

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