Jacquemus continua nel suo intento di catturare l’attenzione in termini di location. Prima la sfilata da Fondazione Maeght – la galleria situata a Saint-Paul-de-Vence, vicino a Nizza – poi l’annuncio di un nuovo show a Casa Malaparte. Il tutto, in previsione della presentazione della collezione Resort fissata per il 10 giugno a Capri. In attesa di questo appuntamento, ecco tutto quello che sappiamo sulla villa, sulla sua storia e qualche curiosità in più.
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La storia di Casa Malaparte
Quella che andrà in scena il prossimo 10 giugno sarà una vera e propria celebrazione della vita, in occasione dei 15 anni dalla nascita del brand francese. La location, Casa Malaparte, è un luogo divisivo, per anni al centro di dibattiti sulla sua architettura brutalista e sulla sua posizione, che ha aperto un dibattito sulla questione ambientale. Anche Jean-Luc Godard la scelse per mettere in scena Il disprezzo, un film dove ritroviamo Brigitte Bardot, icona del cinema immortale.


La storia di Casa Malaparte inizia nel 1937, a Capo Masullo. È Adalberto Libera, architetto modernista, a pensarne la grintosa architettura raccontata anche in un saggio illustrato a opera di Cherubino Gambardella. Lo scrittore Curzio Malaparte, orbitando spesso nei pressi di Capri, decise quindi di costruire un luogo tutto suo grazie all’aiuto di Libera, nello stesso giro di amicizie dello scrittore. L’intenzione era quella di realizzare «un autoritratto abitativo ed estetico» come scrive sul suo diario, così riportato da Francesca Faccani su Vogue. Il risultato non è altro che un edificio arroccato su una scogliera, a strapiombo sul mare.
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Fra cinema e pubblicità
Ma come ha fatto Curzio Malaparte a ottenere il permesso di costruire proprio lì, a Capo Masullo, al tempo un luogo raggiungibile solo a piedi? E come è entrata nell’immaginario comune? Alla prima domanda possiamo rispondere che lo scrittore, forte della sua amicizia con il Ministro degli Esteri del tempo – Galeazzo Ciano – ottenne così i permessi per costruirla. Per rispondere alla seconda domanda, invece, dobbiamo guardare anche alla cinematografia. Non solo al film sopracitato, Il disprezzo, ma anche a La pelle, un film di Liliana Cavani basato sul romanzo del proprietario originale di Malaparte. Ci sono anche pubblicità come quella di Yves Saint Laurent del 2018 – con Kate Moss e Jamie Bochert – che ci hanno permesso di dare uno sguardo alla villa, ormai chiusa al pubblico da molti anni.
Che Jacquemus – ancora indipendente e lontano dalle dinamiche dei grandi conglomerati del lusso – sembra aver sempre meno da raccontare lo ha detto anche Cecilia Andrea Caruso, nella sua newsletter. Quello che è certo, però, è che Simone Porte Jacquemus – abilissimo comunicatore – spesso e volentieri ci porta in luoghi affascinanti poco o nulla esplorati dal mondo della moda. Ci chiediamo ora, quanto potremmo vedere di questo luogo così misterioso e iconico. Non ci resta che aspettare il 10 giugno.
