Art Change for Better: Lavazza e Saddo celebrano le donne
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Change for Better: Lavazza e Saddo celebrano le donne

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Giulia Guido
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In Guatemala, grazie al progetto Coffee to be Reborn, Isabel Gue è una delle 140 donne che hanno riavviato una produzione di caffè di alta qualità coinvolgendo l’interna comunità. In Uganda, grazie all’Ujana Coffee Project, Sheila Ampumuza è la direttrice nazionale di Sawa World e aiuta concretamente i giovani ragazzi e ragazze a sviluppare idee di business legate alla coltivazione locale del caffè. In India, grazie all’iniziativa A Cup of Learning, la giovane Pinki ha frequentato un corso di formazione diventando barista con una certificazione professionale. 
Queste sono solo alcune storie che Lavazza ha deciso di raccontare con il progetto Change for Better

Da oggi, Giornata Internazionale della Donna, fino a inizio aprile, sul profilo Instagram di Lavazza verranno raccontate le storie di Isabel, Sheila, Pinki e altre 4 donne che sono riuscite a cambiare la propria vita e quella della comunità in cui vivono. 

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Il racconto è stato affidato a Saddo, pittore rumeno la cui arte spazia dall’illustrazione, a pezzi d’arte per gallerie, fino a stupendi murales. Tra i suoi lavori spiccano i ritratti che vanno ben oltre la semplice rappresentazione di volti: attraverso il colore, ma anche l’aggiunta di elementi e simboli, quelli di Saddo raccontano i soggetti nella loro completezza. 

Per questo motivo si è rivelato l’artista perfetto per trasformare in realtà Change for Better

Noi abbiamo avuto la fortuna di fare qualche domanda a Saddo che ci ha parlato più a fondo di questo progetto, ma anche della sua arte. Continuate a leggere per non perdervi l’intervista e seguite Lavazza su Instagram per scoprire tutte le storie di Change for Better.

Qual è stato il primo approccio che hai avuto con l’arte? 

Una delle cose che ricordo da quando ero un bambino, era rovistare nella biblioteca dei miei nonni per trovare praticamente tutto ciò che poteva essere interessante, e dato che probabilmente non sapevo leggere allora, i libri illustrati, gli album d’arte, i fumetti, erano i primi a saltare fuori. E in effetti un album di Henri Rousseau in bianco e nero è uno dei miei primi ricordi.
Per quanto riguarda il mio primo tentativo di fare “arte”, era fondamentalmente disegnare ciò che vedevo nei film e nei cartoni animati, e cercare di inventare storie intorno ad essi, e spesso lo facevo con un mio amico che era davvero bravo a disegnare. Facevamo fumetti fantasy o fantascientifici.

Guardando i tuoi lavori possiamo ritrovare elementi che ci fanno pensare ad artisti e correnti artistiche differenti. Cosa e chi ti ispira?

Mi ispiro a molte cose, ai giovani illustratori e agli artisti contemporanei, ai miei amici, alle tendenze artistiche, ma anche ad artisti senza tempo come Rousseau, Fernando Botero, Walton Ford, Grayson Perry, e mi sento anche molto vicino all’arte popolare, all’arte naïf, all’arte decorativa e tessile di diverse culture. 

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Amo le miniature iraniane e indiane, le trapunte, i tappeti e gli arazzi di diversi paesi, mi vengono in mente i cosiddetti “Tappeti di guerra” afghani. E sono anche ispirato e influenzato dal graphic design, dalla cultura di strada, dall’hip-hop, da marchi di moda come Gucci o Versace. 

Come descriveresti il tuo stile? 

Lo descriverei nel modo in cui si descriverebbe una canzone hip-hop, per esempio, campionando pezzi diversi da fonti super eclettiche, e tirando fuori qualcosa che suona o sembra nuovo e coerente stilisticamente. È anche molto divertente, colorato, affollato, ti attira visivamente, e poi puoi provare a decifrare alcuni dei simboli e degli accenni di storie, e si spera di scoprire qualcosa di nuovo, o leggerlo in una chiave diversa. 

Com’è stato lavorare con Lavazza e com’è nata questa collaborazione? È la prima volta che collabori con loro? 

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È la prima volta che collaboro con Lavazza, ed è stato praticamente un incontro perfetto fin dall’inizio, il team sapeva molto chiaramente a cosa mirava, mi hanno dato alcuni riferimenti dal mio lavoro – una serie di dipinti su tela, di rapper donne, che ho dipinto per la mia mostra “FANBOY”.

E mi piaceva il soggetto della campagna, quindi mi sono divertito molto a lavorare al progetto. 

Per il progetto Change for Better di Lavazza hai realizzato 7 ritratti di 7  donne che hanno cambiato la loro vita e quella della loro comunità. Non è però la prima volta che realizzi opere del genere, anzi, hai cominciato la tua serie di illustrazioni di donne nel 2018. Cosa ti ha spinto a realizzare queste opere? 

In realtà ho iniziato la serie di illustrazioni Women da un progetto commissionato che ho fatto per una società che produceva fazzoletti da taschino per uomo. E mi piaceva il formato e il mezzo, che mi faceva pensare a bandane stampate o ricamate e altre forme di arte tessile, ma ho anche lottato cercando di trovare un soggetto per collegare le tre illustrazioni che mi erano state commissionate. Così ho voluto dare una svolta e proporre tre immagini di donne che fanno cose che nella società, o in alcune culture, sono percepite come fatte esclusivamente da uomini. E mi è piaciuto esplorare questo soggetto, così ho continuato la serie anche dopo la fine di questo progetto. 

I tuoi ritratti sono composti dalla rappresentazione della persona che decidi di dipingere, ma anche dalla cornice, importante tanto quanto il soggetto. Cosa troviamo in queste cornici e perché hai sentito il bisogno di aggiungerle?  

Ho visto questo tipo di approccio nell’illustrazione contemporanea, nel graphic design, nei murales, ma anche nei fumetti, nell’arte medievale, nelle icone ortodosse, negli arazzi e nei tappeti. A parte il fatto che mi piace come il soggetto centrale sia visivamente arricchito da questa cornice intorno, che funziona in modo molto decorativo, è anche una sorta di scorciatoia o un modo per espandere la storia raccontata dalla figura principale, aggiungendo diverse scene, simboli, piccoli personaggi, o semplicemente elementi decorativi. Così, per i pezzi creati per Lavazza, per ogni ritratto ho cercato di dare un accenno alla loro storia personale, il paese e la cultura da cui provengono, e un po’ di arte e folklore locale. 

Pinki

Il progetto di Lavazza è stato realizzato in occasione della Festa Internazionale della Donna. Secondo te, oggi, nel mondo dell’arte qual è la percezione della donna? Ci sono aspetti che devono ancora migliorare? 

Non so molto del mondo dell’arte in generale, so che ci sono molte artiste e illustratrici il cui lavoro e la cui visione mi piace e mi influenza, come: Nina Chanel Abney, Lakwena, Cristina Daura, Lea Rasovszky, Megan Dominescu, Ruohan Wang, Misaki Kawai, Anni Albers, Laura Rokas, Egle Zvirblyte, Hattie Stewart, Camille Walala, Zebu, e tante altre. Ma sì, sembra ancora che il mondo dell’arte sia principalmente dominato dagli uomini, ma penso che questo stia rapidamente cambiando. 

Saddo
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Scritto da Giulia Guido

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