Art CHEAP, una scritta per Gaza che sfida la censura
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CHEAP, una scritta per Gaza che sfida la censura

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Collater.al Contributors

CHEAP – il progetto di arte pubblica nato a Bologna nel 2013 – torna in strada con un’iniziativa potente e provocatoria. Questa volta, il collettivo collabora con Johanna Toruño, artista originaria di El Salvador e creatrice di The Unapologetic Street Series, per portare una serie di manifesti transfemministi e queer sui muri della città. Ma la parte più incisiva dell’iniziativa sono otto manifesti, frutto di una sinergia tra CHEAP e Toruño, che compongono la scritta “FREE GAZA“.

Il messaggio chiaro e diretto non passa inosservato. Poco dopo l’affissione, la scritta “GAZA” viene cancellata da un anonimo, che tenta anche di cancellare “FREE”. Il gesto, violento e intimidatorio, non tarda a suscitare reazioni. Molti cittadini si rivolgono a CHEAP per segnalare l’atto di vandalismo, condividendo un senso di indignazione e aggressione per l’accaduto. Decisi a non farsi intimidire, da CHEAP ristampano i manifesti con l’intenzione di ripristinare la scritta originaria. Quando però arrivano sul posto per affiggere i nuovi poster, trovano una sorpresa: qualcuno ha riscritto “GAZA” in bianco, sopra il nero con cui era stata coperta.

TUSSS x CHEAP – Free Gaza

Di fronte a questo gesto di resistenza e solidarietà, CHEAP decide di non affiggere i nuovi manifesti. La riscrittura anonima rappresenta una forma di conflitto e cura che riflette perfettamente lo spirito della città e della comunità. È una dimostrazione del potere dell’arte pubblica di provocare dialogo e azione, trasformando un atto di censura in un simbolo di speranza e resilienza.

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Scritto da Collater.al Contributors
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