Era il 2018, un anno dopo la sua uscita, quando il film Blade Runner 2049 fu consacrato come uno tra i più complessi in ambito creativo ed estetico con un Oscar alla fotografia del direttore Roger Deakins.

Ispirato a un romanzo di Philip Dick, debuttò al cinema per la prima volta nel 1982 con il riadattamento di Ridley Scott, la cui storia era ambientata in un futuro lontano, diventato ormai il nostro passato (2019), in una Los Angeles piovosa e notturna. Lo stesso Scott temeva all’idea di un sequel, tanto da rinviare la proposta di decenni, fino a quando non affidò la regia all’artista canadese Denise Villenueve reduce da un capolavoro fantascientifico dal titolo “Arrival”.
L’intenzione di discostarsi dal primo film per quanto riguarda l’ambientazione, le reference, i colori, ha evitato di subire il peso di un confronto ed essere ricordato solo come un sequel. Per questo motivo Villenueve e Deakins hanno lavorato insieme sin dall’inizio con i disegnatori degli storyboard pensando a tutta la costruzione, al setting e soprattutto al ruolo che avrebbe avuto la pioggia, elemento ricorrente del filone Cyberpunk, che hanno deciso di sostituire con la neve: se nel primo film risultava esserci una “fredda” atmosfera, in questo la avvertiamo sicuramente “gelida”.
Le inquadrature, sviluppate su piani orizzontali ai limiti della perfezione, sono accompagnate da una selezione di colori che ci permette di distinguere una scena da un’altra: si tratta di abbinare i colori, in questo caso l’arancio e il “tè” blu, a scene differenti per enfatizzare l’esperienza visiva raccontando due realtà completamente separate. Il primo caratterizza un mondo perfetto a contatto con un “miracolo”, mentre il blu è parte di un mondo privo di speranze e disumanizzato.
Per quanto riguarda l’ambientazione, la fonte che ha ispirato la pre-produzione del film è stata l’architettura di Pechino inondata dallo smog e dalla luce artificiale, stesse caratteristiche che ci riportano al lavoro fotografico di Cody Ellingham. Le sue immagini sono composizioni perfette che trasmettono una nitidezza quasi surreale, enfatizzata dal carattere distintivo di città come Shanghai, Hong Kong e Tokyo.
Lo sapevi che: David Bowie, è stato la prima scelta del regista Denis Villeneuve per il ruolo di Niander Wallace, ma sventuratamente venne a mancare prima dell’inizio delle riprese.
Genere: Azione
Regista: Denis Villeneuve
Direttore della fotografia: Roger Deakins
Scrittori: Hampton Fancher, Michael Green
Attori: Harrison Ford, Ryan Gosling, Ana de Armas
















