Photography Cinematography – Trainspotting
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Cinematography – Trainspotting

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Giordana Bonanno

“Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. (…) Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?”

È chiaro sin dall’incipit di Trainspotting lo scopo di Renton e dei i suoi amici: farsi di eroina. In breve è proprio questo che racconta Irvine Welsh nel suo romanzo e che in seguito Danny Boyle adatta per il grande schermo con questo film, la solidarietà che lega in maniera profonda chi mette la droga davanti a qualsiasi altro interesse. Il racconto segue un periodo della storia di questi giovani, senza schierarsi dalla parte di qualcuno e senza avanzare moralismi, tra bugie, disperazione, e anche un pò di humor britannico.

Ad averlo reso un vero cult, oltre all’ambientazione e la narrazione di una storia ai limiti del disagio, è l’espressione stilistica del punk anni 90 ispirata alla sottocultura dell’heroin-chic, che ha dettato legge tramite i look dei personaggi.

Trainspotting è un vero trip mentale ma soprattutto visivo e l’uso del grandangolo e la manipolazione dei colori nella fotografia ne giustificano l’effetto allucinogeno. Il regista vuole renderci partecipi di ciò che sta accadendo non solo mostrandolo ma suscitando in noi le stesse instabili sensazioni e stati d’animo di una realtà parallela.

Questa realtà, a volte occultata, esisteva davvero, e il fotografo tedesco Tilman non ha mancato l’opportunità di documentarla. Dalla Scozia ci spostiamo verso la capitale tedesca, la Berlino avanguardista che nel frattempo aveva anche istituito una sorta di legge non scritta contro la fotografia in alcuni club come il Berghain, al fine di assicurare protezione e privacy dei frequentatori.

Lì dentro tutto era possibile e ognuno poteva esprimere sé stesso.

Così Tilman decise di realizzare un reportage scattato in analogico di cui ogni fotogramma rappresenta testimonianze uniche di giovani eccitati, sballati che bramano la libertà. La sua raccolta contiene più di 10.000 immagini che vanno dal 1991 al 1997 e, nel trentesimo anniversario della caduta del muro, sono state inserite nell’esposizione chiamata “No Photos on the Dance Floor”.

Lo sapevi che: gli Oasis ricevettero la proposta di contribuire alla colonna sonora, ma Noel Gallagher rifiutò perché pensava che il film riguardasse in realtà gli “appassionati di treni” (trainspotters).

Genere: Drammatico
Regista: Danny Boyle
Direttore della fotografia: Brian Tufano
Scrittori: Irvine Welsh, John Hodge (screenplay)
Cast: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller

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Scritto da Giordana Bonanno

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