La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali

La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

Il designer Dan Mitchell e lo studio di architettura Patisandhika hanno creato una casa di cemento tropicale brutalista situata a Bali, che è stata appunto battezzata A Brustalist Tropical Home. La casa è situata in un piccolo villaggio sulla costa meridionale dell’isola.

L’esterno ha un aspetto massiccio, monolitico e “blocky”, con lastre strutturali in calcestruzzo che si estendono orizzontalmente. A caratterizzare l’edificio è presente uno spazio abitativo a doppia altezza, fiancheggiato su ogni lato da livelli divisi, che sono liberamente modellati sulle linee moderniste del Kappe Residence di Los Angeles. .

La disposizione a più livelli e le ampie finestre offrono una splendida vista sui paesaggi tropicali esterni e sulle risaie, tratto distintivo della zona geografica.

Lo spazio è pieno di piante che sono state pensate all’interno di un contesto dove, ad esempio, la cucina è “senza pareti” e permettono di vivere a contatto con la natura: non a caso il designer Dan Mitchell spera che nel tempo le piante cresceranno per prendere il controllo della casa.

Tenendo presente i climi tropicali, l’edificio è stato progettato anche per proiettare ombre all’interno, evitando così un elevato surriscaldamento. Bisogna anche aggiungere che la casa è munita di pannelli solari sul tetto e di un sistema di raccolta dell’acqua piovana per contribuire a migliorare le prestazioni ambientali.

La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali | Collater.al
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Quel cinema trasformato in skate park da Lorenzo Bini

Quel cinema trasformato in skate park da Lorenzo Bini

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

Siamo a Milano, in Via Scipio Slataper 19, vicinissimi alla fermata della metropolitana Istria. È il 2006 quando l’architetto Lorenzo Bini – fondatore di Studio Binocle, allora parte di studiometrico insieme a Francesca Murialdo – realizza questo azzeccassimo intervento di riuso in quello che negli anni Quaranta era il cinema Istria, reogetto firmato Mario Cavallé. 

Il nuovo quartiere generale per Comvert, l’azienda italiana di abbigliamento per skateboarders e snowboarders con il marchio Bastard, è un gigantesco luna park per gli appassionati dell’ambiente, con il negozio che affaccia sulla strada e dentro, negli spazi del cinema, una rampa da skate coperta per i lavoratori, gli amici e gli skaters di Milano. Gli architetti sfruttano l’altezza dell’ex cinema per ricavare questa “skate bowl”, oltre che gli uffici, i servizi e un grande magazzino. Tutto in legno lamellare. 

Di fronte alla “skate bowl”, su quella che una volta era la galleria del cinema, gli uffici per la progettazione dei prodotti. Una specie di teatro in acciaio con una serie di piattaforme in legno a diverse altezze. Nella fascia inferiore della gradinata, uno spazio per lo show room.

Talmente azzeccato che nel 2009 ha vinto il “Building of the Year 2009” di Archdaily per la categoria “Interiors”. 

Che aspettate ad andare a vederlo? 

skate park bastard store lorenzo bini | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori
Foto di Studio Binocle

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Siam Discovery, il grande magazzino firmato Nendo

Siam Discovery, il grande magazzino firmato Nendo

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

Il famoso studio di design giapponese Nendo, del quale abbiamo recentemente parlato qui, ha ultimato uno dei suoi più grandi progetti di sempre: Siam Discovery. Si tratta della ristrutturazione totale degli esterni e degli interni di un grande magazzino di Bangkok, in Thailandia.

Per l’occasione, allo studio è stato chiesto di realizzare una visione completamente originale per il nuovo complesso, dove 13 spazi a tema unico mirano a fornire un’esperienza di vita rivoluzionaria: l’open space non convenzionale Exploratorium è incentrato sul concetto di laboratorio, come ha rivelato Nendo:

“Piuttosto che classificare i prodotti per marchio, l’esperienza è organizzata intorno al tema del Lifestyle Laboratory. Ogni piano di vendita include attrezzature di laboratorio come bicchieri, fiaschi e provette e diagrammi di strutture molecolari, sequenze di DNA, microscopi, amebe, fumo e bolle”.

L’obiettivo è quello di incoraggiare i visitatori a scoprire e godere di un mix di gusti e stili di vita, ecco perché l’idea del laboratorio si articola in diverse varianti come lab digitale, di strada, creativo e ludico.

I 13 spazi a tema del negozio sono distribuiti su 40.000 metri quadrati e cinque piani. Anche se ognuno di questi è visivamente distinto l’uno dall’altro, un punto di somiglianza è che le finiture dei pavimenti, dei soffitti e delle vetrine sembrano fondersi l’una con l’altra.

“In questo modo, abbiamo voluto creare un’atmosfera in cui le persone possono sentirsi rilassate e sentirsi libere di avvicinarsi ai negozi”.

Nendo offre al visitatore un’esperienza unica che esplora a trecentosessanta gradi lo spazio del centro commerciale, trasformandola in lifestyle a tutto tondo…che sia lo shopping del futuro?

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GalaXsea Project, il primo hotel orbitale di Eugeni Quitllet

GalaXsea Project, il primo hotel orbitale di Eugeni Quitllet

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

No, questo non è un episodio di Capitan Harlock, ma è il frutto dell’immaginazione del designer Eugeni Quitllet e si chiama GalaXsea Project, la prima barca a vela spaziale stampata in 3D e a energia solare. Con questo progetto, il designer invita i creativi a ripensare il futuro della nostra specie non sulla Terra, ma nello spazio.

Il nome GalaXsea Project gioca con le parole galassia e mare ed è stato pensato come spazio che accoglie visitatori spaziali, artisti, scienziati e chiunque voglia pensare al futuro ed essere circondato dalla bellezza attraverso un’esperienza unica, che cambia la vita. Su questa barca a vela molto particolare il confine tra sogno e realtà si confonde, separando ciò che è possibile da ciò che è impossibile.

“È un progetto continuo che continua a crescere, con pezzi unici che si possono trovare solo lì, progettati nello spazio per una vita migliore sulla Terra”.

Il futuro è il punto di vista dell’artista che fa un passo indietro, alla ricerca del quadro più ampio della realtà e dell’immaginazione: GalaXsea Project è nato dall’utilizzo del metodo di stampa 3D, dove il designer ha imitato lo stesso processo che la natura utilizza per creare esoscheletri e altre strutture come favi, lumache e conchiglie.

Non ti resta che guardare il video qui sotto:

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Top Tower, a Praga un grattacielo ingloba lo scheletro di una nave

Top Tower, a Praga un grattacielo ingloba lo scheletro di una nave

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Brno, la città della Repubblica Ceca conosciuta per l’architettura e gli edifici modernisti, potrebbe presto perdere il primato come città ceca con l’edifico più alto. Ebbene sì, perché lo scultore David Černý e l’architetto Tomáš Císař dello studio Black n’ Arch hanno reso pubblico il progetto della Top Tower, un edifico che arriverebbe a 135 metri d’altezza e che dovrebbe essere costruito a Praga

Questo grattacielo differisce dagli altri che, ormai, sorgono in svariate città del mondo perché includerebbe nella sua struttura uno scheletro di una nave cisterna. Avete capito bene, la struttura rossa della nave uscirebbe dall’acqua per essere appoggiata verticalmente  su un lato dell’edificio. 

Con il passare del tempo, lo scheletro della nave dovrebbe coprirsi interamente di piante, facendo sembrare l’edificio una sorta di scena post apocalittica. Inoltre, questa struttura ospiterà al suo interno degli ascensori che permetteranno di arrivare fino in cima e godersi tutto il panorama dalla città sottostante. 

La presentazione del progetto della Top Tower è stata accompagnata dalla proiezione di un video che evidenzia i pericoli del cambiamento climatico e, in qualche modo, l’edifico diventa il simbolo dell’uomo che si fa piccolo di fronte alla forza e alla potenza della natura. 

Top Tower Black n Arch | Collater.al
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Top Tower, a Praga un grattacielo ingloba lo scheletro di una nave
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