Design Dicho, tra spazio fisico e spazio digitale
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Dicho, tra spazio fisico e spazio digitale

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Giulia Guido

Mai come in questo periodo abbiamo dovuto ripensare e rivalutare gli spazi in cui viviamo. Non solo le nostre abitazioni, che da mero luogo domestico sono diventate uffici, studi e aule di scuola, ma anche lo spazio digitale. La rete ha preso con maggior forza le sembianze di un luogo fisico, dove ritrovarsi, dove lavorare, dove studiare. 
Questo intreccio senza fine tra fisico e digitale è il tema al centro di Dicho, il nuovo progetto di (ab)Normal, collettivo multidisciplinare, sviluppato in occasione della Biennale di Tiblisi 2020 e che punta a collegare in un dialogo non-stop Milano e Tiblisi. 

Due strutture, che rappresentano nella forma un luogo al limite tra fisico e digitale, sono state poste una all’interno della Triennale di Milano e l’altra presso la Lower Station of Mtatsminda Cable Car di Tiblisi. Da queste postazioni, due giorni fa è cominciato un dialogo che continuerà fino al 4 novembre che vedrà confrontarsi giovani spatial designer, nuovi content creator digitali, streamers e youtubers.

Gli ospiti dei talks e delle performance digitali saranno 2050+, Alessio Grancini, Alvar Aaltissimo, Ana Gzirishivli, Captcha, Covid Room, Dank Lloyd Wright, David OReilly, Forgotten Architecture, Gigi Shukakidze, Gints Gabrans, Iconografie XXI Secolo, Joshua Citarella, Khatia Tchokhonelidze, Koka Vashakidze, Malt Disney, Mariam Natroshvili and Detu Jincharadze, Naomi Accardi, Nika Kutsniashvili, Parasite 2.0, Platform GGI, Ryan Scav, Stavros Stavrides, Tbili Orgia, The Pleasure Paradox, Tinatin Gurgenidze, Vasili Macharadze, Young Agamben, Zura Jishkariani. 

Per assistere e seguire gli eventi basterà connettervi alla live su Twitch. 

https://www.instagram.com/p/CGjwESUB3Zf/

PH: Piercarlo Quecchia (DSL Studio)

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Scritto da Giulia Guido

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