Style Undici anni e già designer. Chi è Dylan e perché ne parlano tutti?
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Undici anni e già designer. Chi è Dylan e perché ne parlano tutti?

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Anna Frattini

Se vi dicessero che c’è un ragazzino di Los Angeles che a 11 anni ha già disegnato oltre 300 t-shirt riuscendole a farle indossare a celebrities del calibro di Elle Fanning, Pierpaolo Piccioli, Michelle Pfeiffer, Pharrell Williams, ci credereste? La storia di Dylan’s T-Shirt Club lo conferma. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio. Precisamente da circa cinque anni fa, quando Dylan (il cui cognome non compare praticamente da nessuna parte) ha iniziato a dedicarsi a questo progetto unico nel suo genere. Ma chi è Dylan e come ha fatto a far arrivare le sue magliette addirittura sul red carpet del Festival di Cannes?

Dylan’s T-Shirt Club
La T-Shirt realizzata da Dylan per Central Cee

Come raccontato in una recentissima intervista a Dazed, tutto è nato quasi per gioco, durante la pandemia. Dylan aveva solo sei anni quando ha iniziato a creare t-shirt per amici e familiari, partendo da quello che trovava in casa: vecchie magliette bianche, pennarelli e tanta immaginazione.

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Il segreto? Un’estetica naïf e super personale che sfida le convenzioni dell’hypewear tradizionale. I suoi disegni sono colorati, imperfetti, pieni di energia e riferimenti pop — da personaggi dei cartoni a frasi ispirazionali scritte in stampatello. Ogni pezzo è unico, fatto a mano e pensato per essere regalato, non venduto. Già, perché Dylan non vende le sue magliette: le dona a chi ammira, a chi lo ispira, a chi gli sta simpatico. Un vero e proprio “club”, come suggerisce il nome del progetto.

«Penso che le persone siano speciali e voglio che si sentano speciali quando indossano le mie magliette», ha detto Dylan a Dazed. Il suo processo creativo è semplice ma sorprendente: disegna a mano libera, senza bozzetti preliminari, lasciando che l’idea prenda forma sul momento. È un approccio istintivo, quasi punk, ma allo stesso tempo estremamente puro.

E forse è proprio questa spontaneità a colpire celebrity e designer navigati come Pierpaolo Piccioli, che ha indossato una delle sue t-shirt durante un’intervista ufficiale. O Michelle Pfeiffer, che si è fatta fotografare con una maglietta rosa shocking con su scritto “Be kind”. Dylan ha un sito web simile a una vetrina ma non ha un e-commerce, eppure è già un nome di culto tra stylist, artisti e fashion editor.

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Il fenomeno Dylan’s T-Shirt Club dimostra che la creatività non ha età, e che un messaggio semplice ma autentico può fare molta più strada di quanto immaginiamo. È l’antitesi perfetta del drop limitato e della cultura del sold-out: qui si entra solo se invitati, e ogni maglietta è un piccolo gesto d’amore.

Insomma, Dylan non è solo un prodigio del fashion, ma un promemoria vivente del fatto che fare moda può (e forse dovrebbe) essere un atto di gioia, condivisione e libertà. E noi, sinceramente, non vediamo l’ora di vedere dove lo porterà questo viaggio.

Dylan’s T-Shirt Club

Certo, Dylan potrebbe aver avuto una piccola spinta grazie alla madre, Samantha McMillen – di professione celebrity stylist. Ma cambia davvero qualcosa? Fa meno effetto sapere che dietro a quelle magliette c’è anche un po’ di backstage hollywoodiano, o il fatto che lui abbia solo 11 anni resta comunque la cosa più incredibile di tutte? Intanto le magliette del Dylan’s T-Shirt Club, siamo sicuri, le vedremo sempre più spesso.

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Scritto da Anna Frattini

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