I fotomontaggi architettonici di Mohammad Hassan Forouzanfar

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22 Agosto 2019

Mohammad Hassan Forouzanfar è l’architetto che unisce le grandi costruzioni pre-islamiche alle architetture futuristiche occidentali.

L’architetto Mohammad Hassan Forouzanfar ha dato vita a dei fotomontaggi davvero spettacolari che combinano siti archeologici dell’Iran con edifici contemporanei dei maestri dell’architettura come Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Norman Foster.

Il suo progetto concettuale si intitola Expanding Iranian Ancient Architecture e immagina edifici moderni che si intersecano con l’architettura millenaria orientale.

Famose costruzioni esistenti, come lo Studio Libeskind al Royal Ontario Museum in Canada e la piramide di vetro del Louvre di Ieoh Ming Pei, si sovrappongono a castelli pre-islamici e palazzi reali presso i siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO in Iran.
Un’altra immagine, quella della Zaha Hadid Architects’s Port House, è un’estensione della caserma dei vigili del fuoco sul Tepe Sialk, un antico sito archeologico a Kashan. In un’altra, la vetrata di Foster + Partners che sovrasta l’Apple Store di Hangzhou protegge i resti di Takht-e-jamshid a Fars.

Forouzanfar ha unito queste immagini per esaminare la tensione tra le visioni del passato e del futuro e avviare una conversazione sulla conservazione dei siti stessi. Collegare l’architettura dal canone occidentale all’architettura preislamica è stata una scelta volutamente stimolante per lo spettatore e per se stesso.

Con la creazione di fotomontaggi di siti iscritti nell’elenco dell’UNESCO sovrapposti a moderni edifici di riferimento, l’architetto vuole evidenziare come il patrimonio architettonico iraniano vengra trascurato, interrogandosi anche sulle possiblità che il restauro potrebbe dargli.

“La conservazione e il restauro dei monumenti sono importanti in un paese con molto patrimonio storico, e le sue strategie devono essere costantemente riviste per trovare le migliori pratiche e i principi più aggiornati.
I monumenti storici in Iran sono in un totale stato di decadenza e hanno poche probabilità di essere restaurati con metodi moderni derivati dal pensiero critico contemporaneo”.

L’utilizzo dell’architettura contemporanea per aiutare a preservare i siti patrimonio mondiale dell’UNESCO è un argomento molto delicato per gli architetti.
In Bahrain, l’architetto svizzero Valerio Olgiati ha costruito una grande tettoia in cemento rosso per proteggere le rovine di un antico mercato e offrire un’esperienza di visita unica. Perchè non prenderne esempio?

Testo di Elisa Scotti

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