Il primo incontro fu nel 1970 quando Lucien Clergue, fotografo, Michel Tournier, scrittore e Jean-Maurice Rouquette, storico, decidono di dar vita a un festival di fotografia che faccia di una cittadina romana in Provenza il punto di incontro in Europa.
Les Rencontres de la photographie festeggia nel 2019 50 edizioni, con 26 diverse direzioni artistiche e oltre 1234 mostre. Tre mesi, dal 1° luglio al 22 settembre, in cui la città si risveglia e vive, aprendo le porte a luoghi altrimenti impossibili da visitare.
Si parte da l’église des Trinitaires, chiesa costruita nel 1630 sui resti di un convento costruito dall’Ordine della Santissima Trinità nel 1198.
Forse per celebrare anche la storia di questa chiesa gotica, i curatori hanno deciso di intitolare la mostra celebrativa dei 50 anni di Arles “What a story”, con i poster di tutte le edizioni e una selezioni di foto che hanno reso celebre il festival.


Philippe Chancel regala una mostra che è il frutto di un lavoro di ricerca senza precedenti: DATAZONE. Per oltre quindici anni ha esplorato aree sensibili del nostro pianeta, dal Giappone dopo Fukushima fino alla Corea del Nord passando per gli Stati Uniti, la Cina, l’Africa e l’Europa, per documentare il declino a cui stiamo andando incontro. Non solo ambientale ma soprattutto umano.


Helen Levitt con la sua sensibilità tipica dei primi anni del 900 ci fa invece scoprire una New York diversa e ormai dimenticata, dove i bambini giocano ancora per strada. In mostra anche i negativi. Nella stessa sede, lo spazio Van Gogh, al piano superiore, una mostra dedicata alle donne e al corpo femminile: Susan Meiselas ed Eve Arnold insieme ad Abigail Heyman sono le fotografe protagoniste di Unretouched Women.

Film Documents LLC/Courtesy Thomas Zander Gallery, Cologne.

Permanent loan of the Austrian Ludwig Foundation for Art and Science Film Documents LLC/Courtesy Thomas Zander Gallery, Cologne.



Da non perdere alla Maison des Peintres la mostra Home sweet home: tributo a come è cambiato il concetto di casa in Inghilterra dagli anni 70 ad oggi.


Al Luma va in mostra il Prix Dior de la Photographie pour Jeunes Talents con una splendida serie della fotografa messicana Daniela Costantini sui colori, la bellezza e la femminilità.
Questo è il festival ufficiale, ma parallelamente si sono sviluppati movimenti come quelli che hanno portato alla luce Voies OFF, festival parallelo e contemporaneo al les Rencontres d’Arles.
Si segnala in particolare il viaggio di Romain Staros Staropoli alla scoperta di Detroit.
Infine, la mostra Open Walls, Home and Away, organizzata dal British Journal of Photography apre le porte alla splendida cornice della Galerie Huit.



