Ci sono dei nomi che vengono dimenticati, che non riescono a sopravvivere alla crudeltà della realtà, dell’uomo, della guerra. Senza accorgercene, mentre le piazze occidentale si riempiono sempre più di persone che credono ancora nell’umanità, alcuni nomi sono già spariti. Sono i nomi dei palestinesi uccisi a Gaza, bombardati a casa loro.
Ci hanno sempre insegnato che non dimenticare è la cosa più importante, perché se dimentichiamo le atrocità, se scordiamo quello che è successo, inevitabilmente riaccadrà.
È palese davanti agli occhi di tutti che questo sia già successo, ma c’è qualcuno che continua a combattere per ricordare.
Nasce così il progetto 5,7km di grida nel silenzio, ideato da Cristina Pedrocco – artista tessile e attivista culturale veneziana – ed Elena Gradara, specializzata nella sostenibilità del settore tessile.
Lo scorso 2 settembre hanno deciso di lanciare su Instagram la call for artists “Artisti tessili per Gaza” invitando i follower a lavorare su pezzi di tessuto su cui cucire, scrivere, imprimere i nomi dei 20000 bambini palestinesi uccisi a Gaza dall’ottobre del 2023 a oggi.
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Decine e decine di persone hanno risposto a questa chiamata, mettendosi all’opera da soli, con gli amici o insieme ai familiari, lavorando affinché i nomi di 20000 innocenti bambini vengano onorati.
Una volta terminato il ricamo i pezzi di stoffa verranno cuciti insieme e formeranno un nastro lungo 5,7 chilometri, in pratica la distanza che c’è tra la costa e Capri, tra lo stadio di San Siro e Piazza Duomo a Milano, tra i Musei Vaticani e la Garbatella. L’obiettivo finale sarà srotolarlo in alcune piazze italiane, permettendo a quei nomi di camminare con noi e restituire loro la dignità negata e sottratta con la violenza.
Il punto di rinforzo sarà affidare questo nastro a un museo o a una fondazione in grado di conservarlo, nella speranza che le generazioni future non dimentichino mai.




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