Al Glastonbury di quest’anno è spuntato un nuovo luogo sacro, ma al posto di santi o divinità, si celebrano le piante. Si chiama In Plants We Trust ed è l’installazione con cui l’artista e designer londinese Yinka Ilori debutta al celebre festival, precisamente nell’area di Shangri-La, recentemente rinnovata e trasformata in una vera e propria galleria a cielo aperto.

Chi conosce il lavoro di Ilori sa che il suo approccio al design e all’arte è profondamente sociale, colorato e coinvolgente. E anche questa volta non delude. In Plants We Trust è una sorta di piramide a gradoni, ispirata all’architettura dei templi antichi, ma riletta in chiave contemporanea. Al centro, un corridoio illuminato che taglia la struttura, mentre sulla sommità si trova un’aiuola fiorita, come se fosse un altare naturale.


Il messaggio è chiaro: rendere omaggio alle piante, riconoscerne l’importanza vitale per il benessere dell’essere umano e del pianeta. «È incredibile far parte di qualcosa di così speciale, con cui migliaia di persone potranno interagire», ha raccontato Ilori a Dezeen. «Per me, l’arte serve a questo: portarla alle persone, renderla accessibile a chiunque, a prescindere dal background».

La scelta di Glastonbury come contesto non è casuale. Il festival è da sempre un terreno fertile per sperimentazioni artistiche e messaggi dal forte impatto visivo e sociale. E l’installazione di Ilori riesce perfettamente a fondere spiritualità, sostenibilità e partecipazione collettiva. Perché sì, oggi più che mai, fidarsi delle piante è un atto rivoluzionario.
