Art Gregg Segal inventa un nuovo archivio domestico
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Gregg Segal inventa un nuovo archivio domestico

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Anna Frattini

Nel 2021, per Gregg Segal – di cui già avevamo parlato qui – un evento familiare traumatico diventa il punto di origine del progetto The Sum of Us. Quando il fratello dell’artista perde la casa a New York e finisce a vivere per strada, l’archivio domestico smette di essere un luogo neutro e si trasforma in un campo di interrogazione. Le fotografie di famiglia vengono rilette con uno sguardo nuovo, quasi ossessivo, alla ricerca di segnali, crepe, presagi di una fragilità mentale che allora non era visibile. Ma le immagini non restituiscono risposte chiare. Mancano scene, mancano passaggi, mancano le storie così come sono state raccontate e tramandate nel tempo.

Mark’s Rock Central Park

Da questa assenza nasce qualcosa di nuovo: invece di limitarsi a guardare il passato, l’artista inizia a ricostruirlo. Fotografie d’archivio vengono smontate, ricomposte, stratificate insieme a scatti urbani contemporanei – crepe sull’asfalto, poster strappati, macchie di vernice, graffiti, superfici consumate. Elementi che parlano di precarietà e trasformazione si innestano sulle immagini familiari, generando composizioni dense, quasi soffocanti, che funzionano come palinsesti visivi. Il disegno interviene a colmare i vuoti, a immaginare ciò che non è mai stato fotografato, a dare forma a una memoria che è tanto reale quanto costruita.

Puppet Master

Il risultato sono opere ibride, sospese tra fotografia, pittura e collage, che non cercano una verità documentaria ma qualcosa di estremamente emotivo. The Sum of Us non racconta una singola storia personale, ma riflette su come le identità individuali siano intrecciate a quelle collettive, su come le vite si sovrappongano lungo linee genealogiche spesso invisibili.

In questo processo di scavo visivo, la creatività diventa un modo per fare i conti con l’origine, con l’eredità emotiva e con i legami che attraversano il tempo. Più che una risposta al dolore, il progetto si configura come una meditazione sulla connessione: tra fratelli, tra generazioni, tra memoria privata e paesaggio urbano. Un lavoro che non cerca di chiudere le ferite, ma di renderle visibili, accettando la loro complessità come parte integrante di ciò che siamo.

When Dad Found Out Marshall Was Making 6 Figures
Hotel Without Pool
Mark’s Lost His Head Again

in copertina: Centrigual Force

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Scritto da Anna Frattini

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