Art Nero D’Inferno e Grog, il nuovo colore dei writer
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Nero D’Inferno e Grog, il nuovo colore dei writer

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Nero D'Inferno | Collater.al

È difficile ripercorrere le dinamiche che hanno portato una tintura pensata per cuoio e pelle a diventare uno degli strumenti preferiti da writer e graffitari di tutto il mondo. È la storia di Nero D’Inferno, la realtà che ha aiutato a diffondere la cultura del colore negli ambienti underground che ha presentato Nero D’Inferno Chronicle Edition, un nuovo progetto realizzato insieme a Grog.
Due player importantissimi per la cultura urban di graffiti e handstyle, i quali hanno realizzato un’edizione limitata di 1800 boccette di colore da 100ml numerate a mano, e un booklet di 45 pagine contenuto in ogni scatola, che ripercorre la storia della collaborazione attraverso le parole di grandi artisti e writer.

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La storia che lega Nero D’Inferno alla cultura artistica è quindi piuttosto casuale, a partire dagli inizi degli anni ’90 i writer hanno iniziato spontaneamente ad interessarsi ai tubetti neri (nel frattempo prodotti da Fabbrica Chimica Unione a partire dal 1983) fidandosi delle qualità del prodotto, senza alcuna strategia di marketing del brand rivolta a quel mondo creativo. Da quel momento i muri delle città hanno iniziato a riempirsi di tag.
Impossibile però provare a risalire a chi per primo ha utilizzato un lucido da scarpe per scrivere il nome della propria crew. L’effetto e il coinvolgimento della scena è stato immediato e sorprendente, un’eredità poi tramandata con l’evolversi delle sottoculture di strada e arrivata fino a Nero D’Inferno Chronicle Edition.

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Due brand che sono un’istituzione nel campo, insieme per un progetto che racconta tanto della dimensione urban raggiunta dall’arte. Le testimonianze nel booklet di Spice, Trota, Sten, Fuck113, Kontrol, Foe, Buny e Robin raccontano poi la svolta della scrittura da strada e anche l’attenzione a prodotti sempre più rispettosi dell’ambiente.
Un continuo ribaltamento delle regole e della percezione di ciò che ci circonda, questa è la costante dei movimenti underground degli anni ’90 che continuano a ispirare la cultura contemporanea, e non poteva nascere diversamente la storia di un prodotto che, dai calzaturifici, ha raggiunto le pensiline, i muri e le tele di brillanti menti creative di tutto il mondo.

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Scritto da Collater.al Contributors

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