Da qualche giorno la Woodbine Beach di Toronto ospiterà i sei progetti in lizza per vincere il Winter Stations 2022.
Nato nel 2014, il Winter Stations è un contest rivolto a architetti, designer e studi che sono chiamati a reinterpretare seguendo un tema le classiche torrette di salvataggio poste sulle spiagge di tutto il mondo.
Il tema dell’edizione di quest’anno era “Resilienza”, collegato anche agli ultimi due anni che hanno visto cambiare sia le nostre abitudini sia la nostra percezione degli spazi.
Fino al 31 marzo, lungo la Woodbine Beach di Toronto sarà, appunto, possibile esplorare e scoprire i diversi progetti, entrando non solo nelle strutture ma anche nelle menti degli architetti che le hanno ideate.
ENTER-FACE (Turchia)
Gli architetti Cemre Önertürk e Ege Çakır hanno preso ispirazione da un oggetto che mai come negli ultimi due anni ci ha fatto compagnia, lo schermo. Che sia del computer, del tablet o dello smartphone, durante i lockdown gli schermi sono stati la nostra finestra sul mondo, ma allo stesso tempo ci hanno isolati fisicamente. Attraverso due strutture scure nelle quali si può entrare uno alla volta, ENTER-FACE riproduce quella sensazione di isolamento che abbiamo provato tutti.

Wildlife-guard Chair (Francia e Canada)
Mickael Minghetti e Andres Jimenez Monge si sono lasciati ispirare dal Cardinale rosso, un uccello tipico della zona caratterizzato da un color rosso accesso che è stato riproposto anche nella struttura.

The Hive (Canada)
A Kathleen Dogantzis e Will Cuthbert la resilienza testimoniata durante gli ultimi due anni ha fatto pensare alle api operaie che producono miele: il loro compito più importante nei mesi freddi è quello di mantenere l’alveare alla giusta temperatura attraverso il calore corporeo dell’intera colonia.
Il progetto riprende la forma esagonale tipica delle celle degli alveari ed è caratterizzato da colori che ricordano le sfumature del miele.

S’winter Station (Canada)
Il progetto firmato dal Dipartimento di scienze architettoniche della Ryerson University si basa sulle condizioni climatiche locali, dove la sabbia della spiaggia viene trasportata dai forti venti sia d’inverno con la neve, sia in estate sotto il sole. L’installazione propone degli elementi tipicamente estivi, come i teli da spiaggia o le corde, utilizzati per creare un riparo per i periodi più freddi.

Introspection (Canada)
Il team dell’Università di Toronto John H. Daniels Facoltà di Architettura, Paesaggio e Design ha deciso di basare il progetto sulle emozioni provate durante gli ultimi due anni di quarantena e isolamento. Giocando con l’idea del riflesso, delle pareti a specchio rendono i visitatori parte integrante del padiglione. Mentre il tetto a traliccio permette al sole di illuminare l’interno, le pareti in metallo sono inflessibili.

One Canada (Canada)
Il progetto del team formato da studenti dell’Università di Guelph e della Scuola di design ambientale e sviluppo rurale simboleggia il superamento del divario tra i popoli indigeni e non indigeni attraverso l’incontro. I sette anelli dell’installazione rappresentano sette antichi insegnamenti, che hanno avuto origine con i Popoli Anishnabae, tramandati attraverso le generazioni che assicurano la sopravvivenza di tutti i Popoli Indigeni: Saggezza, Amore, Rispetto, Coraggio, Onestà, Umiltà e Verità.






