Hewa è un artista e animatore digitale in grado di trasformare la quotidianità per come la conosciamo in microcosmi sospesi, dove la semplicità incute un certo senso di straniamento. La sua pratica si muove fra illustrazione, CGI e animazione ma quello che sembra prediligere davvero è un’estetica che oscilla tra pittura digitale e narrazione implicita.
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Quel che colpisce di Hewa non è solo la bravura nell’utilizzo di uno strumento come Blender, ma la capacità di rendere tangibile ciò che non possiamo vedere. Ogni immagine è un piccolo universo che si svela lentamente e timidamente, concedendo a chi guarda con più attenzione dettagli che parlano di un tempo sospeso.

La serie Day-to-day learning, ad esempio, è un ritratto del processo e dell’evoluzione di un artista in movimento. Non semplici esercizi visivi, ma piccole lezioni di saper vedere: un tavolo all’ora di cena, un lavabo pieno di piatti o un momento di intimità. Tutte immagini che Hewa reinventa con un tocco di pittura digitale e 3D che non lascia indietro l’emotività, seppur portandola nelle animazioni in maniera delicata.

Sbirciare nel feed di Hewa è come guardare attraverso la finestra di qualcun altro, la vita di chi non conosciamo ma ci è estremamente familiare. E il suo modo di costruire le animazioni ci mostra anche l’anima stessa del momento che stiamo osservando. C’è sia staticità che movimento, e quando una sua animazione prende vita, l’effetto è magnetico.

Il flusso di immagini che ci presenta Hewa invita alla lentezza. L’intenzione sembra infatti quella di voler catturare lo sguardo quando il ritmo del quotidiano rallenta.


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