Pochi giorni fa è stata presentata la collezione di HYKE disegnata per Moncler Genius.
Nel comunicato stampa che accompagna la collezione, l’estetica di HYKE viene descritta come discreta e sofisticata, minimale e utilitaristica e la loro attenzione alla performance si fonde perfettamente con lo spirito di Moncler.
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Partendo da questa collaborazione, abbiamo deciso di andare alla scoperta di HYKE per comprendere al meglio quali caratteristiche hanno portato il brand giapponese a conquistare il mondo partendo dalla passione per il vintage.
Fondato dai designer Hideaki Yoshihara e Yukiko Ode nel 2013, il brand Tokyo based rappresenta un unicum nel panorama del fashion system. Semplicità, estrema attenzione ai tessuti, ai ricami e alle finiture e una spiccata delicatezza nonostante il costante mantenimento del fattore utilitaristico, rappresentano il mondo attorno al quale vengono costruite le collezioni di HYKE.

Eredità ed evoluzione sono i cardini del processo creativo di Yoshihara e Ode, i capi si ispirano alle diverse silhouette provenienti dalla vastissima collezione vintage dei due designer, continuamente rivisitata valutando la storia di ogni elemento e la sua transizione nello stile di vita contemporaneo.
Nel 1997 la passione per il workwear vintage, le uniformi e lo sportswear più in generale, ha spinto Yoshihara e Ode ad aprire il loro vintage shop Bowles a Tokyo, e in seguito a fondare il loro primo brand Green. Dopo aver interrotto la collezione per tre anni per dedicarsi alle loro famiglie, i designer hanno deciso di rimettersi a lavoro, ma invece di ripartire con Green, il duo creativo ha deciso di creare un nuovo brand, HYKE, come sintesi del nuovo inizio ed evoluzione del loro design e dello studio fatto negli anni.
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“Siamo spesso influenzati dalle cose vecchie. Che si tratti di uniformi da lavoro, militari, sportive o di altro tipo, traiamo ispirazione dai vecchi abiti di cui ricercarchiamo le tecniche e il background storico. Analizziamo i tessuti, i modelli e gli accessori come materie prime, e poi li rielaboriamo in nuove forme attraverso il nostro filtro di idee”.
Vent’anni fa, ai tempi di Bowles a Daikanyama, i due designer hanno raccontato il loro rapporto con il vintage e ciò che li ha spinti ad intraprendere un loro progetto personale, mostrando il rapporto quasi morboso che i giapponesi hanno nei confronti degli abiti vintage.
“Andavamo a comprare solo i migliori vestiti d’oltreoceano e poi mettevamo i nostri articoli preferiti in mostra nel negozio. Ci rendeva però molto tristi quando questi articoli venivano venduti, quindi poteva essere che il business dell’abbigliamento vintage non facesse per noi. Quando trovavamo dei vestiti che ci piacevano, non volevamo venderli a nessun altro. Decidemmo invece di creare abiti che contenessero l’essenza di ciò che ci piaceva, ed è così che è nato il nostro primo marchio, Green”.
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La prima collezione di Green firmata da Ode e Yoshihara arrivò nel 1998 e venne presentata durante la Tokyo Collection – quella che ora è la Tokyo Fashion Week – riscuotendo immediatamente un grande successo grazie alla ventata di novità che riuscirono a trasmettere.
Dopo la collezione Spring/Summer 2009 arrivò lo stop di quasi tre anni per i motivi che vi abbiamo descritto in precedenza e nel 2013 tornarono con HYKE.
“Abbiamo iniziato facendo una cosa per volta, di procedere passo dopo passo, come abbiamo fatto agli inizi di Green. Il nome ‘HYKE’ è solo una disposizione delle lettere dei nostri nomi, quindi non c’è davvero nessun significato particolare dietro. Crediamo che quando si produce qualcosa è meglio che il nome del marchio non abbia una sorta di connotazione limitativa”.
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L’utilizzo di materiali scelti con cura, un’attenzione spasmodica per i tessuti e la particolare cura nello scegliere i fornitori, sono tutti elementi che vengono fuori in maniera prorompente quando si osservano le collezione di HYKE.
Il successo e il riconoscimento internazionale è arrivato grazie alle tante collaborazioni nel corso di questi anni come quella con Mackintosh, adidas, The North Face e tanti altri.
L’estetica giapponese espressa ai massimi livelli per un brand che, anche grazie all’hype attorno all’abbigliamento tecnico sviluppatosi negli ultimi anni, un punto di riferimento della moda contemporanea.
