Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Pochi giorni fa è stata presentata la collezione di HYKE disegnata per Moncler Genius.
Nel comunicato stampa che accompagna la collezione, l’estetica di HYKE viene descritta come discreta e sofisticata, minimale e utilitaristica e la loro attenzione alla performance si fonde perfettamente con lo spirito di Moncler.

 
 
 
 
 
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Partendo da questa collaborazione, abbiamo deciso di andare alla scoperta di HYKE per comprendere al meglio quali caratteristiche hanno portato il brand giapponese a conquistare il mondo partendo dalla passione per il vintage.

Fondato dai designer Hideaki Yoshihara e Yukiko Ode nel 2013, il brand Tokyo based rappresenta un unicum nel panorama del fashion system. Semplicità, estrema attenzione ai tessuti, ai ricami e alle finiture e una spiccata delicatezza nonostante il costante mantenimento del fattore utilitaristico, rappresentano il mondo attorno al quale vengono costruite le collezioni di HYKE.

Eredità ed evoluzione sono i cardini del processo creativo di Yoshihara e Ode, i capi si ispirano alle diverse silhouette provenienti dalla vastissima collezione vintage dei due designer, continuamente rivisitata valutando la storia di ogni elemento e la sua transizione nello stile di vita contemporaneo.
Nel 1997 la passione per il workwear vintage, le uniformi e lo sportswear più in generale, ha spinto Yoshihara e Ode ad aprire il loro vintage shop Bowles a Tokyo, e in seguito a fondare il loro primo brand Green. Dopo aver interrotto la collezione per tre anni per dedicarsi alle loro famiglie, i designer hanno deciso di rimettersi a lavoro, ma invece di ripartire con Green, il duo creativo ha deciso di creare un nuovo brand, HYKE, come sintesi del nuovo inizio ed evoluzione del loro design e dello studio fatto negli anni.

 
 
 
 
 
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“Siamo spesso influenzati dalle cose vecchie. Che si tratti di uniformi da lavoro, militari, sportive o di altro tipo, traiamo ispirazione dai vecchi abiti di cui ricercarchiamo le tecniche e il background storico. Analizziamo i tessuti, i modelli e gli accessori come materie prime, e poi li rielaboriamo in nuove forme attraverso il nostro filtro di idee”.

Vent’anni fa, ai tempi di Bowles a Daikanyama, i due designer hanno raccontato il loro rapporto con il vintage e ciò che li ha spinti ad intraprendere un loro progetto personale, mostrando il rapporto quasi morboso che i giapponesi hanno nei confronti degli abiti vintage.

“Andavamo a comprare solo i migliori vestiti d’oltreoceano e poi mettevamo i nostri articoli preferiti in mostra nel negozio. Ci rendeva però molto tristi quando questi articoli venivano venduti, quindi poteva essere che il business dell’abbigliamento vintage non facesse per noi. Quando trovavamo dei vestiti che ci piacevano, non volevamo venderli a nessun altro. Decidemmo invece di creare abiti che contenessero l’essenza di ciò che ci piaceva, ed è così che è nato il nostro primo marchio, Green”.

 
 
 
 
 
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La prima collezione di Green firmata da Ode e Yoshihara arrivò nel 1998 e venne presentata durante la Tokyo Collection – quella che ora è la Tokyo Fashion Week – riscuotendo immediatamente un grande successo grazie alla ventata di novità che riuscirono a trasmettere. 

Dopo la collezione Spring/Summer 2009 arrivò lo stop di quasi tre anni per i motivi che vi abbiamo descritto in precedenza e nel 2013 tornarono con HYKE.

“Abbiamo iniziato facendo una cosa per volta, di procedere passo dopo passo, come abbiamo fatto agli inizi di Green. Il nome ‘HYKE’ è solo una disposizione delle lettere dei nostri nomi, quindi non c’è davvero nessun significato particolare dietro. Crediamo che quando si produce qualcosa è meglio che il nome del marchio non abbia una sorta di connotazione limitativa”.

 
 
 
 
 
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L’utilizzo di materiali scelti con cura, un’attenzione spasmodica per i tessuti e la particolare cura nello scegliere i fornitori, sono tutti elementi che vengono fuori in maniera prorompente quando si osservano le collezione di HYKE. 

Il successo e il riconoscimento internazionale è arrivato grazie alle tante collaborazioni nel corso di questi anni come quella con Mackintosh, adidas, The North Face e tanti altri.

L’estetica giapponese espressa ai massimi livelli per un brand che, anche grazie all’hype attorno all’abbigliamento tecnico sviluppatosi negli ultimi anni, un punto di riferimento della moda contemporanea.

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Le migliori foto naturalistiche del 2021

Le migliori foto naturalistiche del 2021

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Photography

Dopo la classifica delle migliori fotografie astronomiche e di quelle al microscopio del 2021, in questi giorni sono state premiate anche le migliori foto naturalistiche dell’ultimo anno. Il Wildlife Photographer of the Year è un concorso organizzato dal Natural History Museum di Londra, arrivato alla 57esima edizione.
Ci sono molti aspetti che rendono straordinarie le 100 foto in gara, scattate da fotografi professionisti o amatori e selezionate tra 50mila proposte. Da un lato la tecnica utilizzata e la pazienza nell’aspettare di realizzare lo scatto perfetto, irripetibile in molti casi. Dall’altro il punto di vista insolito, che avvicina gli spettatori ad eventi naturali insoliti o ad animali difficilmente avvicinabili, come lo scatto del ragno grosso come una mano umana o del “selfie” scattato da un orso grizzly, davanti alla carcassa di un cervo negli Stati Uniti.

Il concorso Wildlife Photographer of the Year è diviso in 19 categorie, dalle quali sono stati annunciati i due vincitori. Laurent Ballesta, specializzato in fotografia acquatica, ha vinto l’Adult Grand Title Winner con un’immagine che immortala alcune cernie mimetiche della Polinesia francese che escono da una nuvola di uova e sperma. Il fotografo francese ha impiegato cinque anni di immersioni notturne per cogliere questo momento, che si ripete solo nel periodo della luna piena di luglio.
L’altro vincitore del concorso di foto naturalistiche è stato Vidyun R. Hebbar, di soli dieci anni, premiato con il Young Wildlife Photographer of the Year per l’immagine di un ragno avvolto dalla sua tela, scattata a Bangalore (India).

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @_barbarac__, @alanyssalas_ph, @saracamporesi.it, @salvo_95126, @labianca_paola_photo, @reportageofmylife, @monica_milescow, @mariyaleksa_ph, @_eleonoram_, @cynthia_foto.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Julien Lallouette e le persone raccontate con gli scatti

Julien Lallouette e le persone raccontate con gli scatti

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

In che modo raccontereste i vostri amici? O meglio. Quale mezzo scegliereste di utilizzare per valorizzare loro? Julien Lallouette ha scelto la fotografia. 

Classe 1991, Julien Lallouette è un’art director e fotografa francese, nata a Le Havre, e con base a Londra. Oltre a lavori commerciali, Julien realizza progetti personali in cui si focalizza su una persona alla volta. Visitando il suo sito si possono trovare diverse serie di scatti, ciascuna dedicata a una persona diversa e intitolata con il nome della protagonista. Amiche, conoscenti, ma anche modelle vengono ritratte in ambienti domestici e intimi dove hanno la libertà di mostrarsi come sono davvero.

La luce è quella naturale che entra senza ostacoli da finestre spalancate, che viene filtrata da tende, o che penetra con fatica da imposte chiuse. Lo stile retrò e vintage è il risultato dato dalla pellicola, infatti Julien Lallouette fotografa in analogico, attirata dalla grana spessa, dagli effetti, ma anche dall’attesa e dall’attenzione che precedono e seguono il momento dello scatto. 

Così, sulle punte dei piedi, entriamo nel bagno di Lily mentre si fa un bagno o nella veranda di Lucy quando è appena sveglia. Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi scatti, ma seguite Julien Lallouette su Instagram e visitate il suo sito per vederne di più. 

Julien Lallouette
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Le migliori fotografie aeree del 2021

Le migliori fotografie aeree del 2021

Tommaso Berra · 3 secondi fa · Photography

Con i droni si possono fare cose straordinarie, sia che questi vengano utilizzati come strumenti al servizio di performance artistiche, sia per fotografare paesaggi da un punto di vista insolito. Le fotografie aeree sono misteriose, se non altro perché si coglie subito che l’occhio con il quale si guardano i paesaggi è più impersonale. Lo sguardo aereo sembra quello di un narratore onnisciente dei romanzi. Le angolazioni dalla quale si guarda in basso sono irripetibili, se non a bordo di un mezzo volante, favorendo il fascino dietro all’avventura fotografica.

Per celebrare questa tecnica fotografica a Siena si sono svolte le premiazioni del Drone Photo Awards, importante concorso fotografico internazionale. Fotografi professionisti, dilettanti e amatori, durante il concorso possono presentare immagini realizzate da droni, velivoli ad ala fissa, elicotteri, veicoli aerei senza pilota, mongolfiere, dirigibili, aquiloni e paracadute. Il Drone Photo Awards fa parte del Siena Award Festival e terminerà con la mostra “Above Us Only Sky”, allestita dal 23 ottobre al 5 dicembre nel Museo di Storia Naturale di Siena.

L’immagine vincitrice del 2021 è quella del fotografo Terje Kolaas, il quale ha partecipato al volo di oche zampa rosa nei cieli della Norvegia. A Siena saranno esposte anche tutte le altre fotografie aeree vincitrici nelle nove categorie, divise in base ai soggetti raffigurati: sport, wedding, nature, urban, people, animals, abstract, series, videos.

Le migliori fotografie aeree del 2021
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