Il nuovo divano in busta di IKEA

Il nuovo divano in busta di IKEA

Anna Frattini · 10 mesi fa · Design

La nuova trovata di IKEA research lab SPACE10 è un divano pieghevole, riciclabile e leggerissimo pensato per essere trasportato come una busta da lettere gigante. Ma non solo, realizzato in collaborazione con Panter&Tourron, questo divano mira a diventare un’alternativa leggera, sostenibile e confortevole sfidando gli archetipi del design con l’Intelligenza Artificiale. Dimenticate i divani ingombranti e irremovibili a cui siamo abituati e pensate a un nuovo modello facile da trasportare e modulare. Parte della mostra Design in the Age of AI a Copenhagen fino a novembre di quest’anno, il cosiddetto ‘couch in an envelope’ ci fa riflettere sui limiti più convenzionali di complementi d’arredo come il divano per come lo conosciamo e viviamo nelle nostre case.

Secondo la visione di IKEA research lab SPACE10 non ci sarà più bisogno di smontare il divano con viti e attrezzi, ma sarà possibile montarlo e smontarlo facilmente. Lo ha immaginato così Panter&Tourron, lo studio svizzero di designer che lavora al confine fra design e tecnologia.

Ma cosa c’entra l’AI in questo progetto? Attraverso piattaforme quali Runway e Midjourney i designer hanno inserito prompt come ‘un divano disegnato per una vita da nomadi’. Dopo svariati tentativi, il risultato è il ‘couch in an envelope’ progettato per IKEA; facile da assemblare, smontare e trasportare, per un futuro più sostenibile e sempre in movimento.

Per altre novità di SPACE10 qui il loro profilo Instagram.

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Il design che immagina le sedie del futuro

Il design che immagina le sedie del futuro

Anna Frattini · 10 mesi fa · Design

Sono tantissimi i brand di design che lavorano a stretto contatto con il tema della sostenibilità e oggi ne abbiamo scelti quattro tutti da scoprire nella categoria delle sedute. Tutte dall’aspetto accattivante queste sedie immaginano il futuro del design attraverso il riciclo e il recupero della materia prima con diverse tecniche. Da Paolo Cappello che per miniforms immagina Superpop fino a Iammi che immagina una seduta scolpita in un blocco di gommapiuma riciclata.

  • #1 Paolo Cappello per miniforms
    Il brand italiano Miniforms da una nuova vita ai rifiuti in plastica grazie a Paolo Cappello, un designer industriale che grazie allo stampaggio rotazionale riesce a ottenere un effetto Terrazzo.
ph. courtesy miniforms
  • #2 Wentz.design
    La plastica impiegata per le sedie progettate da Guilherme Wentz, invece, arriva dall’oceano. Il designer brasiliano utilizza una tecnica a onde 3d per trasformare i rifiuti in plastica nella sua ultima collezione Mar.
  • #3 Behh
    Il brand olandese Behh utilizza lana riciclata per la Circular and frameless chair. Il materiale utilizzato per questa seduta arriva dal milione e mezzo di kg fatti di scarti di lana in Olanda. Versatile e durevole.
 
 
 
 
 
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  • #4 Iammi
    Il duo formato da Nicolau Dos Santos e Stephanie Blanchard ha presentato durante l’ultima Design Week CLOUDS, una seduta scolpita in un unico blocco di gommapiuma riciclata completamente Made in Italy.
ph. courtesy Iammi Design Studio
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La tendenza biofilica nel design di Liam Lee

La tendenza biofilica nel design di Liam Lee

Giorgia Massari · 10 mesi fa · Design

Sempre più spesso il design si sta spingendo verso un approccio biofilo, ovvero quell’inclinazione verso tutto ciò che è vivente e organico. In questo senso, la biofilia viene applicata alla strategia progettuale, permettendo ad architetti e designer di ispirarsi alla natura e addirittura di includerla in maniera preponderante all’interno dei loro progetti. L’artista e designer americano Liam Lee (1993), con un passato da scenografo e con base a Brooklyn, può essere collocato in questo “movimento”. Lee sceglie uno specifico ambito naturale, quello marino, attingendo soprattutto dalle forme organiche dei coralli e delle alghe. Le sue opere appaiono come vere e proprie sculture funzionali, con un’estetica incredibilmente contemporanea ma dal sapore artigianale.

La contemporaneità delle opere di Lee la si ritrova senza dubbio nelle forme, ma anche nei colori. La scelta di Lee ricade sempre su colori saturi e luminosi che donano ai pezzi un’estetica pop e allo stesso tempo surreale. Lo stesso artista afferma di voler rendere onirica e irreale la dimensione domestica, creando dei pezzi fantasiosi che non vadano però a creare un distacco troppo netto tra realtà e fantasia. Il materiale in questo senso gioca un ruolo fondamentale. La scelta di Liam Lee di utilizzare le fibre di lana prodotte da un piccolo mulino in Irlanda, rende le sue opere accoglienti. Il materiale ruvido è famigliare allo spettatore che, nonostante sia disorientato dalle forme non convenzionali dei pezzi, ritrova la semplicità casalinga nella lana artigianale. Lo stesso artista, una volta ottenuta la lana e successivamente lavorata e modellata, la dipinge con tinte che miscela con attenzione.

La carriera di Liam Lee è in continua crescita. Recentemente è stato selezionato tra i trenta finalisti del Loewe Foundation Craft Prize di quest’anno che presenta il lavoro degli artisti in una mostra collettiva nello Studio di Isamu Noguchi al Noguchi Museum di New York dal 17 maggio al 18 giugno 2023.

Courtesy Liam Lee

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ORBE, il brand di design per la Gen Z

ORBE, il brand di design per la Gen Z

Anna Frattini · 10 mesi fa · Design

Il mese scorso il giovanissimo designer inglese Jobe Burns ha lanciato ORBE, un brand di design che si concentra sulle abituidini, l’identità e la nostra vita di tutti i giorni. L’intenzione di questo progetto è di espandersi oltre i componenti d’arredo fino a proporre servizi per la vita di tutti giorni. Una piccola rivoluzione nel mondo del design per come lo conosciamo. Ma scopriamo qualcosa in più su Burns e sul suo progetto.

 
 
 
 
 
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Lo studio di Jobe Burns vuole essere un ambiente sperimentale per designer che vogliono sperimentare con le proprie idee, anche le più spontanee. La produzione è al 98% in Inghilterra, una missione non facile di questi tempi. L’esperienza del designer inglese – che insieme a Samuel Ross ha lanciato Concrete Objects qualche anno fa – è ricca di sperimentazione, sopratutto con l’architettura brutalista. Fra le tante collaborazione ricordiamo quella con Suicoke e Nike che hanno reso celebri entrambi i designer anche nel mondo della moda.

La curatrice Kate Bush fotografata sulla Mono-Compact Bench | ph. courtesy @rashinoah

In un primo momento, ORBE ha una collezione intitolata “Soft Launch” che si concentra su pezzi morbidissimi e confortevoli fatti con tessuti Kvadrat. Una poltrona che si trasforma in tavolo è l’esempio perfetto fra questi prodotti per descrivere l’intenzione di ORBE nel voler portare avanti l’idea di oggetti multifunzionali. Ma non solo, scorrendo le immagini del brand sembra chiaro che Burns e il suo team siano pronti a pensare al design secondo le esigenze delle nuove generazioni, dando nuova linfa al mondo del design made in UK.

La Mono-Compact Bench è una panchina pensata per vari utilizzi. Un approccio giocoso proprio come nel caso di Pluff Cylinder Lounge, un cono morbidissimo su cui è possibile sdraiarsi e rilassarsi combinandolo al Pluff, Lean on me.

Ph. courtesy ORBE | @rashidinoah

ORBE, il brand di design per la Gen Z
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‘Seat or Read?’ la poltrona di cristallo di Lorenzo Marini 

‘Seat or Read?’ la poltrona di cristallo di Lorenzo Marini 

Tommaso Berra · 9 mesi fa · Design

Lorenzo Marini è artista multidisciplinare di quelli che è difficile limitare in una singola categoria. Il suo passato artistico lo ha visto esprimersi attraverso la pittura, la regia, la scrittura e il design, come nell’ultima sua opera, intitolata “Seat or Read?.
Si tratta di una poltrona di cristallo che unisce rigidità e razionalità, bilanciate da leggerezze e un senso di assenza ricreato proprio grazie alla trasparenza del materiale. L’elemento caratterizzante dell’opera è la scelta di inserire come elemento decorativo un pattern di lettere, ricavate da forme e oggetti colorati, creando un contrasto con la superficie neutra della poltrona.

Siamo abituati a vedere l’arte come qualcosa di intoccabile. Qualcosa da appendere alla parete e guardare con rispetto.” – dichiara Lorenzo Marini – “Ho voluto capovolgere questo paradigma trasformando la mia opera ‘Snowtype’ (una nevicata di lettere liberate), in uno spazio-seduta e l’ho fatto con il materiale che più di ogni altro ha in sé tutta la luce del mondo: il cristallo.

Le lettere di Lorenzo Marini escono così dalla loro funzione comunicativa e diventano supporti per il corpo, punti di uno spazio che replica l’assenza e il vuoto. L’opera è stata realizzata per il ventennale del brand Santambrogio Milano e per la produzione è stata impiegata la tecnica del taglio del vetro a getto d’acqua, un procedimento che ha il vantaggio di essere sostenibile.

Lorenzo Marini | Collater.al

Courtesy Lorenzo Marini

‘Seat or Read?’ la poltrona di cristallo di Lorenzo Marini 
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