Ieri sera, presso la Centrale di Nuvola Lavazza, è stato presentato in anteprima il Calendario Lavazza 2025 “Let’s Blend! 130 YEARS FORWARD”. Un evento che celebra la lunga storia dell’azienda e il concetto di blending, che da sempre è nel suo DNA. L’edizione di quest’anno porta la firma del fotografo franco-senegalese Omar Victor Diop, una delle voci più interessanti della fotografia contemporanea. Con la sua estetica ricca di colori e influenze culturali, Diop ha creato un’opera unica, che parla di diversità e incontro tra culture. Moderato da Federico Buffa, l’evento ha visto la partecipazione di Francesca Lavazza, del fotografo e di alcuni dei protagonisti del calendario: Jannik Sinner, BigMama, Cino Zucchi e lo chef Federico Zanasi.
Il linguaggio visivo di Omar Victor Diop
Gli scatti del giovane fotografo, classe 1980 per il Calendario Lavazza 2025 sono un viaggio visivo e narrativo attraverso quattro stagioni, ognuna delle quali è dominata da colori chiave – azzurro, rosa, verde e ocra – che riflettono le emozioni e le atmosfere di ciascun periodo dell’anno. Diop, noto per la sua eleganza compositiva, ha utilizzato una tavolozza di tonalità morbide e sfumate, ideale per accompagnare l’intero arco dell’anno: “Il calendario non può avere colori aggressivi perché ci devi convivere tutto l’anno,” ha spiegato il fotografo, “i colori sono molto soft, ma differenziati per stagione, come il rosa per la primavera o il verde tropicale dell’estate.”
Il fotografo ha parlato dell’importanza di rappresentare ogni partecipante come un ritratto individuale, ma anche come parte di un racconto collettivo. “Disegnare il ritratto di qualcuno è come scrivere una lettera d’amore,” ha raccontato, rivelando come si è impegnato a esprimere la personalità e la storia di ognuno. Diop ha utilizzato un banco simbolico in tutte le immagini, che funge da luogo d’incontro: è qui che le diverse culture si mescolano, accomunate dal piacere di condividere il caffè.




Blending culturale e generazionale: il messaggio di Diop
L’aspetto centrale del calendario è il concetto di blending: l’idea di creare qualcosa di nuovo mescolando elementi differenti. Diop ha raccontato come ha tradotto visivamente questa visione nel suo lavoro. “L’idea principale,” ci ha spiegato, “è che non importa da dove vieni, qual è il tuo background; ciò che crei e condividi è valorizzato, rispettato e celebrato. Questo è il mondo in cui voglio vivere: un mondo dove tutti sono ascoltati e visti.” Un messaggio di inclusione e di apertura, che si riflette nei volti dei 36 protagonisti immortalati negli scatti del calendario.
La sfida di creare un’immagine Corale
Una delle sfide più intriganti di questo progetto per il fotografo a nostro avviso è stata unire persone provenienti da ambiti molto diversi: atleti, artisti, chef, architetti, ognuno con una storia e un’identità unica. “Quando sei un fotografo e le persone vengono in studio davanti a te, sono semplicemente persone” ha condiviso Diop. Ed è proprio questa umanità che traspare dalle sue fotografie: ogni scatto è parte di una narrazione più grande, una sorta di piano sequenza che racconta piccole microstorie, come molecole di una storia collettiva più ampia.



Il Calendario Lavazza 2025 non è solo un omaggio alla bellezza visiva, ma un manifesto che celebra l’inclusione e la diversità, un invito a scoprire la bellezza della coesistenza e del rispetto reciproco. Il lavoro di Omar Victor Diop per questa edizione non solo cattura la pluralità della nostra epoca, ma ci invita a riflettere su ciò che davvero conta: il valore dell’incontro e della collaborazione, che – come il caffè Lavazza – è capace di unire e riscaldare le persone.
Con la sua composizione raffinata, il suo uso evocativo del colore e il profondo rispetto per ogni singolo protagonista, il Calendario Lavazza 2025 rappresenta una tappa fondamentale nel percorso dell’azienda, che da 130 anni valorizza la bellezza dell’incontro tra culture.

