La nostra intervista a Laila Al Habash per il suo primo album “Mystic Motel”

La nostra intervista a Laila Al Habash per il suo primo album “Mystic Motel”

Cristiano Di Capua · 6 mesi fa · Music

La settimana scorsa, precisamente il 5 novembre, è uscito il primo album ufficiale di Laila Al Habash “Mystic Motel” per l’etichetta Undamento. Le produzioni dell’intero album sono state affidate a STABBER e Niccolò Contessa che, con la cantante romano-palestinese, hanno dato vita a un album carosello, colorato e mai noioso.
Sicuramente avrete sentito parlare di lei, ha rilasciato una serie di brani come “Bluetooth” e “Come Quella Volta” con cui è stata conosciuta dal grande pubblico, ed è sotto i riflettori da un po’ grazie al progetto Radar di Spotify, oltre ad essere il volto dell’iniziativa Spotify Equal.
L’album è un’opera composta da 12 “stanze” differenti, ognuna con un panorama sonoro abbastanza diverso dalle altre, che ci ospitano al loro interno per un viaggio breve ma intenso: un vero e proprio motel musicale che ci restituisce una visione generale delle influenze di quest’artista. L’opera è stata anticipata dai 3 singoli “Ponza”, “Oracolo” e “Gelosa”, che riuscivano bene o male a darci già un’idea dell’eclettismo di quello che sarebbe poi stato il lavoro di “Mystic Motel”

Insomma, si tratta sicuramente di un progetto interessante e che ci incuriosisce, così Collater.al ha deciso di cavalcare questa curiosità e di fare a Laila 5 domande per inquadrare meglio un lavoro musicale che speriamo la porterà ancora più in alto:

“Mystic Motel” è il tuo primo album. Immagino si tratti di un vero e proprio checkpoint della tua carriera musicale. Ci spieghi la scelta di questo nome da cosa è stata guidata?
Dopo Moquette volevo far entrare l’ascoltatore in un qualcosa di più grande, non una stanza con una moquette ma un vero e proprio albergo dal sapore mistico.

La musica che pubblichi è sempre colorata e cangiante, non ci si annoia mai. Quanta importanza ha la contaminazione di altre culture nella tua musica?
Tanto, io studio sempre, ascolto molta musica, anche quella che non mi piace. Così le mie orecchie non si abituano mai alla stessa cosa e posso produrre cose diverse tra loro ma collegate sempre dal mio gusto e i miei sentimenti.

All’interno dell’album c’è solo un featuring: Coez. Com’è stato lavorare con una personalità come lui? È stato liscio il processo creativo?
Molto liscio, abbiamo scritto tutto in una notte, a distanza, lui a Roma e io a casa mia a Milano.
È stato bello e facile perché Silvano è una persona alla mano, estremamente chiara e professionale, tutte qualità che ammiro e apprezzo.

Laila Al Habash

“Mystic Motel” è un album davvero ricco, c’è tanto da ascoltare. È nato per caso o è stata una vera e propria necessità di esprimersi al meglio e dire tutto quello che avevi nella testa?
Per caso, io ad esempio non riesco a percepire questa abbondanza, perché sono io e basta, sono così. Cambierò molto nel tempo e Mystic Motel è tipo una foto di come sono io adesso.

Il 2021 è stato un anno pieno di soddisfazioni per te e per la tua carriera artistica. Il periodo di stop forzato della quarantena ti ha, in un certo senso, permesso di avere questo boost? Come l’hai vissuta?
Nella prima quarantena del 2020 ho dato 5 esami e mi sono laureata, nella seconda del 2020/2021 invece ho lavorato all’uscita di Moquette. L’ho vissuta bene perché io sto benissimo da sola come in compagnia. L’ho accusata su altri fronti ma non su quella del lavoro, fortunatamente.

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Collater.al & Brillo. Insieme in nome dell’amore per illustrazione

Collater.al & Brillo. Insieme in nome dell’amore per illustrazione

Giulia Guido · 4 giorni fa · Art

Abbiamo bisogno di nuovi immaginari, creati a matita, a penna, in bianco e nero o a colori, disegnati su un foglio di carta o in digitale. Abbiamo anche bisogno di un luogo dove ammirare e immergerci in questi immaginari.
E se questo luogo in realtà fossero due? 
Collater.al e Brillo hanno unito e loro forze in nome dell’amore per l’illustrazione, dando spazio ad artisti e artiste.

Per i prossimi mesi sui profili Instagram di @collater.al e @brillo_magazine verranno presentati i lavori di questi giovani talenti, che hanno prontamente risposto alla open call lanciata dai due magazine, e che potrete rivedere sempre qui sotto!

DANIELE MORGANTI

 
 
 
 
 
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LORENA SPURIO aka WABISABI

 
 
 
 
 
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SOFIA ROMAGNOLO aka AZZURROSCURO

MARIANNA POGGIONI

CHARLOTTE LE BLEU

BERTRAND AZNAR

ANTONIO COLOMBONI aka SCOMBINATO

SHUT UP CLAUDIA

EDOARDO MARCONI aka RADIOCOMANDERO

Cover by Carlotte Le Bleu

Collater.al & Brillo. Insieme in nome dell’amore per illustrazione
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“Okja” in dieci inquadrature 

“Okja” in dieci inquadrature 

Giulia Guido · 3 giorni fa · Art

Okja” è un film del 2017 diretto da Bong Joon-ho. Sebbene non abbia fatto incetta di premi come il successivo “Parasite”, “Okja” rientra tra i lavori meglio riusciti del regista sudcoreano e vede un cast corale che comprende Tilda Swinton, Paul Dano, Lily Collins, Giancarlo Esposito e Jake Gyllenhaal.

Il film racconta le vicende di una giovane ragazza che per quasi tutta la sua vita ha allevato un “supermaiale” geneticamente modificato, costruendo con lui un legame di affetto reciproco. Ma la loro vita è destinata a cambiare drasticamente, visto che l’industria che ha effettivamente creato l’animale deve riprenderselo per cominciare la fase di macellazione.
Si tratta di un film di denuncia contro i maltrattamenti nei confronti degli animali all’interno dell’industria della carne che riesce a trattare l’argomento puntando sull’empatia e l’amicizia. Proprio per questo motivo nel 2019 è stato nominato dal New York Times uno dei film più influenti del decennio. 

In “Okja” lo stato d’animo della protagonista e del suo animale si riflettono nei colori delle scenografie e nelle scelte legate alla fotografia, curata da Darius Khondji (Seven, Midnight in Paris, Diamanti Grezzi), che riescono a catturare completamente lo spettatore. 

Okja
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“Okja” in dieci inquadrature 
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“Okja” in dieci inquadrature 
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

Avete presente il cielo di certi giorni di estate, quando non si riuscirebbe a trovare una nuvola a chilometri di distanza e tutto ciò che è sopra la nostra testa è di un azzurro delicato, colore del più dolce degli zuccheri filati? L’illustratore Kento IIDA trova in questo clima di calma l’ispirazione per le sue opere, immagini di paesaggi tranquilli ma che lasciano un clima di sospetto, come se da li a poco succederà qualcosa di imprevisto, o come se qualcosa di imprevisto sia appena successo, lontano dagli occhi di possibili testimoni.
In queste vignette ci sono sempre elementi o segni che suggeriscono un movimento che rompe la qiuete, qualche volta il movimento è già avvenuto o in corso, come nel caso delle macchine che si lanciano dai ponti o di missili spaziali che alzano al cielo nuvole spigolose come sculture in marmo.

Kento IIDA (che ha base a Tokyo) riprende nelle sue illustrazioni elementi della tradizione giapponese, compaiono così in queste scene ambigue palazzi tradizionali e vedute di cime innevate che rimandano al monte Fuji, ma anche giocatori di baseball, sport nazionale in Giappone e probabilmente il preferito dall’artista.
Nelle vedute non ci sono solo cieli limpidi però, la poesia è data anche da nuvole, spesso singole e isolate, o da cieli cupi che suonano come un presagio, in un tempo sempre più sospeso e incerto.

Kento IIDA | Collater.al
Kento IIDA | Collater.al
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA
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All for the Gram – Macchine Scotchate

All for the Gram – Macchine Scotchate

Collater.al Contributors · 5 giorni fa · Art

Macchine Scotchate è il profilo Instagram scelto questa settimana per All for the Gram, il concetto è immediato, mostrare tutti i limiti dell’alta ingegneria automobilistica, ma soprattutto spiegare come risolverli con un semplice strumento: il rotolo di scotch.
Ci sono incidenti che per fortuna non provocano eccessivi danni, che fanno pensare si possa procrastinare l’appuntamento dal meccanico, e nel frattempo trovare una soluzione home made, assicurandosi di non perdere pezzi per strada. Un rotolo di scotch può aiutare anche solamente a tenere fermo lo specchietto della macchina, a quanto si può giudicare dal profilo il pezzo che più volte viene aggiustato con nastri isolanti e pellicole.

Ci sono nastri che riescono a tenere insieme interi cofani di macchine e alcuni proprietari più attenti al design che scelgono scotch dello stesso colore della carrozzeria.
Con un po’ di fantasia si potrebbe persino pensare che gli adattamenti siano l’ultima opera di Maurizio Cattelan, che ha scelto di non scotchare più una banana al muro come nella sua opera Comedian ma puntare tutto sulle quattro ruote.
Se i vostri nastri adesivi sono personalizzati come quello della Rinascente utilizzato per tenere saldo un finestrino, allora potreste pensare di rimandarlo ancora di qualche giorno quell’appuntamento con il meccanico.

Macchine Scocciate | Collater.al
Macchine Scocciate | Collater.al
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All for the Gram – Macchine Scotchate
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All for the Gram – Macchine Scotchate
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