La nostra intervista ai Meduza per il nuovo singolo “Tell It To My Heart” featuring Hozier

La nostra intervista ai Meduza per il nuovo singolo “Tell It To My Heart” featuring Hozier

Cristiano Di Capua · 1 mese fa · Music

È molto probabile che se pensi alla musica elettronica Made in Italy, tra i nomi moderni, ti vengano in mente i Meduza. Oppure è anche probabile che conoscerai i loro pezzi, ma non sai che sono effettivamente italiani e quindi artisti a 360° di cui andare fieri. Sono tra i pochi che riescono ad esportare la loro musica in tutto il mondo e in maniera organica. Il trio ad oggi, dopo i singoli “Piece Of Your Heart” e “Paradise”, ha pubblicato “Tell It To My Heart”, il nuovo singolo disponibile dal 29 ottobre per Island Records e che vede un featuring d’eccezione: Hozier.
Inutile dire che tra scelte artistiche audaci e la loro ormai ascendente carriera, Collater.al ha deciso di fargli qualche domanda. Giusto per capire come se la stanno passando anche in vista di questa nuova release dal carattere internazionale.

Meduza

Quando si pensa ai Meduza viene subito in mente una carriera in rapidissima ascesa, soprattutto dopo i vostri numerosi successi in Italia e nel mondo. Quanto ha influito nelle vostre vite lo stop forzato a causa del Covid?  Siete riusciti a trarre qualcosa di positivo da tutto ciò?

Siamo sicuramente diventati molto più consapevoli di ciò che ci stava accadendo. Nel primo anno della release del primo singolo Piece Of Your Heart ci è piovuto addosso il successo in pochissimi mesi. Abbiamo così d’improvviso iniziato a girare il mondo ed ogni giorno eravamo occupati a pensare a una valanga di cose. Non abbiamo mai avuto il tempo effettivo per realizzare veramente come la nostra vita fosse improvvisamente cambiata. La pandemia è stato un periodo che ci ha costretto a fermarci, riorganizzare le idee e capire quale e come poteva essere la strada futura del progetto. Inoltre, passando più tempo con le nostre famiglie, questo stop forzato ci ha ricordato quanto gli affetti siano importanti.

Siete soliti scegliere featuring internazionali e spesso non correlati direttamente al vostro genere di appartenenza, questo con Hozier ne è la conferma. Queste scelte sono dettate da qualcosa o è semplicemente un bisogno di innovarsi uscendo dalla propria comfort zone?

Amiamo collaborare con artisti che non siano troppo contaminati dal mondo elettronico. Vogliamo avere la possibilità di sperimentare e dar vita, quando la formula funziona, a musica nuova e non scontata. Cerchiamo, per quanto si può, di uscire dagli standard creando qualcosa di unico e alternativo. L’unione tra generi diversi pensiamo sia fondamentale al giorno d’oggi. Serve distinguersi in un mercato mainstream in gran parte saturo di musica con poca personalità e scarsa ricerca di innovazione. 

Meduza

Sono pochi gli italiani che hanno effettivamente una carriera nella scena internazionale. La soddisfazione sarà sicuramente altissima. Vi sentite dei portabandiera della musica italiana nel mondo?

Un po’ sì, e ne andiamo fieri anche se, girando qua e là per il mondo, ci siamo accorti di quanti italiani lavorino nel mondo della musica. Abbiamo conosciuto tanti di loro che non risultano protagonisti a livello artistico ma sono parte fondamentale di vari team dietro a grandi progetti.

Vi capita spesso di viaggiare per musica. Come commentate l’attuale situazione in Italia per i live show ?

Siamo indubbiamente molto contenti che la situazione si sia sbloccata finalmente: un po’ in ritardo rispetto al resto del mondo, ma meglio tardi che mai… 
Le persone hanno bisogno della musica e la musica, a sua volta, può sopravvivere solo grazie alle persone che la vivono nei live. Concerti, festival e discoteche sono una parte fondamentale di questa cultura e devono essere prese più in considerazione e protette dalle istituzioni.

Dopo questo singolo, che programmi vi riserva il futuro? Avete obiettivi a breve termine?

Dove possibile, promuoveremo il nuovo singolo con Hozier e continueremo ad esibirci con i dj set live nei club e festival principalmente negli States. Nel mentre stiamo concludendo diverse collaborazioni più club oriented con altri dj e producer e stiamo lavorando al prossimo singolo. Il progetto at work più importante riguarda il live show che stiamo preparando per il 2022. A differenza del dj set, saremo tutti e tre sul palco a suonare live con keyboards e altri strumenti accompagnati da efx 3d.

La nostra intervista ai Meduza per il nuovo singolo “Tell It To My Heart” featuring Hozier
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Quella noia mortale delle code in autostrada

Quella noia mortale delle code in autostrada

Chiara Sabella · 3 giorni fa · Art

Quando rimaniamo imbottigliati nel traffico siamo tutti uguali, ognuno nella sua auto avverte un fastidio universale, si intrattiene come può e aspetta. Questa situazione diventa un viaggio immaginario in Jamming, l’ultimo racconto illustrato del designer Sebastian König, che raffigura il viaggio in macchina come un’ironica avventura.  

Tutto si ambienta nell’Autobahn, il sistema autostradale tedesco e parte dei ricordi d’infanzia di König. Qui il tempo si dilata e viene scandito da piccole gag, tra le aree di sosta, le carovane di automobilisti e le stazioni di servizio. “É come un nuovo mondo in cui entri, quando sei sulla strada se rimani bloccato non c’è modo di scappare, tu e gli altri guidatori dovete accettare nuove regole” spiega l’illustratore in un’intervista a It’s Nice That. 

Lavorando per semplificazione di forme e colori, König utilizza uno stile minimal e texture granulose che ricordano la cartapesta. L’estetica rétro rimanda volutamente alla “scatolosità delle vecchie auto” e alla “brutta bellezza” delle infrastrutture contemporanee, che da sempre affascinano l’illustratore. Per l’artista, nonostante la loro artificialità i paesaggi costruiti dall’uomo, come le autostrade, rappresentano un luogo d’incontro e un punto di vista inedito da cui riscoprire l’umanità. 

Un lungo viaggio in auto comporta anche una serie di esigenze collaterali, dal dover sgranchire le gambe con una passeggiata nel traffico, alle liti tra i bambini piccoli che condividono la noia e il piccolo spazio. Sono bisogni primari, spesso urgenti, che mostrano l’aspetto più umano dei nostri viaggi e danno al racconto il sapore di un diario di sopravvivenza. 
Gli sketch comici rappresentano la varietà delle situazioni attraverso dettagli semplici e ironici che rendono unica ogni mini serie, mostrandoci l’autostrada da ogni punto di vista. 
Da veterano dei viaggi in auto, König prende spunto dalle proprie esperienze divertenti, puntando sull’umorismo e la goffaggine di certe situazioni. Un modo di ridere dei propri disagi, quando le code e gli incidenti mettono fretta anche se realmente non abbiamo niente di urgente da fare.

Quella noia mortale delle code in autostrada
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Un reticolo di vene per difendere i borghi italiani

Un reticolo di vene per difendere i borghi italiani

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

All’interno del corpo umano, dalla testa ai piedi, ci sono circa 100000 chilometri tra vene e altri vasi sanguigni. Un reticolo fittissimo di canali, che come le vie di una città porta il sangue a tutti gli organi, tenendoli in vita e rigenerandoli. Partendo da questo concept l’artista Gabriele Mundula ha realizzato “Sorgente Urbana”.
L’opera d’arte interattiva affronta il tema dello spopolamento delle aree rurali e dei piccoli borghi italiani, in particolare quelli del Sud Italia. A Noci (Bari), in occasione del festival Esseri Urbani 2021, Mundula ha teso lungo le vie del borgo un reticolo di corde rosse di diversi spessori, simili a vene. Annodate a balconi, grondaie e finestre, le corde scorrono sopra le teste di coloro che camminano tra i vicoli, creando un legame corrisposto tra città e persone.

Alcune delle corde di “Sorgente Urbana” sono state lasciate libere, a disposizione dei cittadini, che potevano tirarle tendendo tutta la struttura. Si ricrea il momento in cui le vene pompano sangue dando energia a tutto il corpo, solo nell’interazione tra uomo e contesto l’opera si completa.
L’idea di Gabriele Mundula oltre ad essere molto scenografica è una lettura simbolica del significato delle tradizioni. Tirare le corde o unire pietre di case vicine crea un legame fisico e generazionale, la città diventa un nucleo che dipende dall’insieme di piccole identità, di nodi, collegati da corde tese.

Gabriele Mundula | Collater.al
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Le illustrazioni di Pascal Campion illuminano il paesino di Lovere

Le illustrazioni di Pascal Campion illuminano il paesino di Lovere

Giulia Guido · 3 ore fa · Art

La prima volta che abbiamo parlato di Pascal Campion è stato ormai 4 anni fa. Già al tempo l’illustratore franco-statunitense era seguitissimo a livello internazionale e contava importanti collaborazioni con testate e brand come New Yorker, Dreamworks Animation, Warner Bros, Hasbro, Paramount Pictures, Disney Feature, Disney Toons, PBS e molti altri.
Durante tutti questi anni lo abbiamo sempre seguito, come dei veri e propri fan, apprezzando la delicatezza e la puntualità con cui, attraverso i colori, ha sempre dimostrato di saper interpretare il mondo. I suoi sono scorci in cui anche se c’è il lockdown e siamo chiusi in casa ci piacerebbe vivere. 

Nel tempo la sua arte e il suo talento si sono adattati a diversi format e supporti, dalla carta alle illustrazioni digitali, fino a lavorare per la televisione e il cinema. Ora le sue opere, che ogni volta sembrano ricordarci che la semplicità delle forme e delle emozioni non passa mai di moda, sono arrivate in Italia in una forma tutta nuova. 

Lo scorso sabato, 27 novembre, la piazza di Lovere, un paesino che si affaccia sul Lago d’Iseo e che rientra ne “I Borghi più belli d’Italia”, si è illuminata con uno spettacolo di proiezioni a tema natalizio. Non è la prima volta che uno spettacolo di questo genere approda in Italia, basti solo pensare alle illuminazioni di Como, ma anche solo al fatto che a Lovere è il decimo anno di fila che si opta per una manifestazione di questo tipo. 

La particolarità è però che per quest’anno i lavori proiettati su una superficie di 10.000 metri quadrati sono proprio di Pascal Campion che come sempre è riuscito a racchiudere in immagini comprensibili da adulti e bambini la magia del Natale. 

Da sabato fino a domenica 9 gennaio sarà possibile vedere il gioco di luci e proiezioni ogni sera da quando tramonta il sole fino a mezzanotte, ma non finisce qui. Infatti, in questo periodo il comune di Lovere accoglierà l’artista che si recherà di persona a vedere le sue creazioni. 

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Damien Hirst vende gli NFT della cover di “Certified Lover Boy”

Damien Hirst vende gli NFT della cover di “Certified Lover Boy”

Tommaso Berra · 2 ore fa · Art

In occasione dell’uscita dell’ultimo album di Drake “Certified Lover Boy”, il rapper canadese aveva collaborato per la copertina nientemeno che con Damien Hirst. La copertina disegnata dall’artista inglese prevedeva 12 emoji di donne incinte, diventando presto una delle cover più discusse nel momento della sua uscita e base per meme di ogni genere.
Ora Hirst ha presentato la serie “Great Expectations“, una raccolta di 10000 NFT che creano altrettante variazioni della cover di CLB. Negli artwork le donne sono modificate da piccoli dettagli come teschi, fiocchi, occhiali o cappelli, o con sfondi realizzati da Hirst.
La vera notizia riguardo “Great Expectations” è che gli artwork saranno disponibili a tutti, gratuitamente per coloro che hanno acquistato la collezione NFT di luglio di Damien Hirst intitolata “The Currency“.

“La mia speranza è che con questo regalo gratuito possiate condividere e provare l’eccitazione che provo per gli NFTS e il mondo digitale, lo adoro!” ha dichiarato l’artista spiegando il significato del progetto, promosso anche da Drake.
Nel post pubblicato su Instagram, Hirst spiega bene le intenzioni del progetto, della volontà di renderlo “ottimista e speranzoso, internazionale, incredibile ma anche senza tempo”.
Tutti i dettagli per ottenere uno degli NFT di Hirst ispirati a “Certified Lover Boy” sono qui, mentre alcuni utenti hanno già messo in vendita la loro copia a quasi quattromila euro.

Damien Hirst vende gli NFT della cover di “Certified Lover Boy”
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