In questi giorni vi sarà capitato, collegandovi a Facebook per scrollare un po’ di immagini e parole provenienti direttamente dalle vite altrui, cercando di scrollarsi di dosso nel frattempo anche un po’ di noia ed ansie provenienti direttamente dalla propria, d’incappare in una testa di pennuto rosso su un corpo d’uomo, stagliata su uno sfondo giallo canarino e corredata da frasi che, pur non togliendo l’ansia, sicuramente ci fanno sentire meno soli.
Queste illustrazioni buffe e tragiche al tempo stesso vengono direttamente dalle dita di Mattia Labadessa, un ventiduenne napoletano che sfoga la sua creatività su un iPad Air.
Scorrendo le vignette capirete che tutti siamo quell’uccello non ben identificato zoologicamente perché il dramma più grande non sta tanto nell’evento tragico ma nel quotidiano, nello stillicidio dei giorni, nei luoghi comuni, nei pensieri ossessivi e l’unica arma che abbiamo per provare a difenderci è sentirci capiti e riderci un po’ su.









































