Art James Jean porta in vita Frankenstein attraverso l’illustrazione
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James Jean porta in vita Frankenstein attraverso l’illustrazione

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Collater.al Contributors

Le illustrazioni di James Jean incontrano spesso e volentieri l’immaginario del mito, luoghi in cui lo storytelling si dissolve in un simbolismo liquido e inquieto. Chi conosce il suo lavoro – noi ne avevamo parlato anche qui – sa quanto il suo tratto riesca a trasformare anche il cinema in un territorio emotivo. Non stupisce, quindi, che Guillermo del Toro sia tornato a chiamarlo per una collaborazione speciale in occasione dell’uscita del suo nuovo film, Frankenstein, rinnovando una collaborazione che negli anni continua ad affascinarci. Si tratta di una serie di stampe in edizione limitata ispirate al film che saranno disponibili sul sito dell’artista il 25 novembre alle 8:00 PT, solo per 24 ore.

 
 
 
 
 
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Il nuovo poster che Jean ha dedicato al film è la prova di quanto il regista e l’artista condividano una sensibilità comune: la capacità di leggere l’orrore come poesia, la metamorfosi come segnale di fragilità e violenza allo stesso tempo. La creatura interpretata da Jacob Elordi appare di spalle, il corpo aperto come un fiore carnoso che sboccia e si lacera, un’immagine che dice molto più di qualsiasi scena. Intorno, quasi sospesi, compaiono i volti dei personaggi centrali: Victor, Elizabeth, l’Angelo della Morte, uniti da una tensione palpabile.

Se il poster ufficiale del film rimane ancorato a un’immaginazione più canonica, la stampa di Jean sembra quasi un organismo che respira. In basso, una figura femminile si apre in un intreccio di fiori e tessuti, un richiamo diretto ai temi di vita, morte e rinascita che attraversano l’opera di Mary Shelley e la rilettura di del Toro. È un dettaglio che potrebbe passare inosservato, eppure trattiene tutto ciò che rende questo immaginario così potente: il corpo come luogo di trasformazione, la bellezza che nasce dall’oscurità.

Jean stesso ha definito questa nuova edizione come la sua stampa «tecnicamente più complessa». Osservandola, non si fatica a credergli. La superficie diventa tridimensionale grazie a rilievi che sembrano scolpire la carta come vetro, mentre effetti gloss e inserti metallici fanno vibrare ogni fibra sotto la luce. Le figure non si limitano a emergere dal foglio: sembrano crescere, allungarsi, respirare.

Ancora una volta, il lavoro di James Jean non è semplicemente un poster, ma una sorta di portale che ci permette di entrare nell’immaginario di questa pellicola attesissima. Una soglia in cui Frankenstein non è più soltanto un film, ma un mito che continua a rigenerarsi, proprio come la creatura che lo abita. E in questo, la mano ddi James Jean trova uno spazio tra ciò che vive e ciò che ritorna.

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Scritto da Collater.al Contributors

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