Il nuovo cortometraggio diretto da Achille Mauri dedicato alla storia di Vibram si presenta come un viaggio cinematografico che intreccia memoria, innovazione e paesaggio. Il film rilegge la figura di Vitale Bramani, alpinista e inventore che nel 1937 rivoluzionò l’attrezzatura da montagna con la creazione della prima suola in gomma per scarponi, la celebre Vibram Carrarmato.
La narrazione procede per capitoli, alternando voci e prospettive che compongono un mosaico emotivo e storico: alpinisti contemporanei come Barbara Zangerl, Matteo della Bordella e Pietro Vidi riportano in vita le vie storiche aperte da Bramani, creando un dialogo tra l’alpinismo delle origini e quello di oggi. Accanto a loro, le parole di Colomba Fasana ricostruiscono la dimensione umana e visionaria del fondatore, mentre le poesie di Antonia Pozzi aggiungono una tonalità intima, in cui la montagna diventa luogo interiore oltre che fisico.

Uno dei momenti più simbolici è il percorso compiuto da Matteo Bramani, pronipote di Vitale, che dal cuore urbano del Duomo si spinge fino alla Grignetta, trasformando il tragitto in un percorso visivo fatto di continuità, radici ma soprattutto di futuro.

Il corto è dominato da un’energia narrativa che unisce elementi naturali e urbani, storia e attualità, persone e territori. Più che spiegare, evoca: la sensazione di un legame profondo con la montagna, la tensione verso l’innovazione, la volontà di custodire e rinnovare un’eredità che continua a segnare il mondo dell’alpinismo.


