After we had finished pleasuring ourselves, we would surely continue our trip and follow the polka-dot arrow to the land of False Promises.
Michael Weinstein
Joel Ross ci mostra con cattiveria e sarcasmo le incoerenze del suo paese, le stranezze culturali, le espressioni represse che si trovano appena sotto la superficie di messaggi comuni, della vita quotidiana.
Le contraddizioni della provincia americana, luoghi/non-luoghi che a volte appaiono inquietanti, a volte grotteschi, a volte sono il volto più autentico degli Stati Uniti. Strade sterrate e buie come un romanzo di Stephen King o un film di Gus Van Sant, vialetti di ghiaia, prati ben tosati e casette a schiera, il campetto silenzioso dietro la scuola e i piccoli baluardi del protestantesimo evangelico.
I fari di un’auto illuminano le opere di Ross, segnali stradali il cui messaggio è stato rivoltato, reinterpretato, o semplicemente sostituito con notizie, pubblicità, frasi smozzicate rubate a una t-shirt, un poster o pezzi di conversazione ascoltata per caso. Le sue sculture sono dichiarazioni, prendono possesso del luogo in cui vengono installate, anche se brevemente, con umorismo, urgenza, e talvolta, con rabbia e violenza.
Voci che spuntano dalle crepe nel paesaggio. Messaggi che minano le fondamenta di luoghi e intorpidità culturali.









