JR sta lavorando a un progetto che trasformerà il Pont Neuf di Parigi in una scultura monumentale con oltre quarantamila metri quadri di tessuto. Archi, parapetti e lampioni scompariranno sotto una pelle tessile che cambierà la percezione del ponte per come lo conosciamo. L’omaggio al The Pont Neuf Wrapped del 1985 di Christo e Jeanne-Claude è chiaro e JR lo rende esplicito volendo onorare l’eredità del duo artistico.

Il progetto si intitola La Caverne du Pont Neuf e aprirà il 6 giugno 2026. A intervenire sul ponte è JR, artista che ha costruito la propria pratica tra fotografia, architettura e spazio pubblico, trasformando i monumenti in dispositivi collettivi. Dalla piramide del Louvre fatta “sparire” con un’illusione ottica al Duomo di Napoli rivestito dai volti dei suoi cittadini, JR ha sempre lavorato sul confine tra visibilità e immaginazione urbana.
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Con La Caverne du Pont Neuf il gesto si fa immersivo. Il titolo richiama la caverna platonica: un luogo di percezione e rivelazione, inteso come uno spazio simbolico in cui ciò che vediamo non coincide necessariamente con la verità, ma può diventare il punto di partenza per una presa di coscienza o una rivelazione. Il ponte non sarà solo avvolto da una struttura gonfiabile, ma attraversabile come un ambiente. Il tessuto addolcirà la pietra, filtrerà la luce, modificherà il modo di muoversi nello spazio. Da semplice infrastruttura, il Pont Neuf diventerà esperienza completata da un contributo sonoro curato da Thomas Bangalter dei Daft Punk.

Più che competere con l’eredità di Christo e Jeanne-Claude, JR sembra instaurare un dialogo generazionale. Se nel 1985 l’intervento esaltava la superficie, qui l’attenzione si sposta sull’interno, sull’attraversamento, su quello che accade dentro.

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