Photography La lenta scomparsa di Venezia negli scatti di Julien Mauve
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La lenta scomparsa di Venezia negli scatti di Julien Mauve

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Giulia Guido

I mosaici di San Marco, i ponti che collegano le calli e le statue marmoree dei palazzi che affacciano sul Canal Grande sono ormai sott’acqua. Il fotografo francese Julien Mauve ci porta alla scoperta di un futuro dove Venezia è affondata

Il Miracolo II”, questo è il titolo della serie dedicata alla Serenissima, è il secondo capitolo di un progetto più ampio incentrato sugli effetti del cambiamento climatico e dei danni ambientali causati dall’uomo. La prima parte pubblicata due anni fa è stata realizzata nel Golfo di Napoli, con l’obiettivo di porre l’attenzione sullo sviluppo incontrollato dell’urbanizzazione in zone a rischio intorno al Vesuvio. 

Con questo secondo capitolo, il fotografo francese ha voluto focalizzarsi sull’innalzamento del livello del mare e un problema ad esso legato e di cui si discute da tempo, ovvero la scomparsa di Venezia. Julien Mauve però non affronta la tematica fotografando quelli che possono essere gli effetti visibili oggi, ma immaginando la città già sommersa. 

In “Il Miracolo II” non c’è più niente da fare, nessuna soluzione da adottare, nessun meccanismo tecnologico da attivare per evitare il peggio, perché il peggio è già avvenuto e tutti lo sanno. 

Ciò che sorprende di più degli scatti è la calma e il silenzio che regnano ovunque. Le persone hanno abbandonato la città da tempo, lasciando indisturbato il mare salire e sommergere tutto in maniera lenta, quasi poetica. 

Il movimento dell’acqua è talmente tranquillo che il suo colore non è torbido ma limpido, tanto da riuscire a riconoscere alcuni elementi come i gradini di un ponte, il volto di una statua, la porta di una casa. 

“Venezia si sta trasformando in una reliquia, come se l’inondazione stesse purificando tutto: l’acqua è Acqua Santa, non lascia putridi detriti o fango, genera invece immagini a tratti poco nitide attraverso edifici ritratti volutamente fuori focus al momento della piena, creando, con paradossale magia, un nuovo paesaggio sereno, onirico e misterioso.” – Viviana Gatica, curatrice d’arte

Quello che manca totalmente nelle fotografie di Julien Mauve è il panico che un avvenimento del genere dovrebbe provocare: forse perché non è più rimasto nessuno a vederlo, o forse perché l’assordante paura ha lasciato spazio a una muta rassegnazione. 

Julien Mauve
Julien Mauve
Julien Mauve
Julien Mauve
Julien Mauve
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Scritto da Giulia Guido
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