La collezione di Junya Watanabe con Jay Kay dei Jamiroquai

La collezione di Junya Watanabe con Jay Kay dei Jamiroquai

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Dopo pochi secondi dall’inizio del video del mini show della Fall/Winter 22 di Junya Watanabe MAN, sono stato catapultato direttamente nel 1996 e non sono riuscito a stare fermo sulla sedia e ho completamente abbandono ogni pudore ballando come un pazzo. 
Sì perché per questa collezione il designer giapponese ha collaborato con un pezzo di storia della musica e, più in generale, degli anni ’90 e 2000, Jay Kay, front-man e leader dei Jamiroquai.

 

 
 
 
 
 
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Alzi la mano chi non ricorda Virtual Insanity, singolo estratto da Travelling Without Moving, terzo album in studio dei Jamiroquai, ecco, la presentazione digitale della collezione è una sorta di remake del famosissimo video del pezzo dei Jamiroquai, in cui Jay Kay balla in modo assolutamente iconico all’interno di una stanza semivuota, dal soffitto grigio e dall’atmosfera asettica.

Jay Kay ha fondato i Jamiroquai nel 1992 riscuotendo un successo enorme a livello globale non solo per la sua voce peculiare ma anche per il suo stile unico che prende ispirazione dagli Irochesi o Haudenosaunee, una popolazione di nativi americani originariamente stanziati tra gli attuali Stati Uniti d’America e il Canada da cui la band prende il nome, e da altre culture indigne del mondo. Non mancano le collaborazioni, tra le più importanti citiamo quella con Carhartt, Levi’s e New Balance.

Leggi anche: Junya Watanabe, l’ordinario che diventa straordinario

Junya Watanabe, Jay Kay e la Segreteria della Cultura messicana hanno unito le forze per questa FW22 che mette insieme l’estetica del designer giapponese con i colori e i pattern tipici degli Irochesi e con l’originalità di Jay Kay. 

Oltre ai capispalla drappeggiati e dai motivi vivaci che richiamano quelli delle popolazioni indigene nativo-americane, anche in collaborazione con Pendleton Woolen Mills, e le giacche e i maglioni con disegni patchwork, i cappelli (parte fondamentale e super caratterizzante di Jay Kay) arrivano direttamente dal designer londinese Benny Andallo.

Qui di seguito potete dare un’occhiata al mini show della FW22 di Junya Watanabe MAN. 

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Le illustrazioni di Yu Nagaba per UNIQLO e il Louvre

Le illustrazioni di Yu Nagaba per UNIQLO e il Louvre

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Negli anni il giant del fast fashion giapponese UNIQLO ha consolidato il suo stretto rapporto con il mondo dell’arte. L’annuncio della partnership quadriennale con il Museo del Louvre avvenuto lo scorso anno è soltanto la conferma di un trend che ha coinvolto tutto il mondo della moda in maniera trasversale. Dalle grandi maison, ai brand di streetwear, fino alle grandi catene l’arte sta assumendo un valore sempre più incisivo nelle strategie dei brand. 

È notizia di ieri sera che UNIQLO e il Museo del Louvre hanno annunciato una nuova partnership con una collaborazione a tre con l’illustratore e artista contemporaneo giapponese Yu Nagaba

Nagaba, oltre ad aver realizzato un logo della collabo Louvre x UNIQLO disegnato a mano, ha reimmaginato secondo il suo stile fatto di linee semplici, genuinità cartoonesca e minimalismo, le opere più importanti e famose custodite ed esposte nel museo parigino – ce ne sono oltre 35.000 – tra cui la “Monna Lisa” di Leonardo Da Vinci e l’“Astronomo” del pittore olandese Johannes Vermeer. 
Queste reinterpretazioni anche giocose nella loro semplicità, vanno a decorare e impreziosire le classiche Tee UNIQLO e un set di piatti, almeno questo è quello che ci è stato mostrato finora. 

Ma chi è Yu Nagaba, l’artista giapponese coinvolto in questa collabo?

Nagaba nasce a Tokyo nel 1976 dove cresce a studia. Si iscrive alla Tokyo Zokei University, un’università privata con sede a Hachiōji fondata nel 1966 da Yoko Kuwasawa (1910-1977) , artista, stilista e giornalista di design. Immersa in un bosco a pochi passi dalla stazione di Aihara, questo college offre ai suoi studenti un percorso di studi dedicato all’arte di 4 anni. Yu si laurea in Design e i suoi lavori spaziano dalle collaborazioni con riviste, realizzazioni di copertine di libri, pubblicità e ovviamente le partnership con i brand di moda.

Nella sua carriera ha già lavorato con marchi del calibro di ASICS, G-SHOCK e BEAMS e ha realizzato illustrazioni per RIMOWA, Technics, Spotify, Universal Music e Monocle, riscuotendo apprezzamento sia in patria che a livello internazionale. La capacità di Yu Nagaba è quella di raccontare delle belle storie attraverso il suo stile immediato facendoci riscoprire la bellezza delle cose semplici, una dote che soprattuto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, rappresenta una ricchezza enorme.

La collaborazione Louvre x UNIQLO x Yu Nagaba dovrebbe essere rilasciata il 31 gennaio ma vi terremo aggiornati. 

Le illustrazioni di Yu Nagaba per UNIQLO e il Louvre
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Thierry Mugler, “in direzione ostinata e contraria”

Thierry Mugler, “in direzione ostinata e contraria”

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

“Devi avere fegato per essere felice; devi essere coraggioso”.
Thierry Mugler lo è stato coraggio, più di tutti. A 73 anni si è spento ieri uno dei più sfacciati sorprendenti, provocatori, talentuosi ed estremi couturier degli ultimi 40 anni, lo stilista francese Thierry Mugler.  

 
 
 
 
 
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“È con profonda tristezza che la Maison Mugler annuncia la scomparsa di Manfred Thierry Mugler. Un visionario la cui immaginazione come couturier, profumiere e creatore di immagini ha permesso alle persone di tutto il mondo di essere più audaci e di sognare più in grande ogni giorno”, con queste parole la maison da lui fondata ha annunciato la scomparsa del designer attraverso un post su Instagram.

Un uomo che non si è mai arreso, che ha lottato contro giudizi troppo affrettati, che si è rialzato dopo essere caduto e che ha reagito agli schiaffi della vita diventando un punto di riferimento del power dressing femminile e non soltanto. Le sue modelle vestite da robot, i suoi abiti ispirati alle sirene, agli insetti, ai film noir oppure ricoperti di uncini, rappresentano a pieno l’impronta insostituibile e che mai verrà cancellata del suo estro inarrivabile.
Tra un patrimonio di conoscenze enorme, una creatività senza confini e una visione unica ha segnato l’alta moda degli anni ’90 come pochissimi.

Thierry Mugler nasce a Strasburgo nel 1948 e sin da piccolo le sue attenzioni si concentrano molto di più sul disegno che sulla scuola. A 9 anni inizia a studiare danza classica e a 14 entra a far parte del corpo di ballo dell’Opéra national du Rhi. La danza però non lo distoglie dalla passione per il disegno, infatti inizia contestualmente a studiare interior design presso la School of Decorative Arts di Strasburgo.
A 22 anni si trasferisce a Parigi e inizia a lavorare come vetrinista e nei ritagli di tempo disegna abiti. Nel 1973 presenta la sua prima collezione Café de Paris che però non impressiona anzi, passa quasi del tutto inosservata. Ed è partendo da questo fallimento che Mugler costruisce il suo successo. 
Nel 1975 fonda la maison che porta il suo nome e si distacca completamente dagli stereotipi del tempo e inizia a immaginare un mondo nuovo, senza regole né limiti, trovando le sue ispirazioni lontano dal mondo strettamente legato alla couture. 
Donne forti, grintose e sessualmente sfacciate le sue, caratterizzate da un immaginario che strizza l’occhio a un mondo distopico: donne robot, automi, farfalle, soldatesse elegantissime che stravolgono totalmente l’ideale di donna eterea, quasi principesca che l’alta moda del tempo aveva imposto.  
“Il mio lavoro rende omaggio alla donna e alla sua personalità – io do loro un’armatura”.
Nel 1991 fa sfilare per la prima volta una cantante attrice, Diana Ross; nel 1992 dirige il video di Too Funky di George Michael – durante il quale si vede proprio un suo show – e crea Angel, il suo primo profumo che diventerà una delle fragranze più vendute di tutti i tempi.
Si ritira dal mondo della moda nel 2002 per concentrarsi su stesso e sul suo corpo, che ha trasformato dedicandosi al culturismo.

Negli ultimi 2/3 anni il suo lavoro e le sue creazioni sono tornate prepotentemente al centro della narrazione legata alla moda grazie a personaggi come Cardi B che ha indossato diversi suoi look vintage durante le premiazioni dei Grammy, e Kim Kardashian che per il Met Gala del 2019 ha indossato un abito realizzato appositamente per l’occasione da Mugler, per arrivare alla mostra “Thierry Mugler, Couturissime” al Musée des Arts Décoratifs di Parigi e inaugurata il 30 settembre del 2021. 

“Ho creato vestiti perché cercavo qualcosa che non esisteva. Dovevo cercare di creare il mio mondo”.

Ieri ci ha lasciato un utopista atipico, un’idealista, uno che non ha avuto paura mai di nulla e che è sempre andato “in direzione ostinata e contraria”

Thierry Mugler, “in direzione ostinata e contraria”
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Thierry Mugler, “in direzione ostinata e contraria”
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La FW22 di Wales Bonner ispirata a Don e Moki Cherry

La FW22 di Wales Bonner ispirata a Don e Moki Cherry

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Wales Bonner ha presentato “Togetherness”, la sua collezione Fall/Winter 2022
La presentazione avrebbe dovuto tenersi durante la Paris Fashion Week ma le cose sono andate diversamente. Il brand fondato da Grace Wales Bonner ha deciso, come altri marchi, di evitare gli show fisici e lasciare la presentazione della collezione al mondo digitale.

Per la collezione “Togetherness” la Bonner si è ispirata ai lavori e alla vita del trombettista jazz americano Don Cherry – è stato co-leader della sessione di Avant-Garde con John Coltrane – e a sua moglie, l’artista Moki Cherry, dalla cui unione nascerà Eagle-Eye Cherry. 
Il loro rapporto non era soltanto amoroso anzi, i due hanno lavorato tantissimo insieme sviluppando una sorta di performance art itinerante che, ovviamente, risultava stracolma di influenze diverse. 

Allo stesso modo la FW22 di Wales Bonner è estremamente varia ed eclettica che spazia dalla maglieria artigianale, agli abiti da sera fino all’abbigliamento tecnico sportivo. 
La Bonner esplora la sua cultura per poi miscelarla e dosarla con attenzione e gusto a quelli che sono i canoni del lusso contemporaneo. 

 
 
 
 
 
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Per l’occasione il direttore creativo e artista multidisciplinare Steven Traylor, insieme alla stessa Bonner, ha girato a Los Angeles uno short film dal titoloHold”, che rappresenta il punto d’incontro tra tutte le reference e le ispirazioni dietro la collezione.

Così come raccontato dalla stessa Bonner, “Togetherness” diventerà anche un’etichetta discografica che ripubblicherà su vinile musica d’archivio e che non è stata digitalizzata. 
“È un altro sbocco fisico a quello che faccio, perché la musica è sempre intorno al punto di partenza delle mie collezioni; è un modo di estendere la mia pratica di ricerca, per dare un contesto musicale”, ha dichiarato la Bonner in un’intervista a Vogue. 

Qui di seguito potete dare un’occhiata a “Hold”, lo short film che accompagna la FW22 Di Wales Bonner.

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La FW22 di Wales Bonner ispirata a Don e Moki Cherry
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Da dove arrivano gli occhiali indossati da Pharrell?

Da dove arrivano gli occhiali indossati da Pharrell?

Andrea Tuzio · 4 mesi fa · Style

Si è da poco conclusa la Paris Fashion Week FW22 dedicata alla moda uomo.
Uno dei momenti che più di altri ha catturato l’attenzione è stata al sfilata uomo/donna di Kenzo, che ha visto il debutto di Nigo come direttore artistico della maison francese fondata da Kenzo Takada e ora di proprietà del gruppo Lvmh. 
Lo show si è svolto in luogo simbolo per Kenzo, alle Gallerie Vivienne di Parigi, dove il marchio sfilò per la prima volta 52 anni fa.

La sfilata è stata anche un’occasione per vedere tutti insieme alcuni dei personaggi più influenti e cool della moda e non soltanto. Tra i partecipanti c’erano anche Kanye West e Julia Fox – in total denim – Tyler The Creator e non poteva mancare il migliore amico di Nigo, Pharrell Williams.

 

 
 
 
 
 
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Pharrell si è presentato alla sfilata indossando un paio di occhiali da sole firmati Chanel che non potevano in nessun modo passare inosservati. Tempestati di diamanti e smeraldi, questi occhiali hanno fatto sobbalzare parecchi addetti ai lavori e di conseguenza i giornalisti hanno iniziato a tempestare di domande Pharrell proprio a proposito di questi occhiali pazzeschi.

“Io e Tiffany siamo fidanzati”, ha dichiarato a WWD Williams, alludendo evidentemente a una collaborazione in corso. “Non posso rivelare tutto adesso. Non voglio entrare troppo nei dettagli, ok, perché oggi siamo qui per festeggiare mio fratello Nigo”.

Ma perché c’è stata tutta questa attenzione per un paio di occhiali? Da dove arrivano?

Lo scorso anno Sotheby’s ha messo all’asta due paia di occhiali molto rari e antichi praticamente identici a quelle indossate da Pharrell alla sfilata di Kenzo e risalenti al XVII secolo, e appartenute ai reali della dinastia Moghul.
I Moghul (conosciuti anche come Mughal) sono stati la più importante dinastia imperiale indiana di religione musulmana, che regnò su quasi tutto il territorio dell’Asia meridionale durante la dominazione islamica in India.
Fu l’economia più forte del mondo ed ebbe le più alte uscite industriali nel XVII secolo a livello globale, valendo quasi un quarto del PIL mondiale. Inoltre, l’Impero rappresentò il culmine dell’architettura indiana costruendo monumenti famosi e visitati da milioni di persone come il Taj Mahal.

A quanto pare però avevano anche una certa qual predilezione per gli accessori. Infatti questi occhiali, oltre ad essere un oggetto estremamente prezioso visti i diamanti che adornano l’intera montatura e gli smeraldi utilizzati come lenti, avevano anche una valenza mistica e spirituale. I Mughal associavano i diamanti alla cosiddetta “luce celeste”, mentre lo smeraldo era un collegamento al paradiso, alla salvezza e alla vita eterna post mortem all’interno dei dogmi della religione islamica. Gli occhiali aiutavano chi li indossava a raggiungere l’illuminazione e allontanare il male.

Dopo aver studiato un po’ di storia ora non ci resta che aspettare e vedere cosa hanno in serbo per noi Pharrell Williams e Chanel ma siamo sicuri che non ci deluderanno.

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