L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

Tommaso Berra · 7 mesi fa · Art

Avete presente il cielo di certi giorni di estate, quando non si riuscirebbe a trovare una nuvola a chilometri di distanza e tutto ciò che è sopra la nostra testa è di un azzurro delicato, colore del più dolce degli zuccheri filati? L’illustratore Kento IIDA trova in questo clima di calma l’ispirazione per le sue opere, immagini di paesaggi tranquilli ma che lasciano un clima di sospetto, come se da li a poco succederà qualcosa di imprevisto, o come se qualcosa di imprevisto sia appena successo, lontano dagli occhi di possibili testimoni.
In queste vignette ci sono sempre elementi o segni che suggeriscono un movimento che rompe la qiuete, qualche volta il movimento è già avvenuto o in corso, come nel caso delle macchine che si lanciano dai ponti o di missili spaziali che alzano al cielo nuvole spigolose come sculture in marmo.

Kento IIDA (che ha base a Tokyo) riprende nelle sue illustrazioni elementi della tradizione giapponese, compaiono così in queste scene ambigue palazzi tradizionali e vedute di cime innevate che rimandano al monte Fuji, ma anche giocatori di baseball, sport nazionale in Giappone e probabilmente il preferito dall’artista.
Nelle vedute non ci sono solo cieli limpidi però, la poesia è data anche da nuvole, spesso singole e isolate, o da cieli cupi che suonano come un presagio, in un tempo sempre più sospeso e incerto.

Kento IIDA | Collater.al
Kento IIDA | Collater.al
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA
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Il videogioco dipinto a mano ambientato nei quadri di Monet 

Il videogioco dipinto a mano ambientato nei quadri di Monet 

Giulia Guido · 7 mesi fa · Art

Avete mai sognato di vivere all’interno di un quadro? O di vivere un giorno come un pittore del 1800? Allora The Master’s Pupil, il nuovo videogame disponibile per Nintendo Switch e per PC attraverso la piattaforma Steam, è quello che fa per voi. 
The Master’s Pupil vi porterà, attraverso 12 livelli diversi, a scoprire la vita del pittore Claude Monet in un modo che se lo definissimo originale lo sminuiremmo. Infatti il videogame è stato realizzato da Pat Naoum, che oltre a essere uno sviluppatore di videogiochi si è rivelato essere un vero e proprio artista. Ogni frame, elemento e paesaggio presenti nel gioco sono stati dipinti a mano da Pat seguendo lo stile di Monet e i suoi soggetti preferiti. 

Solo una volta ultimati a mano tutti gli elementi, lo sviluppatore è passato alla fase di scansione con uno scanner di negativi cinematografici ad alta definizione che è riuscito a catturare anche quei dettagli delle pennellate invisibili a occhio nudo. 

Non sappiamo quanto ci metterete a completare tutti i 12 livelli, ma sappiate che a Pat Naoum ci sono voluti 7 anni di lavoro per disegnare tutte le tavole di The Master’s Pupil, quindi non pensate solo a come arrivare alla fine, ma godetevi il viaggio. 

Il videogioco dipinto a mano ambientato nei quadri di Monet 
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Il videogioco dipinto a mano ambientato nei quadri di Monet 
Il videogioco dipinto a mano ambientato nei quadri di Monet 
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I mosaici digitali di Ty Dale

I mosaici digitali di Ty Dale

Giorgia Massari · 7 mesi fa · Art

È facile perdersi tra i dettagli delle illustrazioni di Ty Dale, che appaiono come dei mosaici digitali ricchi di particolari dai colori sgargianti. L’illustratore e graphic designer canadese, con base a Vancouver, crea immaginari surrealistiche che richiamano lo stile tipico dei videogiochi anni ’90. Ogni illustrazione è formata da diversi riquadri, ognuno con una propria identità ma che, nel complesso, dialogano l’uno con l’altro creando una narrativa enigmatica. Le geometrie sono ricorrenti. Il simbolo dello Yin e Yang, le trame a scacchiera, le piramidi e gli occhi sono il file-rouge di ogni illustrazione di Ty Dale. Volontariamente o non, questi elementi generano un velo di mistero che lo spettatore tenta di risolvere, osservando con attenzione ogni dettaglio.

Un indizio lo fornisce la bio Instagram di Ty, “I am deeply inspired by the complexities of the human condition that reflect my perceptions and contemplations of life.” Da queste parole è chiaro che l’apparente caos ordinato delle sue grafiche riflette la frenesia della condizione umana, l’incertezza della società odierna e i paradigmi mentali insiti nel singolo. Il mistero si infittisce e le opere di Ty Dale diventano ancor più immagini da leggere, una dopo l’altra, come se fossero piccoli capitoli di una lunga storia.

Courtesy Ty Dale

I mosaici digitali di Ty Dale
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La stagione preferita di Michele Poirier Mozzone è l’estate

La stagione preferita di Michele Poirier Mozzone è l’estate

Giorgia Massari · 7 mesi fa · Art

La stagione preferita di Michele Poirier Mozzone è decisamente l’estate. Nei suoi dipinti a olio, pastello e acrilico Mozzone è in grado di racchiudere l’essenza di questa stagione. La spensieratezza e la leggerezza vivono nei suoi soggetti, spesso bambini, adolescenti e famiglie, catturati mentre interagiscono con l’acqua e si crogiolano nella luminosità della luce solare. Cresciuta vicino alla costa, Michele è stata attratta dai modelli e dai colori mutevoli dell’oceano e dagli effetti accattivanti della luce del sole che si riflette sulla superficie dell’acqua. Queste meraviglie naturali sono diventate il fondamento della sua espressione artistica e l’artista si è imbarcata in un’esplorazione creativa che l’ha portata a creare le sue serie distintive.

La pennellata di Mozzone emana un senso di fluidità e movimento, evocando le dolci increspature dell’acqua e il gioco della luce sulla pelle. Le figure nelle sue opere appaiono in uno stato di serenità, come se fossero immerse in una trance meditativa provocata dal suono ritmico dell’acqua e dalla calda carezza della luce solare. Il gioco di luci e ombre è un tratto distintivo dell’opera di Mozzone, che utilizza questo contrasto per trasmettere profondità ed emozioni. La luce del sole danza sulla superficie dell’acqua, gettando riflessi ipnotici e creando una sinfonia visiva di colori che sembrano mutare a ogni istante che passa. Questa qualità effimera conferisce un’atmosfera onirica ai suoi dipinti, invitando gli spettatori a perdersi nelle scene tranquille che ritrae.

In un mondo frenetico, dove la serenità è spesso sfuggente, le opere d’arte di Michele Poirier Mozzone ci ricordano di apprezzare i fugaci momenti di bellezza. Attraverso la sua arte, l’artista ci invita a fermarci, a immergerci nella tranquillità delle sue composizioni e a sperimentare l’accattivante armonia tra umanità e natura.

Courtesy Michele Poirier Mozzone

La stagione preferita di Michele Poirier Mozzone è l’estate
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Il minimalismo onirico di Massimo Colonna

Il minimalismo onirico di Massimo Colonna

Giorgia Massari · 7 mesi fa · Art

Originario degli incantevoli paesaggi di Scandiano, Massimo Colonna è emerso come figura di spicco nel regno dell’arte digitale, affascinando il pubblico con il suo talento unico nel creare immagini oniriche e minimaliste. Maestro della post-produzione e del rendering 3D, il percorso artistico di Colonna è una fusione di fotografia, arte digitale e ricerca incessante dell’esplorazione visiva, in cui indaga i confini tra la realtà e i sogni lucidi. L’arte di Colonna è caratterizzata da un fascino etereo e minimalista. Ogni opera trasporta lo spettatore in un mondo di serena bellezza, dove la complessità della realtà lascia il posto a un senso di calma e meraviglia. Manipolando abilmente la luce, le ombre e le texture, l’artista crea sinfonie visive che risuonano nel subconscio dell’osservatore.

La capacità di fondere la realtà con i regni surreali dei sogni lucidi è uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di Massimo Colonna. Le sue immagini emanano un senso di familiarità, ma trascendono i vincoli del mondo fisico. Questa fusione di realtà e immaginazione permette agli spettatori di provare un profondo senso di evasione, pur rimanendo ancorati a elementi con cui possono relazionarsi. L’arte di Colonna funge da ponte visivo tra il tangibile e l’intangibile, suscitando introspezione e risonanza emotiva.

Lo stile inconfondibile e l’abilità artistica di Colonna non sono passati inosservati. La sua interpretazione personale e la sua sensibilità estetica lo hanno portato a collaborare con marchi rinomati, riviste influenti, artisti celebri e designer visionari. Nel 2020, in collaborazione con Chiara Ormelli, ha co-fondato lo studio “Il Magma”, un santuario artistico che nutre ed espande i confini dell’espressione visiva.

Courtesy Massimo Colonna

Il minimalismo onirico di Massimo Colonna
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