La nuova sede LEGO è un paradiso

La nuova sede LEGO è un paradiso

Andrea Tuzio · 2 anni fa · Design

Chi scrive è un appassionato LEGO sin da quando era bambino. Un amore incondizionato che continua ancora oggi e che mi fa sobbalzare dalla sedia ogni qual volta che l’azienda danese rilascia un nuovo kit (non vedo l’ora di portarmi a casa la DeLorean di Ritorno al Futuro).

Oggi la notizia è di quelle importanti, LEGO ha inaugurato la sua nuova e super moderna sede, il LEGO Campus, a Billbund in Danimarca.

54.000 mq progettati da C.F Møller Architects che ospitano oltre 2.000 dipendenti e in cui hanno trovato spazio un cinema, una clinica privata, zone dedicate alle attività all’aperto, campi da badminton, zone relax, bar e tantissimo altro. Una vera e propria casa lontano da casa.

Una zona importantissima del LEGO Campus è la “People House”, uno spazio ibrido e di condivisione per i dipendenti e le loro famiglie da sfruttare sia durante che dopo l’orario di lavoro. Questo “luogo per il relax, l’ispirazione e la ricarica”, conta un’enorme zona fitness, uno spazio adibito a laboratorio creativo, un cinema, una cucina, un parco e una zona dedicata ai visitatori.

“Riflettendo i valori del gruppo LEGO di ‘immaginazione, divertimento, creatività, cura, apprendimento e qualità’, il Campus è stato progettato per fornire un ambiente giocoso, inclusivo e collaborativo che consente ai dipendenti di sviluppare le migliori esperienze di gioco per i bambini di tutto il mondo”, scrive LEGO in un comunicato stampa.

L’incredibile nuovo LEGO Campus, inaugurato il 5 aprile, è stato realizzato tenendo presente come punto principale la sostenibilità: è stato utilizzato uno speciale pannello di fibra di gesso che ha permesso di risparmiare 650.000 kg di emissioni di CO2 durante la costruzione; l’uso di 5.000 kg di mattoncini LEGO di scarto per tutti gli arredi esterni; l’installazione di pannelli solari trovati sul tetto di un vicino parcheggio; ha un suo spazio anche la biodiversità con spazi verdi con piante, alberi e fiori del luogo, sia nel campus che tutto intorno.

Qui di seguito potete dare un’occhiata a un video dedicato al nuovissimo e bellissimo LEGO Campus.

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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 16 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 12 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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