C’era una volta, in mezzo a un bosco, una casetta “fatta di libri” dove viveva un mago burlone che sapeva trasformare ogni cosa in legno.
Ma a differenza delle favole, la casetta esiste davvero e si trova tra i monti dell’Alpago, e il mago in questione, uno scultore veneziano noto in tutto il mondo, è Livio De Marchi.



Lampade, piatti, bicchieri, ma anche giacche, cravatte, scarpe e persino mutandine profumano di quell’ odoroso legno con cui sono stati interamente costruiti.





È l’incanto della realtà che diventa fantasia e della fantasia che diventa realtà. In tutte le sue opere traspare quella semplicità e quella immediatezza che, però, conducono alla ricerca di una profondità quasi perduta o dimenticata, tipiche dell’arte di Magritte o di Dalì.


Come un elfo, questo signore veneziano ci fa riscoprire il desiderio di vivere in armonia con la natura, e allo stesso tempo ci permette di sognare attraverso il fanciullo, di pascoliana memoria, che è dentro tutti noi.



Thanks to Natasha Ristevski
