Art Luca Bjørnsten e il lato pop delle cose dimenticate
Artpaintingsculpture

Luca Bjørnsten e il lato pop delle cose dimenticate

-
Anna Frattini

C’è qualcosa di stranamente familiare nell’arte di Luca Bjørnsten, come quando si sfoglia per caso un vecchio album di figurine o si inciampa in un forum abbandonato del primo internet. Nato a Copenaghen, con radici irlandesi e italiane, Bjørnsten – su Instagram, @nugget_brain – trasforma il paesaggio visivo della nostra infanzia condivisa in qualcosa di ipnotico, lucido e perfettamente fuori scala. I suoi dipinti sembrano arrivare da un mondo parallelo fatto di cartoni animati mal sincronizzati, supermercati fluo, personaggi mascotte e loop visivi da canale televisivo in tilt.

Luca Bjørnsten


Come racconta in questa intervista a Overstandard, il suo processo creativo inizia da lontano. Ogni mattina è dedicata alla ricerca, un’esplorazione continua tra vecchi siti web, cartoline, riviste e archivi digitali dimenticati. «Ho un’enorme collezione di immagini – trovate, fotografate, tagliate – che funzionano da ancore per costruire visioni,» racconta. «Spesso ho un’idea vaga in testa, ma finché non trovo l’immagine giusta, non parte nulla».

Lo stile di Luca Bjørnsten

Dietro ogni scelta cromatica – spesso dettata da una logica autoimposta di limiti e assenze, come nei vecchi videogiochi a 16-bit – c’è una strategia visiva che fonde nostalgia e ironia. Se il cielo è blu, allora il mare sarà rosa: non per provocazione, ma perché in quel momento è l’unico colore disponibile. «Mi serve un sistema, un dogma. È una guida ma anche un modo per liberarmi,» spiega sempre nella stessa intervista. È così che le sue immagini assumono quella struttura sintetica, essenziale, ma allo stesso tempo densissima di stimoli.

Luca Bjørnsten

Il suo stile – che qualcuno ha paragonato a un cartone PG diretto da Harmony Korine – non è nato all’improvviso. Da ragazzino, Luca era ossessionato da fumetti, videogiochi, skate e da tutto ciò che poteva trasformarsi in immaginazione visiva. Oggi, la sua arte è diventata una pratica solida e personale, che affonda le radici nella cultura pop ma anche nella pittura più classica, da Giorgio Morandi a Philip Guston.

Insomma, l’universo visivo e creativo di Luca Bjørnsten è un archivio vivo di tutto ciò che abbiamo imparato a ignorare: loghi dimenticati, packaging sbagliati, icone glitchate, estetiche scadute eppure cariche di significato emotivo. In un mondo che scrolla via qualsiasi immagine nel giro di pochi secondi, Luca ci invita a fermarci, a guardare meglio, e magari anche a sorridere.

Artpaintingsculpture
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su