Fino a pochi anni fa, Siargao era un segreto ben custodito. Un’isola incastonata tra le acque cristalline delle Filippine, avvolta da foreste di palme e da un’atmosfera rilassata, lontana dal turismo di massa. Ed è il fotografo Luca Fontana ad aver immortalato questo angolo di paradiso diventato punto di riferimento globale per i surfisti, attratti dalle sue onde perfette e dal ritmo di vita scandito dalla natura.



Insieme agli scatti e alla storia di Siargao, il fotografo riflette insieme a noi sull’impatto di questo percorso fotografico, unendo tutti i punti. Proprio come in Boxing Club Rafael Trejo (Havana – Cuba), «c’è questa sorta di fil rouge che unisce i progetti fra loro, e mi sono reso conto che sono le persone» ci racconta Fontana. Qui come a Cuba, si tratta di «persone che formano una comunità, dando un’identità unica e definita di un particolare luogo. Persone che vivono e che sono fiere di quello che fanno, a prescindere dalla semplicità delle proprie esistenze».


A circa 800 chilometri a sud-est di Manila, Siargao è il cuore pulsante del surf filippino. Le sue onde, tra cui la leggendaria Cloud 9, sono considerate tra le migliori al mondo, attirando professionisti e appassionati in cerca di quel mix perfetto tra adrenalina e bellezza tropicale. Ma oltre le onde, c’è un’isola che racconta storie di comunità, tradizione e resilienza.



«A livello fotografico mi interessa il racconto dell’essere umano in relazione all’ambiente circostante, attraverso uno stile che sia il più naturale e realistico possibile, quasi reportagistico. Cogliendo attimi durante i quali uno sguardo, una smorfia, una particolare azione mi rivelano la verità e il significato di quel momento, senza bisogno di parole» continua il fotografo.



La popolazione locale vive ancora in armonia con l’ambiente, tra capanne di bambù e palafitte sul fiume, con la pesca, la caccia e l’agricoltura che rappresentano ancora le principali forme di sostentamento. E proprio questa connessione con la terra ha reso Siargao ancora più forte quando, nel dicembre 2021, l’isola è stata colpita dal Super Tifone Rai (Tifone Odette), che ha lasciato dietro di sé distruzione e sfide immense.

«Non sono mai stato il tipico fotografo che ovunque va ha la camera in mano, ho sempre fotografato pochissimo al di fuori del lavoro. Sarà perché preferisco immergermi nei momenti e vivere le situazioni, senza il filtro dell’obbiettivo e senza lo stress del dover immortalare qualsiasi situazione. Questa forma mentis mi ha portato a concentrarmi solo su selezionati progetti fotografici personali, che riflettono le situazioni che più sento affini a livello personale» conclude il fotografo rivelando un approccio ben preciso che sembra proprio fare al caso di Siargao e alle persone del luogo.



Ma Siargao non si è fermata. Ha reagito con una forza straordinaria, ricostruendo pezzo dopo pezzo le sue case, le infrastrutture e il suo spirito. Oggi l’isola è tornata a splendere, non solo come destinazione da sogno, ma come simbolo di resistenza e rinascita.

Chi visita Siargao non si limita a cercare l’onda perfetta: scopre una comunità accogliente, un’energia autentica e un paesaggio che continua a incantare, nonostante tutto. Una modalità immortalata perfettamente dagli scatti di Fontana che riesce a raccontare la vera magia dell’isola, ovvero la capacità di rigenerarsi, senza perdere la sua anima.
