La natura assomiglia ad un eterno ritorno: le abbiamo chiesto spazio, sacrifici, posto limiti e molto altro, ma se lasciata libera di essere, è in grado di riappropriarsi di ciò che è sempre stato suo.
Un esempio di questo fenomeno è rappresentato dalle fotografie di Johnny Joo, che racconta nei suoi scatti gli spazi prima costruiti e poi abbandonati dall’uomo, ora nuovamente proprietà del mondo naturale. Facciate di case si distinguono con difficoltà, ricoperte da torri di edera, rami e foglie ricoprono pareti di serre ed ex edifici industriali, dimostrando come la natura riesce ad adattarsi ai nostri cambiamenti e riprendersi il suo spazio.
Il fotografo 27enne ha girato in lungo e largo l’America negli ultimi dieci anni, raccogliendo le sue testimonianze in un blog, Architectural Afterlife, e in tre libri.

