Dev’esserci una porta spaziale, nascosta tra qualche scoglio in mezzo al mare, che conduce a paesaggi extraterrestri nei quali le persone vivono perennemente in controluce, gli oggetti non hanno il colore con il quale li si ricorda sulla Terra e il cielo è un mistero, come quello che precede un’apocalisse.
Questo universo alternativo è disegnato da Marie Larrivé, pittrice e illustratrice francese che ha sperimentato con i linguaggi narrativi, animando personaggi immersi tra piante alte e minacciose, mentre guardano da lontano vulcani eruttare, e tramonti di fuoco.
Gli acrilici e acquerelli a campiture irregolari rimandano alla quiete di Hopper, con un diverso senso simbolico della natura, più in pericolo, più misteriosa. La natura descritta da Marie Larrivé ha dei segreti che sembra condividere solo con i personaggi delle sue illustrazioni, in un clima di sospensione e agguato nel quale le figure sono isolate e sospette.
Anche Noir-Soleil, ultimo corto animato dell’artista presentato a La Semaine de la Critique durante il Festival di Cannes, si serve del mistero e dell’inquietudine del paesaggio per raccontare una storia famigliare in cui la mancanza di dialogo tra un padre e una figlia crea vuoti narrativi nella trama. Il risultato è una tensione irreale quanto ingiustificata, per quello che a tutti gli effetti è un macabro noir. Il golfo di Napoli e i faraglioni contrastano con un mare che sembra brodo primordiale, azzurro, poi rosa e ancora verde atomico. La natura descritta da Marie Larrivé ha dei segreti, ma i suoi disegni sono bellissimi.











