Le istantanee di Martin Vlach sono come un pugno nello stomaco.
Con pochi elementi, e mediante un sapiente uso di fotografia e tecnica digitale, riesce a creare dei paesaggi surreali scanditi da atmosfere nostalgiche e misteriose. Attimi nebbiosi e coinvolgenti veicolati da un profondo senso di inquietudine ci trasportano in una quarta dimensione caratterizzata dalla solitudine soggettiva/collettiva.
Nel bosco o sulla battigia, da soli o in gruppo, i personaggi di Martin Vlach sono catapultati dentro una cornice di cemento, legna, nebbia e ponti, rigorosamente in un bianco e nero slavato, dove le enormi balenottere fluttuanti si incontrano con una natura fumosa e con l’alienazione dei soggetti generando una sensazione di mistero e isolamento.













