Art Massimo Coppola torna a pensare ad alta voce
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Massimo Coppola torna a pensare ad alta voce

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Anna Frattini

Nei primi Duemila, quando MTV era ancora un canale sperimentale per l’epoca e non quello rappresenta ora, tra il 1999 e il 2010 andava in onda Brand:New. Lo presentava Massimo Coppola, seduto in uno studio essenziale, tra un videoclip e l’altro, a parlare di musica alternativa, politica, cultura pop e inquietudini generazionali. Era un piccolo miracolo televisivo: un format di culto che non somigliava a nulla, capace di unire riflessione e ironia, di parlare ai ragazzi senza abbassarsi a un tono giovanilistico. Oggi Coppola torna con ventanni che non esco e noi non potevamo non parlarne.

 
 
 
 
 
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In quegli anni MTV sperimentava davvero. Brand:New non era solo un contenitore di musica, ma un luogo di pensiero: uno spazio in cui un volto, una voce e qualche immagine potevano bastare per mettere in crisi le certezze del mondo che stava arrivando. Coppola si muoveva come un erede pop di Enrico Ghezzi — lo stesso gusto per la digressione colta, per la filosofia infilata dentro il flusso televisivo — ma con un linguaggio asciutto, ironico, costruito per la sua generazione.

Dopo Brand:New, sarebbe arrivato Avere Vent’anni, un’altra intuizione sorprendente: una serie di interviste ai giovani delle periferie italiane, chiamati a raccontare sogni, rabbie, paure e prospettive. Era il 2004 e in ogni puntata, Coppola guardava il Paese da vicino, con una curiosità che ricordava da vicino i Comizi d’amore di Pasolini. Come Pasolini, cercava la verità nelle parole degli altri, nei loro accenti, nei loro sguardi.

Qualche anno dopo, quell’eredità di sguardo sarebbe passata a Pif e al suo Testimone, altro esperimento nato proprio su MTV. Meno filosofico, più empirico, ma animato dalla stessa urgenza: capire il reale attraverso la sua umanità, osservare l’Italia dal basso, senza cinismo né distacco. Per un breve momento, tra Pasolini, Ghezzi, Coppola e Pif, la televisione italiana ha saputo essere uno spazio di pensiero. E Brand:New è stato il suo episodio più lucido e dimenticato.

@mtvitalia

No, non tutte le modelle sono serie, Bianca Balti ne è un esempio lampante 🤩⚡ Tantissimi auguri di buon compleanno 💖 #BiancaBalti #IlTestimone #pif #davedere #tiktokfashion #life #model #mtvitalia #happybirthday

♬ suono originale – mtvitalia

Oggi, vent’anni dopo, Massimo Coppola torna con Vent’anni che non esco, un podcast prodotto da One Podcast che sembra riportarci esattamente lì: nello stesso studio mentale, con la stessa ironia dolceamara, lo stesso tono sospeso tra sarcasmo e malinconia. Coppola è cambiato, come chi lo guardava allora, ma conserva quella lucidità che oggi sembra quasi un lusso.

Nel panorama dei podcast italiani, tra flussi di parole e chiacchiere senza profondità, vent’anni che non esco è un ritorno all’essenziale: un microfono, un pensiero, un dubbio. Coppola continua a fare quello che faceva in tv, solo con un mezzo più coerente al presente. Analizza il mondo con il suo sguardo perplesso e colto, attraversando letteratura, cinema, filosofia e cultura pop con la naturalezza di chi è cresciuto dentro tutto questo.

Forse in questo momento storico così complicato abbiamo davvero bisogno del suo ritorno. Di qualcuno che non semplifica, che non cerca consenso, che preferisce mettere in dubbio piuttosto che dare opinioni. Insomma, la voce di Massimo Coppola – secondo noi – resta una delle poche capaci di fare ancora quello che Brand:New faceva vent’anni fa: pensare ad alta voce.

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Scritto da Anna Frattini

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