La scena dell’arte contemporanea e del design in Svezia è considerata per tradizione fra le più esperte nell’esprimere elegantemente la semplicità minimale e il funzionalismo asettico.

Michael Johanson sfida costantemente questa idea dell’arte svedese. A lui non interessa la funzionalità ma riempire lo spazio con oggetti di uso comune, assemblarli in composizioni geometriche semplici prive di funzione ma con una rinnovata ed estranea entità.
“La mia idea è quella di togliere funzione all’oggetto quotidiano e renderlo solamente un elemento di colore e forma”.
Ciò che influenza l’arte di Johansson proviene dalla realtà quotidiana, dalle situazioni irregolari che incontriamo ogni giorno, per esempio tre modelli di macchina differenti ma con lo stesso colore parcheggiate una di fianco all’altra, scoprire che un attore sta recitando in due film nello stesso momento in tv, oggetti diversi ma rivestiti dello stesso pattern.
Certe casualità affascinano e ispirano Johansson e certamente anche i lego e i mercatini dell’usato dove trovare ogni tipo di oggetto che possa diventare il tassello di un solido perfetto.




















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