Oggi, 22 ottobre, è il giorno del lancio della collezione Moncler + Rick Owens, e nella giornata di ieri la compagna di vita, musa e socia creativa del designer statunitense, Michèle Lamy, è arrivata a Milano dopo aver iniziato a febbraio nel Nevada, il lungo road trip che ha accompagnato il progetto.

Michèle è andata in giro per il centro di Milano con lo stesso bus customizzato con il quale ha iniziato il viaggio, per celebrare il lancio in store dei capi.

L’anti-musa per eccellenza ha organizzato una serie di talk, senza mai lasciare il bus, concepiti come un flusso e ispirato al film d’essai L’amour fou di Jacques Rivette. Gli argomenti sono stati vari e hanno spaziato dal sublime alla moderna cultura milanese fino ad arrivare all’attivismo ambientale.

Grazie a Zoom, Michèle Lamy ha chiacchierato con alcuni interlocutori tra i quali: Davide Oldani, chef del ristorante D’O, con il quale ha affrontato il tema dello slow food e del cibo etico; Vittorio Da Mosto, co-founder di Venice calls, con cui si è parlato di sostenibilità; Paolo Rosso, art Producer Venezia-based, a capo dei programmi di conservazione ambientale Microclima, Guwahati research e RedHero. Il talk conclusivo è stato quello con Alessio Ascari, fondatore della rivista Kaleidoscope e Miryam Ben Salah, indipendent curator, direttrice e chief curator della Renaissance society di Chicago.

La giornata milanese di Michèle Lamy si è conclusa con una live performance che ha coinvolto alcuni dei membri della famiglia Lamy. Questa particolare esibizione si è svolta tra il bus e il negozio di Rick Owens di Milano ed è stato una sorta di saggio del lavoro avanguardista di Michèle, trasmessa in diretta sul profilo Instagram di Moncler, di Rick Owens e di Michèle.
“Calore, protezione e dinamismo sono i tre elementi che associo a Moncler. Applicare la mia estetica a un ambiente circoscritto e itinerante, il bus, è stata la mia risposta alla challenge collaborativa”, queste le parole di Owens a proposito del progetto. La collezione è contraddistinta da volumi estremi reinterpretati con i nylon Moncler e da una color palette composta dal nero, dall’argento e dal color polvere.












