Una mostra tutta al femminile quella da Mimmo Scognamiglio a Milano, inaugurata lo scorso 22 maggio e aperta fino al 26 luglio. Tre giovani artiste, Anna Bochkova (1995), Evgeniya Pankratova (1997) e Chiara Ressetta (1996), sono qui poste in dialogo dalla curatrice Milena Zanetti che, con il pretesto dello specchio inteso come strumento per guardare oltre, riflette sul rapporto tra l’esperienza personale e i simboli collettivi. A partire dal titolo – Punteggiato di luce, giaceva lì, scintillante – la mostra evoca una dimensione magica, poetica, fiabesca. I dipinti e le sculture, disposte in un allestimento ordinato in un ambiente alla white cube, aprono una finestra su un mondo altro, decisamente onirico e a tratti misterioso. In questo senso è emblematica Butterfly, l’opera di Evgeniya Pankratova che – come ci spiega Zanetti – «apre la scena su mondi differenti per farci entrare in giardini floridi e fluttuanti che simboleggiano il mondo ideale e l’ordine cosmico».

Se da un lato Pankratova ci svela il mondo nascosto dietro il telo – che i molti potrebbero associare a quello di Maya -, dall’altro nei dipinti di Ressetta diverse realtà si mescolano tra loro accogliendo figure timide che come spettri si confondono tra il marcato decorativismo adottato dall’artista. Il terzo livello interpretativo, sempre in un’ottica di rapporto soggetto-simbolo, lo dà Bochkova con i suoi elementi scultorei. Umanoidi in ceramica che guardano a un linguaggio grezzo e primitivo, decisamente voluto così da eliminare ogni segno di genere o carattere, ponngono l’accento sulla sfera emotiva, in particolare accentuando la delicatezza qui portata dall’elemento floreale che per l’artista è simbolo «dell’effimera natura di sentimenti come amore e purezza».

«All’interno dei lavori delle tre giovani artiste, è dunque sempre l’oggetto che racchiude la conoscenza sostanziale di ciò che è nascosto e degli effetti altrimenti non visti. Specchi affettivi che comunicano i nostri stati d’animo in modo tale che l’immagine porti l’uno verso l’altro.»
Milena Zanetti





Courtesy Mimmo Scognamiglio, the artists
