Per questo secondo appuntamento di Mise en Places, la nostra rubrica che vi porta alla scoperta di quei ristoranti dove l’architettura e il design si fondono con la filosofia gastronomica, ci spostiamo in Ucraina occidentale, a Bukovel, nel cuore dei Carpazi ucraini. Qui si trova il Grybova Hata (che tradotto significa “Capanna funfo”), da anni una meta immancabile per turisti e gente locale, che l’anno scorso si è rinnovato, presentando un design contemporaneo che racconta la storia di questa regione e della sua tradizione culinaria. Il nuovissimo dining hall di 230 m² è stato completato qualche mese fa dallo studio YOD Group con un concept dove funghi, ospitalità locale e materiali sostenibili convergono in un’unica cornice emotiva.
YOD Group ha deciso di reinterpretare il tema del fungo, ingrediente molto presente all’interno dell’offerta del ristorante, come archetipo formale e materiale del progetto. Lo spazio è molto essenziale, basato su curve organiche e una palette di colori naturale. Inoltre si è optato per l’uso limitato a due materiali primari: l’intonaco grezzi e il travertino locale proveniente dai dintorni di Ternopil. Queste scelte sono riuscite a trasformare l’interno in un paesaggio materico informale e radicato sul territorio.


Stoffe viventi: il fungo diventa design
La sostenibilità è parte integrante del processo progettuale: vediamo lampade in plastica riciclata integrate con lavamani, elementi tessili bio-based prodotti da micelio fungino, tutti realizzati da artigiani locali.
Uno dei punti di forza, infatti, è la stoffa vivente delle tende realizzate in micelio. Sette pannelli sono stati creati usando fibre di cocco e canapa inoculate con spore fungine. Dopo tre settimane di crescita controllata, è emersa una texture unica, organica e imprevedibile: una vera e propria installazione vivente dentro il ristorante.



L’architettura a servizio del menu
Lo spazio interno è organizzato in tre aree tematiche: una dedicata ai formaggi, una alla carne e una ai distillati. Questa suddivisione mostra come lo spazio sia stato concepito per accompagnare il cliente alla scoperta del menu.
Architettura e cibo si uniscono e si supportano a vicenda, trasformando un momento di pausa e convivialità in un’esperienza immersiva da vivere attraverso tutti i sensi. Il design degli spazi dialoga con la ritualità del consumatore: si assaggia, si sperimenta, si entra in relazione con il luogo e la cultura locale.


Grybova Hata è un esempio perfetto di un ristorante dove design e gastronomia non si separano, dove l’architettura racconta la storia del territorio, dei suoi ingredienti e della sua identità culturale. In questo caso specifico è il fungo a diventare idea, forma, materia e sapore.













Foto di Andrii Bezuglov
