Art Con la sedia Monobloc sei sempre a casa
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Con la sedia Monobloc sei sempre a casa

Giorgia Massari
Kuril Chto | Collater.al

Della sedia Monobloc avevamo già parlato in passato attraverso le opere del designer Pierre Castignola, che ragionava sull’ampia diffusione di questo oggetto, partendo dal fatto che il progetto originale non è mai stato brevettato e per questo è stata poi riproposta da tantissimi produttori diversi. Tutto ciò ha permesso alla Monobloc di diffondersi a livello globale e di entrare nelle case, nei bar, nei ristoranti di tutto il mondo, diventando un simbolo universale nonché portatrice di un sentimento di comfort ma anche di nostalgia. Se Castignola la rivisita decostruendola e ricomponendola, l’artista Kuril Chto la propone invece nel blu di Yves Klein prima su tela poi in versione gigante, ma anche in miniatura e come collana. Scopriamo qualcosa in più su questo artista e sulla sua mostra attualmente in corso a Venezia allo spazio Kunst Depot ‘Parrucche ai Biri’ nel sestiere di Cannaregio, in concomitanza con la 60ma Biennale d’Arte.

Kuril Chto
Blue chair bronze, 2023

La Monobloc è straniera ovunque, come noi

«L’artista è affascinato dall’ubiquità della sedia, dalla sua onnipresenza sulla superficie del pianeta e dalle implicazioni di ospitalità che questo semplice pezzo di arredamento offre. Come sottolinea lo studioso dei media e inventore degli annunci pop-up Ethan Zuckerman nel suo blog, “La Monobloc non offre indizi linguistici, nessun segno evidente che sia stata localizzata. Ovunque tu sia, è a casa sua.”», spiega il curatore della mostra Valentin Diaconov che offre allo spettatore la semplice chiave di lettura di tutta l’esposizione di Kuril Chto. In altre parole, e volendoci collegare al tema proposto da quest’anno dalla Biennale – Stranieri Ovunque -, l’artista erige la sedia Monobloc a simbolo dell’essere sempre a casa, in quanto oggetto diffuso sia nel presente che nel passato, riportandoci inevitabilmente ai ricordi infantili, soprattutto legati alle vacanze estive. Da oggetto di plastica inanimato, la sedia si carica di umanità, permea di valori come l’accoglienza e l’ospitalità.

Kuril Chto

Come Nausicaa ti accoglie ovunque tu sia

Ancora di più, con il pretesto della Monobloc, Kuril Chto si interroga sul rapporto tra oggetti e esseri umani e sulle loro interconnessioni. In questo senso l’artista gioca con le dimensioni della sedia e crea delle miniature che in alcuni casi diventano degli accessori, come la collana di Monobloc che presenta durante la mostra. Qui, negli spazi della galleria, la sedia è la protagonista indiscussa mentre la figura umana è assente, se non ricoperta solo dal pubblico che diventa parte attivo del percorso potendosi sedere sulle sedie allestite al centro dello spazio con ombrelloni e tavoli da spiaggia. Nostalgia e solitudine sono le emozioni che Chto evoca, offrendo un’ulteriore strato di riflessione con l’inserimento dell’epica. Nausicaa, il personaggio che nell’Odissea di Omero offre riparo e cibo a Ulisse, diventa l’analogia perfetta per la Monobloc che nei viaggi di Kuril è sempre stata presente, ovunque lui si trovasse.

Kuril Chto
Kuril Chto, Silver chair necklace

La mostra Under Jove’s protection, promossa dalla Bahnohof Gallery è aperta fino al 17 maggio alla KUNST DEPOT ‘Parrucche ai Biri’ di Canareggio, Venezia.

Courtesy Kuril Chto, Bahnhof Gallery

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Scritto da Giorgia Massari
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