Art Norman Rockwell e come è nato l’immaginario del nostro Natale
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Norman Rockwell e come è nato l’immaginario del nostro Natale

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Giulia Guido

Le stazioni piene di persone che tornano a casa, correre alla finestra a vedere la neve caduta durante la notte, scoprire la verità su Babbo Natale, sono tutti momenti che sicuramente fanno parte del Natale di qualcuno, ma sono entrati nell’immaginario di tutti grazie a una persona, a un artista, Norman Rockwell. 

Siamo nell’America degli anni ’10 del Novecento, Norman Rockwell fin da piccolissimo mostra una grande propensione per il disegno, a 14 anni era iscritto alla New York School of Art e due anni più tardi ha cominciato gli studi presso l’Accademia Nazionale del Design. È in quel periodo, all’età di 16 anni, che gli viene commissionato il suo primo lavoro come artista: 4 diversi temi natalizi per cartoline d’auguri. Forse un segnale di quella che sarebbe stata la sua carriera. 

Rockwell ha cominciato così a ritrarre la vita e la cultura americana in tutte le sue sfaccettature, fino ad arrivare alla collaborazione che ha reso le sue illustrazioni accessibili al grande pubblico, quella con il The Saturday Evening Post. Fondamentale è stata la figura di George Horace Lorimer, editore del The Saturday Evening Post che ebbe l’intuizione di sfruttare momenti dell’anno specifici, come le festività natalizie, per creare collaborazioni con artisti per realizzare copertine ad hoc. Un’idea che oggi ci sembra quasi scontata (e forse banale), ma che all’epoca rappresentò una vera e propria rivoluzione che ebbe un risvolto positivo sulle vendite: nel periodo in cui Lorimer fu editore al Post la tiratura passò da diverse migliaia a oltre un milione. 

Al centro di questa strategia troviamo proprio Rockwell che si specializzò talmente tanto in illustrazioni natalizie che l’immaginario da lui creato è quello che abbiamo ancora oggi e che ci ha portato a definirlo “l’inventore del Natale americano”, poi diventato il Natale di tutti. 

Non solo Babbo Natale intento a fare qualsiasi cosa, dallo studiare le cartine geografiche al leggere ogni singola letterina, Norman Rockwell è andato più a fondo, ritraendo i momenti di frenesia che anticipano le feste, ma anche quelli più malinconici e nostalgici. 

Due sono sicuramente le illustrazioni più emblematiche del suo Natale. 

Christmas Homecoming non è una semplice illustrazione, è un autoritratto di famiglia. Il momento è quello del ritorno a casa e al centro della scena possiamo riconoscere lo stesso Rockwell al centro (è il signore che sta fumando la pipa). 

L’altra illustrazione emblematica e rappresentativa della sua capacità di ritrarre il mondo introno a sé è Christmas Rush (Tired Salesgirl on Christmas Eve). L’immagine ritrae una commessa, probabilmente dei grandi magazzini Marshall Field, esausta dopo un turno sotto le feste. 

È proprio questa capacità di Rockwell, quella di non idealizzare il Natale, ma di raccontarne gli aspetti quotidiani, anche quelli in cui non si respira la tipica magia natalizia, a rendere le sue illustrazioni intramontabili, anche dopo cento anni.  

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Scritto da Giulia Guido

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