Lavoro audace e rischioso, che dà voce aux régions marécageuses du cul” riferisce un saggio dedicato allopera di Nathalie Djurberg, citando Bataille.
In effetti questa giovane artista svedese, classe 1978, merita un posto a parte nel mondo dellarte contemporanea.

Berlinese dadozione appartiene a una generazione realista, cinica e disillusa che ha visto crollare i grandi racconti ideologici , le utopie illusorie e si è nutrita di Georges Bataille e Pier Paolo Pasolini che attraverso la scrittura e il cinema sostenevano, come lei, una critica sacrilega al processo di spoliazione dellessere umano e di defisicizzazione del messaggio artistico.
Scultura e video-installazione sono i mezzi della sua comunicazione ambigua, ibrida e aperta a interpretazioni in positivo e negativo dove il dolore si tramuta in piacere e viceversa, e il tabù diventa regola di un mondo in cui vigono perversione, violenza e erotismo estremo.
Lo spossessamento quale rinuncia alla propria autonomia è uno dei temi centrali di tutta lavventura filmica dellartista. La prima indicazione di questa condizione perversa dellesistere è data dal linguaggio usualmente adottato, la ripresa di eventi che riguardano marionette e burattini, dalle fattezze umane e animali. Realizzati in stoffa, creta e plastilina, hanno corpi sensuali e vengono fatti muovere dalla Djurberg mediante fili e bastoni. Le scenografie sono spesso di cartone o di poliuretano e dipinte con colori forti.

Il ricorso alle marionette è chiara allegoria di un corpo che diventa mezzo altrui: la persona è annullata ed è nelle mani del burattinaio. Ridotta a oggetto plasmabile, maschera di unesistenza direzionata, prigioniera di un luogo o di una relazione familiare. Allo stesso modo anche le zone erogene diventano veicoli di contrattazione e scambio, subiscono metamorfosi e vengono sottoposte a chirurgie diaboliche.
La Djurberg non pone il visitatore davanti uno schermo ma lo fa penetrare nella sua intimità artistica mettendoci a confronto con quella parte oscura che ognuno di noi possiede ma che ciascuno tenta di soffocare. Dalleccitazione alla repulsione nessuno rimane indifferente. Le sue opere offrono una catarsi di cui ogni spettatore può beneficiare.
















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