Nos Primavera Sound 2017 – Saudade, Salsedine e Sound System

Nos Primavera Sound 2017 – Saudade, Salsedine e Sound System

Aurora Alma Bartiromo · 4 anni fa · Art

Tornata da Porto mi ci sono voluti due giorni per riprendermi. Il traffico, il caldo asfissiante e tutte quelle caratteristiche che rendono Roma un posto – sì bellissimo ma – invivibile, mi hanno lasciata in uno stato catatonico in cui se chiudevo gli occhi e le orecchie vedevo azulejos, sentivo bella musica, il vento dell’Oceano mi rendeva i capelli perennemente spettinati e miracolosamente sulla faccia c’era sempre un sorriso. Sì, Porto è una città di cui – e in cui – è facile innamorarsi, non importa di cosa o chi.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Ma, ora che sono sulla via della ripresa, il punto è che sì, a Porto c’ero andata per il Nos Primavera Sound e anche di questo è molto difficile parlar male.

DAY 1

Dopo aver mangiato una Francesinha e aver acquisito le calorie necessarie per sopravvivere almeno fino al mio rientro, mi sono avviata verso Matosinhos, la zona di Porto affacciata sull’Oceano dove si trova Parque da Cidade, la location del Nos.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Partiamo proprio da questa: un grande parco che sembra fatto apposta per ospitare concerti, in qualunque palco e da qualunque posizione l’acustica era quasi-perfetta.

Mi affretto subito verso il palco principale perché sento l’inconfondibile sound dei Cigarettes After Sex. Le persone sono ancora poche, il sole è appena spuntato dopo una giornata abbastanza nuvolosa e la voce di Greg Gonzalez coccola le orecchie e l’anima.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Ultime note e un attimo di indecisione dovuta alla secchezza delle fauci e alla voglia di birra superata poco prima dalla voglia di musica.

Con un bicchierone in mano mi sposto all’altro palco – il Super Bock, per rimanere in tema – dove Rodrigo Leão & Scott Matthew con simpatia e bravura riescono a far sorridere anche quelli che sono lì per caso.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

A fine concerto molti cominciano ad avere un po’ di fame e il Market rialzato si rivela un posticino davvero ok con tanta scelta tra tipico ed internazionale, insomma non i soliti panini da festival senza anima.

Intanto sul palco principale Miguel ha appena attaccato e, malgrado non sia esattamente una sua fan, c’è da dire che il tramonto e la birra ormai in circolo aiutano. Il sole cala e tutte le persone che ho intorno sorridono, è davvero difficile non farsi coinvolgere dal clima di presa a bene generale.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Che gli Arab Strap sanno il fatto loro invece lo sappiamo e ci accompagnano perfettamente nella notte concludendo con The First Big Weekend che conquista anche quelli che non li hanno ancora capiti.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Tutti cominciano a correre verso il palco principale attirati dall’inno “We Run the Jewels, my friend”. Il fomento ormai è generale e tutto il live del duo hip-hop statunitense è in continua salita: impossibile fermarsi.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nemmeno il tempo di riprendere il fiato che al Super Bock attacca Flying Lotus confermandosi maestro del visual così semi-nascosto da proiezioni che ti fanno viaggiare anche senza musica…ma c’è anche quella, per cui tutto sembra perfetto. La calca è tanta e la scelta del palco più piccolo forse non è delle più felici. Ballare è abbastanza complicato ma forse meglio così visto il dissipamento generale di sali minerali dovuti ai RTJ.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Siamo alla fine, tutti sono in attesa trepidante dei Justice, il duo electro francese con una passione per le croci. Già dall’attacco (ndr Safe and Sound) il pubblico va in visibilio. La classe non è acqua: l’insieme di luci, il ritmo incalzante e perfetto e la presenza scenica dei due coinvolgono tutti in un finale in cui l’unica nota negativa è che sono solo le 2 e nell’aria la voglia di tornare a casa non c’è, al massimo un po’ di preoccupazione per la fila all’Uber Lounge.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

DAY 2

Dopo aver bevuto la giusta dose di Porto a stomaco vuoto e arrivata ai cancelli un po’ stordita mi rendo conto di essermi persa i First Breath After Coma, che fa molto – ma molto! – più caldo del giorno prima e che le persone attorno a me sono già più di ieri e continuano ad arrivare.

Mi dirigo verso il palco principale dove ad accogliermi ci sono gli australiani Pond che condividono membri e melodie con i Tame Impala, pur essendo sicuramente meno conosciuti. Riescono a farmi prendere bene nel giro di due canzoni e vedo che la sensazione è condivisa.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Saltellando vado al Super Bock dove ci sono i Whitney con tutta la loro dolcezza. Julien Ehrlich a metà live comunica al pubblico che da pochi giorni è morto suo nonno: la tenerezza che già sentivamo per loro arriva al livello 1000 e la sensazione generale è quella di un abbraccio collettivo.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Ancora un po’ frastornata dalle emozioni tenere a cui non sono abituata ritorno al palco principale dove Angel Olsen è pronta ad accompagnare il calare del sole con la sua voce suadente e grintosa al tempo stesso. Ha un vestitino verde che si abbina alle luci rigorosamente verdi e sembra una fatina con una carica erotica non indifferente. Un tramonto ancora migliore del giorno prima.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Dal palco piccolo sulla collinetta intanto si sentono i versi incazzati degli Sleaford Mods e per cambiare un po’ ritmo e umore corro di là.

Ora cominciano le decisioni difficili, accantono subito l’idea di nutrirmi (viste anche le file chilometriche) e decido di saltare gli Swans, un po’ a malincuore ma li ho già sentiti più volte e sicuramente li risentirò ancora.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Intanto al palco principale sono tutti in attesa dei – o di, come tutti dicono – Bon Iver. Mi rendo finalmente conto del sold out di oggi e della marea di gente che si trova al Parque da Cidade. Riesco non-so-come a farmi largo tra la folla fino ad arrivare in ottava fila. Ho una certa tecnica per questo ma sicuramente il merito va anche ai Portoghesi che sono le persone più rilassate del mondo. Ovviamente qualche lacrimuccia, tantissime luci, e un finale in acustico con l’immancabile Skinny Love.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Frastornata dall’emozione e dalla folla che cerca di muoversi verso altri lidi mi trovo davanti ad una scelta difficilissima e decido di andare a riflettere al Pitchfork dove tutti aspettano che Hamilton Leithauser suoni 1000 times.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Decido in fine di saltare i King Gizzard & The Lizard Wizard sperando di ribeccarli presto e ritorno al palco principale per il fighissimo – da tutti i punti di vista – Nicolas Jaar. Un live coraggioso, forse non troppo apprezzato dal pubblico che a quest’ora vorrebbe ballare, ma lo sappiamo che Jaar non è un tipo facile e lo amiamo proprio per questo.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Sono le 2.30 e tutti si spostano al Pitchfork, il palco discotecaro che ci accompagnerà fino all’alba. Richie Hawtin si tira un set pesantissimo e Mano Le Tough lo segue a ruota.

Stanca e con un po’ di mal di testa, ma felice, me ne vado verso i cancelli con la luce del sole e la voglia di crollare a letto per risvegliarmi prontissima ad un ultimo giorno di fuoco.

DAY 3

Anche oggi un caldo notevole e un po’ di vino in corpo. Ho dormito poco perché Porto meritava un’altra passeggiata e l’altro lato del Douro era ancora inesplorato.

Arrivo più tardi del solito, alle 21, e mi fermo al Pitchfork a sentire le schitarrate di Mitski, l’ennesima super-woman di questa line-up che ha dato molto spazio – finalmente – alle donne.

Risalgo la collinetta per caricarmi al punto giusto con i Death Grips che non deludono per niente: una carica fuori controllo che unisce noise e rap in un modo strano e perfetto.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Ascolto solo le prime 3 canzoni perché al palco principale stanno per arrivare i Metronomy e non me li voglio perdere per nessuna ragione al mondo.

Estetici come pochi e con un ritmo invidiabile e coinvolgente a livelli altissimi, fanno cantare e ballare il pubblico dalla prima all’ultima canzone. Insomma, non solo The Bay ma proprio tutte tutte.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

All’ultima nota decido di ascoltare i Japandroids restando ferma dove sono e sedendomi comodamente sul pratone – tanto si sentono benissimo – mentre aspetto trepidante Aphex Twin.

Un maestro, poco altro da dire. Sugli schermi cominciano ad alternarsi le facce del pubblico storpiate alla sua maniera fino ad arrivare a strane ragazze in bikini e a quelli che suppongo siano politici portoghesi viste le reazioni fomentate del pubblico. Piano piano il set diventa sempre più spinto fino al punto in cui non ballare diventa praticamente impossibile e gli effetti stupefacenti sono sempre più visibili sui visi delle persone che mi circondano. Sul finale Aphex scende anche tra il pubblico. Perfetto.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Tutti si spostano al Pitchfork dove sta per attaccare Tycho. Sono praticamente sconvolta dall’emozione per tutti i motivi possibili e immaginabili e per me è uno dei set più attesi.

Una classe senza pari, la perfezione dall’inizio alla fine, le proiezioni più belle del festival (tra cui, punta di diamante, alcuni frame de La Montagna Sacra di Jodorowsky). Un vero viaggio, di quelli che ti ricordi dopo anni e sorridi.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

At the end, Bicep e Marc Piñol chiudono mantenendo un livello molto alto – pur ovviamente non potendo superare Tycho – e il mattino si rivela grigio e bellissimo.

I gabbiani hanno invaso Parque da Cidade e mi spingo fino all’Oceano guidata dagli stormi. La linea tra il cielo e il mare è invisibile, acqua e aria sono la stessa cosa come la gioia di questi bellissimi giorni e la tristezza del loro essere giunti al termine. Qualche foto Ghirri-style ma nessuna lacrima: il sorriso continua ad essere lì insieme alla consapevolezza che tutto finisce ma per fortuna esistono i ritorni.

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 - Saudade, Salsedine e Sound System | Collater.al

Nos Primavera Sound 2017 – Saudade, Salsedine e Sound System
Art
Nos Primavera Sound 2017 – Saudade, Salsedine e Sound System
Nos Primavera Sound 2017 – Saudade, Salsedine e Sound System
1 · 62
2 · 62
3 · 62
4 · 62
5 · 62
6 · 62
7 · 62
8 · 62
9 · 62
10 · 62
11 · 62
12 · 62
13 · 62
14 · 62
15 · 62
16 · 62
17 · 62
18 · 62
19 · 62
20 · 62
21 · 62
22 · 62
23 · 62
24 · 62
25 · 62
26 · 62
27 · 62
28 · 62
29 · 62
30 · 62
31 · 62
32 · 62
33 · 62
34 · 62
35 · 62
36 · 62
37 · 62
38 · 62
39 · 62
40 · 62
41 · 62
42 · 62
43 · 62
44 · 62
45 · 62
46 · 62
47 · 62
48 · 62
49 · 62
50 · 62
51 · 62
52 · 62
53 · 62
54 · 62
55 · 62
56 · 62
57 · 62
58 · 62
59 · 62
60 · 62
61 · 62
62 · 62
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

Dominik Hollaus è un giovane fotografo e graphic designer di Innsbruck, Austria, che dopo aver studiato e aver lavorato per diversi anni ha messo a punto uno stile tutto personale. 

Nel suo portfolio troviamo fotografie dall’estetica chiara e pulita, in cui il soggetto risalta su tutto. Questa tecnica lo ha portato a collaborare con diversi brand e realtà come Chanel, Pomellato o Tom Ford. 

Noi però siamo stati colpiti in particolar modo da due suoi progetti personali molto simili, Negative Cuts e Strip Portraits. La particolarità di queste due serie fotografiche è che per realizzare Dominik Hollaus è in qualche modo a photoshoppare un’immagine su pellicola. 

Ci spieghiamo meglio: le immagini che fanno parte di questi lavori sono dei veri e propri collage realizzati strisce di negativi fotografici e a volte tagliandoli e incollandoli in ordine differente. Una volta riassembleti tutti i pezzi, il fotografo li rifotografa: il risultato è estremamente moderno ed accattivante. 

Il soggetto, che sia un edificio o un ritratto, rimane riconoscibile, ma la sua forma è frammentata e la prospettiva e le proporzioni completamente distrutte. Solo in questo modo si possono azzardare nuove e innovative interpretazioni. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma per scoprirne di più seguite Dominik Hollaus su Instagram e visitate il suo sito.

Photo credits: Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
Photography
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
1 · 12
2 · 12
3 · 12
4 · 12
5 · 12
6 · 12
7 · 12
8 · 12
9 · 12
10 · 12
11 · 12
12 · 12
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @alessandrabook, @antonella_civera, @_gary0104, @sim.raw, @wonmin.9, @lilkotova, @missgherard, @yrubysu, @marco.pasini.photo, @_simonepiaras_.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Passionali e intimi, decisi e sensuali, gli scatti di Leo Maki ci aprono le porte di un mondo dove il corpo umano è al centro di ogni cosa. 

Leo Maki è un fotografo e videomaker polacco che a 26 ha già messo a punto uno stile riconoscibile e preciso che utilizza per raccontare e mostrare il proprio punto di vista su temi temi come l’intimità, il corpo e i sogni
Il taglio unico delle sue immagini, in cui il focus è tutto sul soggetto lo ha portato a collaborare con differenti realtà e a realizzare copertine per differenti testate come PNPPL magazine o per HART Magazine. 

Da quando ha ricevuto la prima macchina fotografica a 12 anni ad oggi, sono cambiate molte cose per Leo Maki. Se il primo approccio alla fotografia è stato attraverso quelle fotografie che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita, magari ad amici in contesti quotidiani, ora la produzione del fotografo di Varsavia sbalordisce per originalità e impatto. 

I protagonisti dei suoi scatti sono giovani uomini attraverso i quali Leo Maki riscopre la bellezza e il potenziale espressivo del nudo artistico. Ogni cosa ruota attorno al corpo, alle sue forme e a ciò che è capace di trasmettere allo spettatore.
Inoltre, l’uso esasperato di luci colorate, che a volte rende gli scatti quasi monocromatici, dà vita a immagini ancora più potenti. 

Non esiste vergogna o imbarazzo e in un certo senso le fotografie di Leo Maki ci ricordano che dobbiamo riscoprire e riabituarci alla bellezza e alla purezza del corpo nudo, senza giudicare. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni suoi scatti, ma per scoprirne di più seguite Leo Maki su Instagram e visitate il suo sito

Leo Maki | Collater.al
Leo Maki | Collater.al
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
Photography
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Cinematografici e surreali. Quasi futuristici. Gli scatti di Kate Hook fanno questo effetto, portano lo spettatore in luoghi lontani, non geograficamente, ma nel tempo e nello spazio. La fotografa con base nel sud del Regno Unito ci fa viaggiare con la mente nel tempo e nello spazio. 

Kate Hook ha studiato Art Direction all’University of Arts London, Filmmaking alla Staffordshire Uni e oggi è una fotografa specializzata in fotografia analogica. Allontanandosi da molti colleghi che fanno affidamento soprattutto sulla post produzione e su Photoshop, Kate realizza tutto in macchina e guardando i risultati ottenuti non possiamo che rimanere senza parole. 

Noi la abbiamo fatto qualche domanda e Kate Hook ci ha raccontato come ha cominciato a scattare e qualcosa in più sulla sua tecnica. Non perderti l’intervista qui sotto e seguila su Instagram e sul suo sito.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

Non c’è un momento particolare che mi viene in mente, è stata più una sequenza organica di sviluppo di un interesse per la fotografia che è iniziato con una Canon AV-1 che mio padre mi ha dato quando ero un’adolescente, oltre a giocare con le altre fotocamere digitali in casa. Quando avevo circa 14-15 anni mi sono appassionata e verso i 16 anni è diventato abbastanza evidente che avevo un talento per la fotografia. Una cosa che ricordo di quel periodo era qualcuno che mi diceva che stavo scattando foto “sbagliate”, il perché è che a quell’età avevo poca idea di ciò che stavo facendo, dato che non avevo avuto alcun insegnamento o qualcuno che mi mostrasse come usare bene una macchina fotografica. Così ho iniziato a leggere libri su fotocamere e fotografia perché volevo imparare a scattare correttamente e poi farlo “male” di proposito.

Descrivi il tuo stile fotografico. Come sei arrivato a questo punto?

Magico e vivido. Non chiaro o scuro, è luminoso e onirico. Ho passato anni a giocare con vari metodi e tecniche diverse. Quando ero più giovane ero molto attratta dal surrealismo, quindi sento che ha avuto un impatto su di me a livello creativo. Ho sempre creduto che la magia sia reale e che ci sia molto di più nella realtà di quello che ci viene insegnato, così cerco di mostrarlo nel mio lavoro. Dopotutto la realtà è ciò che tu fai con essa. 

Secondo te qual è la cosa da considerare più importante mentre si realizzano dei ritratti fotografici?

Il mood e il messaggio… Se ce n’è uno, dipende un po’ dalla foto. Di solito ci sono un bel po’ di elementi da considerare e che dipendono da set che si sceglie. Per quanto riguarda il modello, bisogna considerare il modo in cui è presentato, la sua espressione, ma anche ciò che indossa. Poi ci sono altri elementi come l’illuminazione e l’attrezzatura. Così come i temi e il simbolismo. Tutto questo è come un’equazione matematica con vari fattori diversi che danno vita alle immagini finali.

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Scatto interamente su pellicola e ho iniziato a usare più filtri nel mio lavoro. Le principali fotocamere che uso sono Nikon F100, Fm2 e F3. Recentemente ho ricevuto una Pentax 645N con la quale sono entusiasta di lavorare di più. Di tanto in tanto uso la tecnica del “film soup, ovvero immergo la pellicola di un rullino 35mm in un liquido, questo distorce l’equilibrio chimico della pellicola e provoca alcuni effetti interessanti. Assolutamente nessuno dei miei lavori è photoshoppato, tutto è fatto praticamente nella macchina fotografica. Faccio solo qualche piccolo ritocco prima di caricarlo, tutto qui. Passiamo un sacco di tempo a fissare gli schermi, quindi per me è importante dal punto di vista artistico scattare e creare immagini senza l’ausilio di un computer e di un software di editing. Inoltre scattare su pellicola rende tutto un po’ più reale. 

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Pete Turner e Benoit Debbie sono stati le maggiori influenze per me nel corso degli anni. Turner è stato essenzialmente il padrino della fotografia su pellicola a colori e Debbie è un maestro del colore per la cinematografia. 

Continua la frase: per me la fotografia è…

La verità. È tutto lì per una ragione. L’occhio umano non può e forse non vuole vedere tutto. La fotografia può dirci quanto sia impressionante e allo stesso tempo quanto sia bello il mondo.

Kate Hook | Collater.al
Kate Hook | Collater.al

Leggi anche: Gli autoritratti surreali di Alice Milewski

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
Photography
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11